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Si girò più volte a guardare le orme dei suoi passi, profonde e soprattutto solitarie, prodigiosamente solitarie: era solo lì fuori quella notte, solo a camminare nella neve, a piedi nudi, con il pigiama bagnato, e nessuno lo sapeva, e nessuno mai l'avrebbe rivisto. Nel giro di pochi minuti le sue orme si sarebbero cancellate.
Nicolas parte per una settimana bianca in montagna con la sua classe. Sono le sue prime notti fuori casa. Allo chalet, dove lo aspettano i compagni e gli insegnanti arrivati in pullman, lo accompagna il padre in macchina. Nicolas è un ragazzino timido, riservato, curioso, ma spaventato da questa prima avventura. Appena arrivato, la maestra si accorge che non ha con sé lo zaino con tutti gli indumenti necessari per la settimana. Se lo è dimenticato nell'automobile del padre, ma sicuramente lui tornerà indietro non appena se ne renderà conto... 
Nicolas, ora dopo ora, aspetta il ritorno del padre, ma il tempo passa e non si vede nessuno tornare indietro verso lo chalet. Si sistema in una delle camerate in cui sono divisi i ragazzi, condivide il letto a castello con Hodkann, il compagno che più di tutti ammira e teme. Nicolas aspetta il padre e lo zaino, aspetta la notte e il sonno; con la notte e il sonno arrivano paure, incubi, cupi ricordi e tanti dubbi. Incubi che sembrano realizzarsi quando i gendarmi arrivano allo chalet a chiedere della scomparsa di un bambino, e allora Nicolas inizia a pensare, riflettere e credere che forse quel bambino riuscirà a trovarlo lui.

Commenti

Avatar DilettaMudu
05/06/2022 19:32
seconda o - Liceo Scientifico “A.Pacinotti” di Cagliari
"La settimana bianca" è un libro scritto da Emmanuel Carrère . E' molto importante nella storia il pensiero di Nicolas, il protagonista; si tratta di un bambino timido, solitario e molto introverso ed è molto facile immedesimarsi in lui. Nicolas è per la prima volta lontano da casa per andare in settimana bianca con la scuola ed è proprio durante questa vacanza che si svolge l'intera vicenda. All'interno del romanzo è ricorrente la presenza della sua voce interiore. Colpisce particolarmente in questi monologhi il fatto che un bambino della sua età possa immaginare scenari così macabri. Inoltre credo che molti aspetti del suo carattere siano dovuti alla mancanza di attenzioni nei suoi confronti da parte dei genitori. Infatti Nicolas tende spesso ad esagerare le situazioni, e a comportarsi quasi come una "vittima"; perciò pensa che essere abbandonato o che succeda una tragedia ai suoi genitori non gli dispiaccia, poiché in questo modo avrebbe potuto ricevere delle attenzioni da parte dei suoi compagni. Questi pensieri negativi prendono il sopravvento sul ragazzo, che infatti in una notte tranquilla finisce per sognare anche la sua stessa morte. Ho trovato il libro molto scorrevole e ricco di emozioni forti, quindi il lettore sente la necessità di continuare pagina dopo pagina. Si tratta inoltre di una storia piuttosto interessante e coinvolgente, ed è per questo che lo consiglio.
Avatar christiankruk
24/05/2022 15:05
2BT - I.I.S.S Cesare Battisti, Bolzano
Questo libro mi ha coinvolto molto nella lettura e soprattutto nel continuare a leggerlo. Il libro parla di questo bambino pieno di insicurezze e paure ma con tanta curiosità e voglia di conoscere veramente il mondo. Mi è piaciuto molto Nicolas, perché nonstante tutti i suoi problemi cerca di trovare una via di fuga da essi. La sua situazione famigliare è un po' disagiata, soprattutto nella parte in cui il padre non volle che lui andasse in bus insieme ai suoi compagni ma di andare in macchina con lui. A prima vista e a primo impatto non ero convinto, ma leggendolo ho capito che questo libro aiuta molto le persone che si chiudono troppo in sè cercando di evitare qualsiasi contatto con altre persone, ma che poi riescono a trovare il loro modo di trovarsi con se stessi e con gli atri. Questo libro lo consiglierei assolutamente a tutti, essendo un libro semplice e molto comprensibile. Il mio voto è 7 perché nel complesso mi ha soddisfatto.
