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Avatar Milo
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Una bambina dalle lunghe trecce e un luna park apparentemente comune. La bambina è curiosa, la vediamo fare capolino oltre il muro che la separa dal mondo dei divertimenti per eccellenza, non ha molte monete con sé, ma decide di entrare lo stesso. Passeggia per le vie del parco giochi, dove il lettore incontra vari personaggi: un uomo vestito elegantemente che guarda il suo orologio, un pugile mascherato, un signore dagli occhiali troppo spessi e un mendicante che osserva il fondo di un bidone della spazzatura. La bambina non ha abbastanza monete per partecipare ai giochi che vede lungo la strada, ma a un tratto si trova davanti a un tendone con su scritto: “Cinema Panopticum”. All'interno ci sono cinque scatole – un misto tra vecchi juke box e dei confessionali – ognuna con uno schermo che proietta un film diverso. Questa volta basta una monetina per giocare.
Per la bambina avrà inizio un viaggio misterioso e oscuro che penetra nella solitudine e intimità di quattro uomini “sconosciuti”…

Commenti

Avatar smokingkirby
13/03/2026 14:10
3B - Liceo "Torricelli-Ballardini", Faenza (RA)
Cinema Panocticum, scritto da Thomas Ott nel 2005, è una graphic novel molto particolare, infatti non ha nessuna parola scritta e il metodo che l'autore ha usato per illustrarlo è impressionante, perché non sono disegni normali, ma disegni ricavati dal grattare via uno strato di inchiostro da una pagina interamente inchiostrata. Il libro parla di una bambina che va al luna park, però non avendo molti soldi non può né giocare né comprare nulla. Però ad un certo punto si imbatte in un tendone vuoto, con nessuno all'interno, e presa dalla curiosità ci entra, e ci troverà dei cabinati che avranno un ruolo fondamentale nella storia. E' un fumetto molto breve e che si legge in un'oretta(il fatto che non abbia parole aiuta). Personalmente mi è piaciuto molto, soprattutto per i disegni, che mi hanno affascinato dal primo momento in cui l'ho aperto e lo consiglierei a chi piace lo strano e l'assurdo.
Caldo abbraccio
Avatar dg
dg
26/02/2022 22:34
2F - Liceo Copernico, Bologna
Il libro parla di una ragazzina che si aggira per un luna park alla ricerca di una attrazione che possa provare con le poche monete che ha a disposizione. Gironzolando tra i diversi divertimenti, la ragazza incontra alcuni personaggi piuttosto particolari: un uomo vestito in modo elegante, un pugile mascherato, un signore con gli occhiali e un bisognoso, colto nell'atto di osservare il fondo di un bidone della spazzatura. Ad un tratto, la ragazzina vede davanti a sè un tendone con sopra scritto "Cinema Panopticum"; all'interno si trovano cinque cabine, ognuna delle quali presenta uno schermo dove sono illustrati film diversi. Senza pensarci due volte, inserisce l'unico gettone che le serve per osservare il cortometraggio. Ognuno vede come protagonista gli ambigui personaggi incontrati precedentemente. Nel corso della visione dei film cresce la perplessità, l'inquietudine e la paura della bambina fin quando, arrivata all'ultima scatola, intitolata "THE GIRL" , non scappa via terrorizzata. "Cinema Panopticum" di Thomas Ott è una lettura piuttosto veloce, ma che racchiude in sè una grande varietà di emozioni; questa qualità è dovuta, a mio avviso, alla scelta dell'autore di non inserire testi e descrizioni, ma solamente immagini. Il lettore (anche se possiamo meglio definirlo come un osservatore) assiste assieme la povera ragazzina alle lugubri proiezioni fornite dalle diverse scatole. Il clima d'angoscia e d'inquietudine viene, inoltre, aiutato dalle illustrazioni, colorate in bianco e nero e che designano un atmosfera triste e desolata. Personalmente ho trovato questo libro molto interessante e originale e lo consiglierei a chiunque voglia immergersi in questa particolare e innovativa visione di libro.