Avatar Andrezecchi
26/05/2022 22:05
1i - Liceo Galvani, Bologna
Al romanzo “La settimana bianca” assegnerei un 8 perché anzitutto mi sono rivisto nel protagonista, Nicolas. Come lui da piccolo ero timido e introverso e quindi ho empatizzato facilmente con le sue paure. In particolare mi è piaciuto molto lo stile dell'autore perché riesce a catturare l'attenzione del lettore catapultandolo dentro i pensieri e le emozioni del protagonista. Ecco alcune citazioni del libro che testimoniano lo stile così emozionante dello scrittore: “La neve ricopriva ogni cosa. I fiocchi continuavano a cadere volteggiando dolcemente nel vento. Era la prima volta che Nicolas vedeva così tanta neve, e dal fondo del suo sconforto provò un senso di meraviglia. L'aria gelida della notte gli investì il petto seminudo, creando un violento contrasto con il calore della casa addormentata alle sue spalle come un grosso animale satollo dal respiro tiepido e regolare”. “Nicolas non sapeva cosa rispondere. Non si era mai posto il problema. A casa non ne ascoltavano mai, non avevano neanche il giradischi, e a scuola l'ora di musica era da tutti considerata un tormento. L'insegnante, il maestro Ribotton, faceva dei dettati musicali, vale a dire che suonava il piano una sequenza di note che loro dovevano scrivere sul pentagramma di un quaderno apposito. Nicolas non ci riusciva mai. Ribotton era un uomo molto piccolo e una testa enorme e tutti, pur temendo i violenti accessi di collera, che secondo la leggenda della scuola l'avevano indotto addirittura a scaraventare uno sgabello addosso ad un alunno, lo giudicavano un po' ridicolo”. Ho trovato la trama molto avvincente: dall'inizio alla fine sono rimasto attaccato al libro, curioso di scoprire quale sarebbe stato l'epilogo di questa storia insolita.

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Avatar Auri
25/05/2022 12:15
2i - Liceo Galvani, Bologna
Il libro "La settimana bianca" è da considerare un romanzo scorrevole alla lettura anche se emergono lungo lo svolgimento della storia emozioni forti e passionali che personalmente non mi sarei mai aspettata. L'argomento che è stato da filo conduttore per me è il pensiero del protagonista Nicolas. Per esempio questa citazione fa capire bene al lettore quanto possa essere ampia l' immaginazione del bambino: “Cosa potranno mai pensare i genitori, eh? Che il figlio è morto? Oppure che sarà vivo da qualche parte, che sarà cresciuto? Uno vede i dati segnaletici, la giacca a vento, i moon boot, un metro e dodici di altezza, trentuno chili di peso, e poi vede la data, e sono passati sette anni. Sette anni che il bambino è alto un metro e dodici e pesa trentuno chili. Che senso ha?” All'interno del romanzo infatti l'autore dà ampio spazio alla voce interiore del bambino . La cosa che stupisce molto di questi monologhi è il protagonista di essi, che immagina scenari macabri e abbastanza precoci per la sua età. Secondo la mia opinione il protagonista ha veramente una grande mancanza di attenzione da parte dei suoi genitori e molti aspetti del suo carattere sono dovuti principalmente a questo. Infatti Nicolas si comporta spesso come se fosse lui la vittima e tende sempre ad esagerare le situazioni, come si può capire dalla seguente citazione: “Aveva deciso di non parlare più, mai più. Ormai era l'unica forma di protezione che riuscisse a immaginare. Neanche una parola, da lui non avrebbero cavato più niente. Sarebbe diventato un blocco compatto di silenzio, una superficie liscia e scivolosa contro cui la sventura sarebbe rimbalzata senza trovare un accesso.” Questo suo comportamento lo porta a pensare che l'idea di essere abbandonato o che possa succedere una tragedia ai suoi genitori non gli dispiace, poiché se gli fosse successa una vera tragedia dopo avrebbe ricevuto delle attenzioni da parte dei suoi compagni; quelle che non ha mai avuto da parte dei suoi genitori. Questi pensieri negativi prendono sempre più parte della vita del ragazzo, così tanto che il ragazzo in una notte tranquilla finisce di sognare anche la sua stessa morte. Un luogo che posso associare al libro è un bosco buio, mi ricorda le sensazioni di paura e mistero,che il protagonista stesso ha immaginato durante tutta la vicenda. Una canzone che potrebbe fare da colonna sonora al testo è: “Let Me Down Slowly” di Alec Benjamin. Nella canzone l'autore dice che non vuole essere abbandonato e restare da solo, la stessa cosa che vuole il protagonista. Il libro, per quanto possa essere impegnativo, nel complesso mi è piaciuto e il mio voto finale è 8!

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Avatar Lucretto
25/05/2022 08:11
2i - Liceo Galvani, Bologna
“La settimana bianca” di Emmanuel Carrère è un racconto estremamente coinvolgente e appassionante, che fa immedesimare il lettore nel protagonista delle vicende. Si tratta di una narrazione scorrevole e una storia con un finale inaspettato. “Attraversò lo spiazzo affondando i piedi nudi nella neve che nessuno aveva ancora calpestato. Anche il pullman aveva l'aria di un animale addormentato: cucciolo dello chalet, stretto al suo fianco, che dormiva a occhi aperti coi suoi grandi fari spenti. Nicolas lo superò e prosegui lungo lo sterrato fino alla strada, anch'essa coperta di neve. Si girò più volte a guardare le orme dei suoi passi, profonde e soprattutto solitarie, prodigiosamente solitarie: era solo lì fuori quella notte, solo a camminare nella neve, a piedi nudi, con il pigiama bagnato, e nessuno lo sapeva, e nessuno mai lo avrebbe rivisto. Nel giro di pochi minuti le sue orme si sarebbero cancellate”. In questo libro viene raccontata la storia di un bambino, Nicolas, di cui è preso il punto di vista nelle vicende, che si distingue per essere timido e molto introverso. Nicolas e la sua classe partono per una settimana bianca. Giunti allo chalet di montagna (i compagni insieme e Nicolas in macchina con il padre che ha insistito per accompagnarlo), incontreranno i due animatori che organizzeranno le attività della settimana. Già dall'inizio sorge un primo problema: Nicolas ha scordato il suo zaino nel bagagliaio dell'auto del padre. Inoltre durante una notte esce da solo e cammina nella neve, entrando in uno stato di ipotermia. Viene poi salvato da uno di questi animatori. Ciononostante Nicolas sembra trovare un equilibrio tra le attenzioni che gli vengono prestate da parte degli adulti: Il protagonista dimostra una grande carenza di affetto e approvazione che riversa sugli adulti che sono nello chalet e che si occupano di lui, nello specifico su Patrick. “Sperava solo che suo padre non tornasse (a consegnargli lo zaino), che la settimana bianca continuasse così, che tutti i giorni fossero come quello, e che la febbre non scendesse”. La tranquillità della settimana viene interrotta da un grave evento: un bambino del paese é stato rapito e ucciso. La notizia sconvolge tutti i compagni di classe e gli adulti, che chiaramente si interessano a capire chi sia il promotore di un tale atto. Proseguendo nel racconto ci si avvicina sempre più all'ipotesi che l'assassino sia più vicino alla classe, in particolare a Nicolas, di quanto non si creda.

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Avatar doragiampieretti
23/05/2022 15:52
2i - Liceo Galvani, Bologna
“La settimana bianca” è un romanzo che sicuramente si può definire impegnativo,. Infatti dalla lettura, che risulta anche piacevole, emergono forti emozioni che personalmente non mi aspettavo. Le parti più interessanti del libro a mio parere sono quelle che si incentrano maggiormente sui pensieri del protagonista Nicolas. Infatti l'autore si concentra molto su lunghi monologhi che il bambino svolge tra sé e sé. E Mi ha stupita molto, infatti, quanto un bambino di quella tenera età possa sviluppare pensieri e comportamenti così complicati e inusuali. Il bambino di cui si parla, d'altra parte, a parer mio non è un bambino comune, non ha gli stessi pensieri banali degli altri suoi compagni ma anzi si immagina spesso scenari macabri e agghiaccianti, precoci per la sua età, come morti trucide o altre tragedie. E' proprio questo che mi fa riflettere molto: il fatto che Nicolas pensi sempre, ma senza mai agire. Questo suo comportamento secondo me è dovuto alla mancanza di attenzioni da parte dei genitori: infatti durante tutta la storia Nicolas immagina catastrofi che potrebbero succedere a loro mentre è lontano da casa . E più ci pensa più in fondo si affeziona all'idea di una tragedia, che lo farebbe risaltare agli occhi dei compagni, ricevendo così le attenzioni tanto desiderate. Per esempio quando il ragazzino scopre che suo padre non è tornato indietro allo Chalet a portargli lo zaino, reagisce subito pensando al peggio : “ E Se l'avessero catturato, o addirittura ammazzato? Sua madre sicuramente avrebbe spiegato che suo padre aveva avuto un incidente durante una trasferta, e che per una ragione o l'altra non potevano andare a trovarlo all'ospedale. Oppure che era morto e non sarebbero andati neanche al suo funerale, né a raccogliersi sulla sua tomba. Avrebbero di nuovo cambiato città, forse anche nome, nella speranza di lasciarsi alle spalle quel silenzio e quella vergogna che li avrebbero ormai accompagnati ovunque”. I pensieri malati del bambino e la sua fervida immaginazione si manifestano anche nei suoi sogni, come quando una notte Nicolas sogna la propria morte. “ Nicolas Aveva avuto più volte lo stesso incubo. Al mattino non ne ricordava i dettagli, ma conservava la sensazione di essere trascinato verso un orrore indicibile , da cui rischiava di non svegliarsi più. Era al luna park. La carcassa metallica del bruco si alzava al di sopra dei baracconi, il sogno lo invitava a seguirla. L'orrore si annidava lassù, e lo aspettava per divorarlo. La seconda volta comprese di esserci andato vicino, e che la terza gli sarebbe stata fatale. L''avrebbero ritrovato morto nel suo letto e nessuno avrebbe capito che cosa gli fosse accaduto “.