Utile
Avatar ginevrarossi
12/02/2022 15:40
1 BS - Liceo "Andrea Maffei", Riva del Garda (TN)
Questo fumetto mi ha ricordato subito il luna park nel quale è ambientata una puntata di Scooby doo. Quando ero piccola adoravo questo cartone e lo guardavo in continuazione. Questo è un episodio che mi è rimasto impresso, perché ad esso associo molte emozioni di ansia, stupore e paura. La tensione era notevole e la suspense faceva venire i brividi e la voglia di scoprire il vero colpevole. Guardando le immagini di questo fumetto ho riprovato le stesse emozioni, come se vivessi lo stesso momento per la seconda volta. L'epoca in cui ho guardato questa puntata è assai remota e il fatto che sia in grado di ricordarla e associarla a questo racconto mi sorprende. I disegni sono incantevoli. Riuscirei a fermarmi per diversi minuti, cercando di analizzare ogni loro dettaglio e cercare di immergermi totalmente nella storia. Spesso è difficile se non quasi impossibile trasmettere emozioni con delle semplici immagini, ma queste sono davvero toccanti: le ombre, i dettagli e le espressioni dei personaggi sono una cosa favolosa. Ci sono sicuramente molti modi per interpretare questa storia. Il primo passo è ovviamente immergersi in essa, per poi successivamente cercare di comprendere il significato che vuole trasmetterci. Ogni persona può assorbire questo significato a modo proprio. Ognuno può riconoscersi in questo racconto perché spesso, magari anche inconsciamente, decidiamo di scegliere la strada più semplice, nonostante non sia quella che desideriamo davvero. Tendiamo ad accontentarci del poco, solo perché l'ideale non possiamo permettercelo o comunque non proviamo a batterci per ottenerlo. Ad alcuni comportamenti della bambina mi viene automatico associare la dipendenza. Ho l'impressione che l'autore voglia comunicarci la forza e il controllo che spesso degli schermi possono avere sulla nostra vita e sulle nostre decisioni. Come succede anche oggi, spesso le persone perdono del tempo prezioso per stare su degli schermi, anziché investire quel tempo per fare cose creative e produttive. La conclusione della storia ci fa capire che spesso, quando le persone si rendono conto di non fare la cosa giusta, ormai è troppo tardi. https://www.youtube.com/watch?v=afDzENzEnsQ Questa è la canzone che associo a questo racconto. Crea un'atmosfera misteriosa, di tensione, ma allo stesso tempo tranquilla. Da sola può trasmettere poche emozioni, ma se accompagnata dalla visione di questo fumetto fa un effetto straordinario. Riesce a farti immergere nella storia, facendomi provare molte emozioni e sensazioni confuse, che ti fanno apprezzare di più le immagini e danno ad esse una potenzialità maggiore.

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Wow!
Avatar Maria08r
03/06/2026 21:27
3ES - Liceo "Torricelli-Ballardini", Faenza (RA)
Cinema Panopticum, uscito nel 2005, è uno dei capolavori del fumettista Thomas Ott. La storia ha una struttura particolare, "a cornice": una bambina gira per una fiera triste e desolata ed entra in un baraccone buio. Lì trova cinque vecchie scatole metalliche con una manovella. Inserendo una moneta in ognuna, la bambina guarda un breve filmato dell'orrore. Le prime quattro storie parlano di sfortuna, follia e destini crudeli: c'è un uomo intrappolato in un hotel da incubo, un lottatore di wrestling troppo vanitoso, un uomo con un potere divino che diventa una maledizione e una macabra storia di mutilazioni. Il colpo di scena arriva con la quinta scatola, dove la bambina vede sullo schermo la sua stessa storia, finendo intrappolata in un cerchio senza uscita. Il tema centrale del libro è proprio questo: il destino è una trappola e guardare le disgrazie altrui ci rende vulnerabili. La caratteristica incredibile di questo fumetto è che è completamente muto, senza parole o dialoghi. L'atmosfera è cupa, che ricorda i vecchi film horror in bianco e nero. Anche se le storie si ispirano a idee classiche del genere e il libro si legge molto velocemente, Cinema Panopticum è un piccolo gioiello. Dimostra che non servono le parole per fare paura, ma bastano il silenzio, il buio e delle immagini straordinarie. Questo libro mi è piaciuto tantissimo, soprattutto per la sua capacità di catturare l'attenzione senza usare una sola parola. Mi ha affascinato il modo in cui l'autore riesce a trasmettere un'angoscia così profonda. Inoltre, ho adorato l'atmosfera cupa delle storie, che non cercano il classico lieto fine. Lo consiglierei sicuramente agli altri, in particolare a chi ama le storie del brivido ma è stanco dei soliti cliché o dei testi troppo lunghi. È perfetto per gli appassionati di cinema espressionista sia per chi vuole scoprire come il fumetto possa diventare vera e propria arte visiva.