Avatar Giek007
21/05/2022 18:58
1i - Liceo Galvani, Bologna
Questo libro mi ha particolarmente e piacevolmente colpito. Quando lo ho iniziato non immaginavo che la storia si sviluppasse in modo così inaspettato e coinvolgente, tanto da non riuscire in certi momenti a smettere di leggerlo, per capire cosa sarebbe accaduto nelle pagine successive. All' 'interno della storia mi è piaciuto il personaggio di Patrick . Lo ho trovato molto pertinente con il AL racconto ed è una figura positiva che aiuta Nicolas in varie circostanze, cercando di dargli coraggio e speranza fino alla fine, quando non potrà più essergli d'aiuto. Un luogo che mi viene in mente da accostare all'ambientazione può essere uno chalet in montagna: sperduto nel nulla; imboscato tra alberi innevati, perciò invisibile; infatti l'autore infonde al luogo un'atmosfera molto macabra.
Avatar cartolina
04/05/2022 19:34
2i - Liceo Galvani, Bologna
Il libro mi ha inspirato sin da subito, perché i temi che tratta (come la paura, il mistero) sono quelli che più preferisco leggere; per cui la sua lettura è stata molto coinvolgente e soprattutto mi ha trascinato pagina per pagina sino alla fine. In questo breve romanzo ci troviamo catapultati dentro il cervello di Nicolas, un bambino, del quale sentiremo le sue angosce, paure, disagi e amore per l'affetto che gli viene trasmesso da uno sconosciuto. Partiamo con lui in una settimana bianca, in una città in montagna, con gli altri suoi compagni e per imparare a usare gli sci e divertirsi in gruppo . Lui non è abituato a tutto ciò, ha sempre paura e a "migliorare" la situazione durante questa vacanza è una scoperta fatta dai suoi compagni di classe, i quali vengono a conoscenza che vicino al proprio chalet un bambino è stato rapito e ucciso. Questo lo perseguiterà, provocandogli incubi tutte le notti. La storia dunque si compone anche di un po' di thriller, un modo, attraverso il quale, l'autore riesce a farci entrare perfettamente nella psiche del racconto.

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Avatar mciccone
11/05/2022 22:40
1i - Liceo Galvani, Bologna
Il libro mi è piaciuto nonostante non mi sia immedesimato nel protagonista. Nicolas è un ragazzo emarginato, con una situazione familiare disagiata. E l'autore lo vuole mettere bene in evidenza: il ragazzo infatti parte dopo per la settimana bianca, non in pullman ma con il padre, che per lavoro era abituato a guidare. “Chi poteva garantire che non si sarebbe verificata una disgrazia come quella di cui tutti avevano visto le immagini la sera prima? La maestra “poteva soltanto dire che per quanta raguardava la sicurezza erano stati molto scrupolosi. […] Per avere la certezza assoluta che i loro figli non sarebbero finiti sotto una macchina, i genitori avrebbero dovuto rinchiuderli in casa […]” Inoltre, per i tanti fatti accaduti, deve tornare prima a casa con Patrick, l'accompagnatore. Ma Nicolas non vuole tornare a casa, non vuole sapere cosa è successo e rientrare nel suo schema di vita quotidiana, infatti “si rimproverò per aver dormito, lasciando che la prima metà del viaggio passasse così in fretta. Intuiva che da quel momento in poi tutto sarebbe precipitato.” Molto utile la strategia dei capitoli corti, che permettono di leggere il libro molto velocemente; al contrario, in alcune parti, tra flashback, sogni e immaginazione, non è molto chiaro di chi l'autore stia parlando. Nella foto - Villa Ghigi

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Avatar Sebby
16/05/2022 17:46
1B - Liceo Nomentano, Roma
Il libro la settimana bianca di Emmanuel Carrere mi è piaciuto molto, ho trovato molto intrigante il rapporto di Nicolas con le altre persone, questa sua continua angoscia che lui stesso continuava ad alimentare leggendo libri, proprio questa sua passione lo ha portato però ad avere timore di tutto ciò che gli è attorno e non avere più concezione della realtà.
Avatar ARI2008
17/05/2022 19:10
1i - Liceo Galvani, Bologna
Commento Xanadu sul libro: “ La settimana bianca” di Emmanuel Carrère Il voto che ho deciso di assegnare a questo libro è 8, perché la narrazione è molto scorrevole e l'autore è bravo a far immaginare le scene al lettore, dando i giusti dettagli. Un personaggio che mi ha colpito molto in questa storia è Patrick, l'animatore, perchè si preoccupa di Nicolas fin dal suo arrivo; infatti, la notte in cui Nicolas esce con la neve, e successivamente si rifugia nella macchina di Patrick, sarà proprio quest'ultimo a ritrovare Nicolas (cit. “Nicolas, ma Nicolas, che succede?”), cercando anche un po' di difenderlo dalle prese in giro degli altri e cambiando argomento (cit. “E adesso tutti al bar!”). Un luogo ricollegabile a questa descrizione di Carrère può essere il tipico chalet di montagna, come l'Alpenrose, nel parco nazionale dello Stelvio, perché la trama del libro si svolge prevalentemente in uno chalet di montagna. chaletalpenrose.it Un brano che potrebbe fare da colonna sonora a questo libro è il Tannhäuser di Richard Wagner, perché dà l'idea di avventura, ma anche di tensione, oltre che di mistero, che alla fine si avvia comunque all'esplosione della soluzione. https://youtu.be/SRmCEGHt-Qk

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Avatar aurora
25/03/2022 21:17
2Z - Liceo Copernico, Bologna
"La settimana bianca" è un libro che a prima vista può sembrare spensierato avendo come protagonista un bambino di nome Nicolas. E' un bambino timido, solitario e molto introverso ed è proprio grazie al suo particolare carattere che è molto facile immedesimarsi a pieno in lui. Nicolas è per la prima volta lontano da casa per andare in settimana bianca con la scuola ed è proprio durante questa vacanza che si svolge l'intera vicenda: Nicolas sarà pervaso da incubi, pensieri angoscianti, inquietudini e preoccupazioni che saranno alla base di tutta la storia. La narrazione è persuasiva e magnetica e ti tiene incollato al libro fino a che non lo finisci. Queste essenziali caratteristiche sono date sopratutto dalla bravura dell'autore. Attraverso la sua scrittura Carrère descrive in maniera molto dettagliata i tormenti di Nicolas e riesce a trasmettere tutto il dolore provato dal bambino. Nel libro di per sé non succede niente di ché ma il libro è molto scorrevole quindi il lettore sente comunque la necessità di continuare pagina dopo pagina. In generale ho trovato il libro interessante soprattutto per le emozioni e le sensazioni che trasmette. Consiglio il libro a tutti, soprattutto agli appassionati delle storie noir.
Avatar Poggiiii
25/03/2022 21:53
2Z - Liceo Copernico, Bologna
In questo breve romanzo è come se ci trovassimo catapultati nella testa di Nicolas (il protagonista), un bambino che in un certo senso si distingue dagli altri: è ricco di angoscia, paure, insicurezze, ma soprattutto è solito fantasticare molto.  Come denota il titolo, il racconto è ambientato in montagna,  in una baita nella quale Nicolas e i suoi compagni di scuola stanno passando, appunto, una settimana bianca. Il protagonista però non è abituato a tutto ciò, infatti fin dal suo arrivo inizia ad avere paura e, usando la sua grande fantasia, si fa strani viaggi mentali. Un altro personaggio che ci viene presentato all'inizio del romanzo è il padre di Nicolas, che fin da subito viene ritratto come una figura strana, che emana ambiguità; di lui sappiamo solo che è molto protettivo, che fa il chirurgo e che spesso lavora in trasferta.  Il culmine della vicenda lo abbiamo quando, nel mezzo di questa vacanza, i bambini vengono a conoscenza che in un paese lì vicino è stato rapito e ucciso in modo brutale un loro coetaneo.  Chi sarà lo spietato assassino? Questo l'autore non lo scrive concretamente ma , tramite vari indizi, ci porta a capirlo. Personalmente non mi aspettavo molto da questo libro, ma poi, inaspettatamente, l'ho amato, probabilmente anche perché è il mio genere di romanzi preferito. Ho trovato il racconto molto avvincente, quasi da non riuscire a smettere di leggere, ma allo stesso tempo inquietante. La cosa che inizialmente mi ha fatto arrabbiare, ma che poi ho apprezzato, è proprio il fatto che Emmanuel Carrère ha preferito lasciare il finale come sospeso proprio nel punto che tutti aspettavamo dopo aver letto la prima metà/i tre quarti del libro.  In conclusione sono molto contenta di aver scelto questo romanzo e sicuramente proverò a leggere qualche altro libro di questo autore. 