Avatar Mattia6767
22/05/2026 21:18
2DAFM - IIS "G. Compagnoni", Lugo (RA)
Cinema Panopticum è un libro senza parole, dove tutto viene raccontato attraverso immagini molto dettagliate e inquietanti. I disegni in bianco e nero creano un'atmosfera misteriosa e coinvolgente. Lo consiglio a chi ama storie particolari e piene di dettagli da osservare.
Avatar Giuuliatrevisan
21/05/2026 20:08
1ASC - IISS "Copernico Pasoli", Verona
molto bello, un consiglio che do è di guardare bene le immagini in modo molto attento, comunque libro molto carino con presenza di plot twist
Avatar Bonvicini
21/05/2026 18:46
1E - Liceo "Laura Bassi", Bologna
Quando ho preso in mano "Cinema Panopticum" di Thomas Ott, la prima cosa che mi ha stupito è stato scoprire che si tratta di un fumetto completamente muto. Non c'è una sola parola, nessun dialogo e nessuna didascalia. Sinceramente all'inizio ero un po' scettico: pensavo che senza testo la storia sarebbe stata noiosa o difficile da seguire. Invece mi sono dovuto ricredere, perché l'autore riesce a farti provare un'ansia e una tensione pazzesche usando solo ed esclusivamente la forza delle immagini. La trama sembra l'inizio di un film horror: una bambina gira per un luna park un po' vecchio e abbandonato ed entra in una strana cabina dove ci sono cinque macchinari a monete. Infilando i soldi e guardando dentro il visore, la bambina (e noi insieme a lei) assiste a dei brevi cortometraggi horror molto bizzarri e inquietanti: c'è la storia di un uomo a cui cresce un terzo occhio, quella di un hotel pieno di mostri e quella di un lottatore di wrestling che deve sfidare la Morte. Ci sono tre cose di questo fumetto che mi hanno colpito tantissimo e che mi hanno fatto riflettere: La prima è la tecnica pazzesca dei disegni. Ho scoperto che il disegnatore usa lo scratchboard: in pratica parte da un foglio completamente nero e, usando una specie di taglierino, "gratta" via il nero per far emergere il bianco e la luce. Visivamente l'effetto è incredibile: tutto sembra avvolto dall'oscurità, i dettagli sono curatissimi e sembra di guardare un vecchio film horror in bianco e nero degli anni '20. Questa scelta stilistica mi ha fatto provare una sensazione di claustrofobia e di angoscia continua. La seconda cosa è il tema del "Panopticum", che dà il titolo al libro. A scuola abbiamo studiato che il Panopticon era un tipo di prigione dove i carcerati si sentivano sempre osservati da una guardia invisibile. Nel fumetto si respira proprio questa paranoia: la bambina spia dentro le scatole, noi lettori spiamo lei, e i protagonisti delle storie sono tutti vittime di qualcosa di misterioso che li controlla. Ti fa provare quella strana sensazione di disagio di quando ti senti gli occhi di qualcuno addosso anche se sei da solo in una stanza. Infine, sono rimasto a bocca aperta per il finale. L'ultima storia si collega direttamente alla bambina del luna park con un colpo di scena geniale che ribalta completamente tutto quello che hai letto fino a un secondo prima. Ti lascia addosso un senso di inquietudine che non ti aspetti.

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Avatar FilippoBarone
21/05/2026 12:08
2DAFM - IIS "G. Compagnoni", Lugo (RA)
Bella storia, molto complicata lo consiglio a persone che non hanno voglia di leggere
Avatar annnna
17/05/2026 14:15
2BU - Liceo "Torricelli-Ballardini", Faenza (RA)
Panopticum di Thomas Ott è stranissimo ma super affascinante. Anche se è quasi senza parole, il libro riesce a farti provare ansia e curiosità in ogni storia. I disegni in bianco e nero sono inquietanti ma bellissimi da guardare. Mi è sembrato come un insieme di incubi artistici fatti benissimo.