Avatar MatteoG06
25/03/2022 22:12
2Z - Liceo Copernico, Bologna
Sono rimasto molto colpito dal romanzo Carrère. Innanzitutto perché penso sia riuscito a dare ai suoi lettori quella sensazione di angoscia per provare a mettersi nei panni del protagonista Nicolas. In secondo perché, a parere mio, la storia di quest'ultimo è caratterizzata molto bene, e penso che essa giustifichi le azioni che fa e il suo modo di pensare molto cupo e melodrammatico. Personalmente questo non è il mio genere preferito, e infatti non mi è piaciuto particolarmente l'inizio, lento per i miei gusti, ma ho trovato interessante l'idea di narrare la storia dal punto di vista di un bambino che la vive di persona. Inoltre, per farci mettere nei panni del ragazzo, l'autore trasmette molto spesso i suoi pensieri riguardo a ciò che sta accadendo, infatti la maggior parte della storia si svolge “nella testa di Nicolas”. Consiglio vivamente questo romanzo, ma non particolarmente a chi piacciono storie movimentate e piene di azione.
Avatar es
es
30/03/2022 23:01
2ALN - Liceo Rosmini, Rovereto
“La settimana bianca” di Emmanuel Carrère parla della movimentata vacanza del piccolo Nicolas, il protagonista, assieme ai suoi compagni in uno chalet di montagna. Benchè mi è sembrata inizialmente una storia banale, con un finale già segnato, in un secondo momento mi ha appassionato e trasportato nelle idee a volte infantili dei ragazzi, e delle paure che gli adulti possono talvolta sottovalutare. La suspense è molto comune all' interno della storia. Infatti in quasi tutti i sogni e nei pensieri di Nicolas c'è sempre questa punta di attesa e leggera tensione che caratterizza e incuriosisce sempre di più il lettore. Ogni dettaglio è caratterizzato da una descrizione molto ampia di qualsiasi luogo, persona o stato d' animo: dal mio punto di vista è un requisito importante di una storia perchè ti permette di rendere sempre più reali i personaggi, imparando a conoscerli meglio su vari fronti. I rapporti relazionali tra Nicolas e le varie persone che ha modo di conoscere durante la vacanza, sembrano delle prove generali della vita perché lo preparano a quello che sarà il futuro: composto da diverse persone, con differenti modi di vivere con una propria storia. Nicolas, grazie alla vacanza, conosce meglio un ragazzo piú grande, il quale sembra avere un carattere molto diverso dal suo e da quello degli altri ragazzi, ma che alla fine si rivela il contrario. Quel suo essere scontroso nei confronti degli altri era solo uno scudo dalle sue paure e debolezze. Grazie a lui Nicolas capisce che le persone bisogna conoscerle bene, perché sono imprevedibili! Le figure retoriche presenti, soprattutto metafore, arricchiscono molto il testo che è efficace grazie ad una scrittura semplice.

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Avatar khadi
31/03/2022 18:12
2B - IIS "Vittorio Bachelet", Oggiono
il romanzo l''ho trovato abbastanza banale all''inizio, con il piccolo protagonista che va in macchina con suo padre in gita invece di prendere il bus con i suoi compagni, in seguito però, durante la settimana in montagna, serie di stranezze mi coinvolgono e le emozioni che trasmette rimangono a lungo. Romanzo che consiglio tanto solo a chi piace il genere “mistero”
Avatar Jonny_the_best
31/03/2022 20:19
2F - Liceo Copernico, Bologna
Il libro tratta di un bambino chiamato Nicolas, quest'ultimo ha dieci anni e deve partire insieme ai suoi compagni di classe per la settimana bianca. Il libro si apre subito con una disgrazia, infatti pochi giorni prima della partenza di Nicolas, un pullman, che portava molti bambini, fece un terribile incidente che portò alla morte numerosi bambini, perciò il padre del protagonista decide di accompagnarlo in macchina. Purtroppo appena il padre riparte per tornare a casa, Nicolas si accorge di essersi dimenticato lo zaino nel bagagliaio dell'auto, chiede aiuto all'insegnante ma l'unica cosa che possono fare è aspettare che il padre si accorga di avere ancora lo zaino con se, ma sfortunatamente non andò così. Questo brutto avvenimento non fa altro che alimentare l'insicurezza del bambino, che già normalmente è abbastanza pauroso. Nicolas, durante le nottate, ha numerosi incubi, ma ciò non lo ferma nel leggere il libro intitolato: “Storie spaventose”, che tratta appunto di vicende spettrali, infatti numerosi incubi sono frutto del libro. La paura più grande del protagonista è che il sogno diventi realtà, e che le storie di bambini rimasti orfani possano realizzarsi. Per concludere penso che il libro possa piacere alle persone che amano le storie inquietanti e spaventose, però, a differenza del titolo, non parla di montagna. Personalmente il libro non mi ha fatto impazzire ma comunque la lettura non è stata difficoltosa.
Avatar jihad
31/03/2022 20:48
2ALN - Liceo Rosmini, Rovereto
Il libro “La settimana bianca” parla di un ragazzo di nome Nicolas, che va a fare una una gita di una settimana insieme ai suoi compagni di classe. Egli è un ragazzo introverso, timido e insicuro per questo fa fatica a relazionarsi anche con la sua classe. I compagni vanno in bus ma lui viene però accompagnato al punto di ritrovo dal padre il giorno dopo, in quanto era molto impaurito da un incidente in pullman;si dimentica però lo zaino con tutte le sue cose nella macchina del padre, quindi spera che se ne accorga e glielo porti, ma purtroppo egli non arriva. Durante una notte però si ammala e fa amicizia con Hodkann, un suo compagno. Si viene poi a sapere di un delitto, avvenuto vicino al paese, che lo porta a una terrificante scoperta. La storia è scritta in modo semplice e scorrevole, quindi si legge con molta facilità; in alcune parti il libro è molto intrigante e coinvolgente e ti spinge a continuare a leggerlo. Spesso vi sono pensieri e riflessioni del protagonista.
Avatar glors0
31/03/2022 23:19
2ALN - Liceo Rosmini, Rovereto
Il libro La Settimana Bianca di Emmanuel Carrère mi è piaciuto , è un libro particolare , scritto in un modo che non avevo mai visto prima. Il libro tratta la paura , il mistero , il dramma , tutte cose che si verificano nel corso di questa gita nella quale vediamo protagonista Nicolas accompagnato dalla sua classe. Il personaggio di Nicolas è particolare , descritto nei dettagli ; è un ragazzo ansioso , chiuso in se stesso e spesso imbarazzato. Le cose che più mi sono piaciute del libro sono in primis le descrizioni , sia dei personaggi sia delle situazioni e dei fatti accaduti , descritti in modo molto dettagliato e così preciso che ti coinvolgono così tanto nella storia a tal punto che ti sembra di viverla in prima persona. La seconda cosa che mi ha colpita è il fatto che Nicolas associ le cose che gli accadono alla sua passione per i libri , facendo sempre dei paragoni fra alcuni episodi di questi libri e gli episodi della sua vita. Altra cosa che mi è piaciuta sono le mille similitudini presenti nel testo , dove il protagonista compara molte situazioni a delle immagini di fantasia , verosimili . Ma la cosa che più mi ha colpita è la descrizione sentimentale , se così si può dire , del rapporto fra il protagonista Nicolas e l''' insegnante Patrick , di cui non farò spoiler ma della quale posso dire essere emozionata. Forse l' unica cosa che non mi è piaciuta particolarmente è la prima metà del libro , dato che in alcuni punti è molto incentrata sul padre di Nicolas , forse troppo , e quindi pagina per pagina si trovano sempre dei riferimenti al padre , che dopo un po' sono stancanti e ripetitivi. Per il resto il libro mi ha colpita , perché come ho detto all'inizio non ho mai letto un racconto strutturato in questo modo , che io trovo molto particolare.