Avatar Lillard2011
08/05/2026 16:31
1ASC - IISS "Copernico Pasoli", Verona
Libro molto diverso dagli altri perché non ha parole ed è un silente book.Mi è piaciuto molto voto 10
Avatar PO
PO
05/05/2026 23:38
2BS - Liceo "Torricelli-Ballardini", Faenza (RA)
"Cinema Panopticum" è decisamente uno dei libri più strani e particolari che io abbia mai letto (o guardato, dal momento che essendo un silent comic presenta solo immagini, senza dialoghi né didascalie). Racconta la storia di una ragazza che si aggira per un luna park e non avendo i soldi necessari per comprare i biglietti delle varie attrazioni finisce per imbattersi nel Cinema Panopticum. Qui trova dei mutoscopi che azionati con le poche monete rimaste mostrano ognuno una storia diversa. Tutti i cortometraggi sono accomunati da un'atmosfera horror molto marcata che rende il tutto abbastanza disturbante e difficile da digerire. I finali sono caratterizzati da colpi di scena assolutamente inaspettati e inquietanti che fanno sorgere molti interrogativi e lasciano la storia inconclusa. Anche il finale del libro presenta questa linea. Il libro non è lungo e si legge in meno di 10 minuti. I disegni in bianco e nero rafforzano l'atmosfera cupa. Personalmente non ho apprezzato questo libro, non sono un amante di questo genere e ne sconsiglio la lettura a chi preferisce un fumetto un po' più ordinario, con una bella trama e un lieto fine. Sicuramente "Cinema Panopticum" fa al caso per chi vorrebbe sperimentare qualcosa di nuovo e particolare.
Avatar pompeo
04/05/2026 22:24
2BS - Liceo "Torricelli-Ballardini", Faenza (RA)
Cinema Panopticum è un libro particolare che parla di una bambina alla ricerca di una giostra al luna park che si possa permettere con le poche monete che possiede. Ella trova un tendone misterioso con appunto il nome del libro. Decide così di spendere quei pochi spicci per guardare 5filmati horror in 5 scatole. Questo libro è un fumetto totalmente in bianco e nero e formato solo da immagini, spesso infatti ci si ritrova in un'atmosfera di suspance e di macabro che sono i temi chiave insieme alla solitudine. Alla fine è un libro abbastanza intrigante e avvincente e lo consiglierei agli amanti dei fumetti e del horror/noir.
Avatar Matteoferruccix
02/05/2026 19:04
2BS - Liceo "Torricelli-Ballardini", Faenza (RA)
Cinema Panopticum, illustrato da Thomas Ott nel 2015, è un interessante ma a mio parere malriuscita graphic novel. il fumetto è senza parole scritte ma dalle immagini è possibile ricavare le varie storie che lo formano. Tutto si collega a ciò che visualizza la bambina in una sala con delle macchinette, le storie rappresentate sono molto macabre e possono provocare anche ansia ed è per questo motivo che il mio voto non è del tutto positivo oltre al fatto che è faticoso dare un senso generale al fumetto. la tecnica utilizzata per le vignette è particolarmente interessante: l'autore gratta con un cutter giapponese lo strato nero per far risaltare le forme. consiglio questo libro a chi piacciono gli enigmi in quanto è complicato ricollegare le storie.

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Avatar CapibaraLudo
02/05/2026 12:58
2BS - Liceo "Torricelli-Ballardini", Faenza (RA)
Panopticum è un fumetto in bianco nero, horror e senza scritte di Thomas Ott del 2005. Narra di una bambina che si trova al luna park ma a causa delle poche monete che possiede non può accedere alla maggior parte delle attrazioni. A un certo punto si ritrova all'interno di una stanza buia dove ci sono dei visori a gettone. Inserendo le monete vede dei cortometraggi cupi e grotteschi. E' un fumetto inquietante a causa delle immagini rappresentate e il finale non essendo chiaro lascia al lettore libera interpretazione. Lo consiglio a bambini ed adolescenti
Avatar Cecilia_Piras
20/04/2026 14:17
1E - Convitto Nazionale "Vittorio Emanuele II", Cagliari
Cinema Panopticum è un fumetto muto che segue una bambina all'interno di un misterioso baraccone da fiera. Qui, inserendo delle monete in appositi visori, assiste a cinque brevi storie horror e grottesche, ogni racconto è un piccolo incubo senza via d'uscita che si conclude in modo cinico e inaspettato. Ciò che colpisce maggiormente è la tecnica, il modo in cui Thomas Ott crea un' atmosfera horror incredibile, capace di trasmettere angoscia senza bisogno di una sola parola. Mi è piaciuto molto il ritmo della narrazione visiva, che riesce a essere chiara e magnetica nonostante l'assenza di testi. Ciò che potrebbe non piacere di questo fumetto è l'estremo pessimismo che pervade ogni pagina, ma è proprio questo stile a renderlo unico. Se si cerca una storia a lieto fine si rimane delusi, ma se si cerca qualcosa che esca dai soliti schemi, che colpisca visivamente e che non impegni troppo tempo, questo è il libro giusto.