Avatar Nissy
18/04/2022 16:04
1C - Liceo artistico Nervi-Severini, Ravenna
La settimana bianca è un romanzo semplice scritto da Emmanuel Carrère, che racconta i giorni trascorsi da Nicolas insieme alla sua classe durante la settimana bianca. Nella sua gita leggeremo i pensieri, gli incubi, le vicende che affronterà il piccolo protagonista. Nella prima parte ero curiosa di sapere come proseguisse il racconto, e più leggevo e più entravo nei panni di Nicolas, mi assomigliava. Vedevo in questo bambino me stessa. Inoltre da quel che ho notato pare un bambino al quanto pessimista, che tende a pensare sempre alle peggiori delle ipotesi e credo che gran parte di questa sua caratteristica, di questo suo tratto sia dovuto alla difficoltà di socializzare con i suoi compagni che lo porta a pensare nella sua mente un insieme di immagini angoscianti, raccapriccianti e ansiose, ma è proprio questo suo lato psicologico, descritto con grande cura e attenzione dall'autore, che mi ha particolarmente colpito e affascinato questo libro. Purtroppo verso la fine, seppure sia una lettura veloce dai termini semplici e chiari, ho incominciato ad annoiarmi, ho trovato alcune descrizioni un po' pesanti, mentre altre interessanti dal punto di vista psicologico di Nicolas che mi spronavano a continuare. Penso che non sia un libro per tutti, lo consiglio a chi ama la psicologia e chi vorrebbe vedere il punto di vista di un bambino pervaso da riflessioni, congetture nella sua giovane mente, non è un libro completamente thriller, se non per i suoi incubi e per il libricino illustrato che legge il protagonista. È un libro originale dagli innumerevoli colpi di scena, molto interessante e curioso, ma che purtroppo ho faticato a leggere
Avatar carol
19/04/2022 21:43
1C - Liceo artistico Nervi-Severini, Ravenna
L'aspetto che preferisco di "La settimana bianca" è la descrizione del personaggio. Il narratore è esterno e il libro viene narrato in terza persona ma vengono trattati stati d'animo e pensieri quasi esclusivamente del protagonista: i suoi frequenti disagi, le preoccupazioni e tutti i viaggi mentali che fa. Questo fa sì che il lettore possa comprendere a pieno la parte di Nicolas, il protagonista, sia molto forte. La narrazione é molto scorrevole e semplice. L'. inizio però è stato molto lento e noioso, al contrario,il finale è stato molto interessante e avvincente.
Avatar inspiro_
19/04/2022 21:50
1C - Liceo artistico Nervi-Severini, Ravenna
Questo libro mi ha appassionato abbastanza. La lettura é abbastanza scorrevole e semplice, anche se alcune parti sono un po' lente. Questo genere mi piace molto, perché mi attira il mistero ma “la settimana bianca” non mi ha colpito, però non c'è nulla di cui parlare negativamente. Nicolas é un personaggio che trovo molto interessante e particolare, per il suo carattere e il suo modo di fare e inoltre mi ci ritrovo, a causa del nostro problema nel relazionarci con gli altri. Nicolas presenta anche una sua psicologia, tratta dai sogni strani e spaventosi che ha fatto. Consiglio questo libro a tutti i ragazzi della mia età, ma soprattutto a chi piacciono i gialli e il mistero.
Avatar angy
20/04/2022 06:33
1C - Liceo artistico Nervi-Severini, Ravenna
Nicolas è un timido che partecipa alla settimana bianca accompagnato dal padre in macchina perché qualche giorno prima un pullman è andato fuori strada. L'ossessione del ragazzino sono le storie del terrore. Ha paura infatti della settimana bianca e degli altri compagni che lo prendano in giro. Le notti sono piene di incubi fini quando gli arriva la febbre. Una notte Nicolas ha paura di essere ucciso. Questo libro è particolarmente interessante ed è piacevole da leggere nonostante ci sia una prima parte più lenta. Lo consiglio a chi è appassionato di questo genere di racconti perché questo libro è in grado di trasmettere molto.
Avatar tammeli
21/04/2022 21:11
2 i - Liceo Scientifico “A.Pacinotti” di Cagliari
La settimana bianca di Emmanuel Carrère parla di Nicolas, un ragazzino delle elementari molto timido che parte con la sua classe in settimana bianca. Nicolas inizialmente non vuole partire perché ha il timore che i suoi compagni si accorgano di quanto lui sia diverso, infatti, a nove anni, si fa ancora la pipi addosso, non ha amici e contrariamente alla maggior parte dei suoi coetanei è ossessionato dalle storie thriller, infatti nello chalet leggerà un libro intitolato "Storie Spaventose". E' molto angosciato dal fatto di dover una settimana lontano da casa soprattutto per la paura di essere deriso dai compagni. Durante tutta la settimana le notti di Nicolas sono tormentate da spaventosi incubi, che termineranno solo quando gli arriverà la febbre. Nicolas è felice di poter stare un po' da solo nello chalet, ma non può neanche immaginare ciò che lo attende. Questo libro è un thriller molto coinvolgente , la trama è molto interessante. Le descrizioni di personaggi e paesaggi sono molto dettagliate e facili da capire. La lettura è semplice e piacevole e quasi mai noiosa. L' unico difetto che ho trovato è la leggera confusione a inizio libro. Nonostante ciò, lo consiglio a tutti i ragazzi a cui piace questo genere di letture.
Avatar lucapangrani
31/03/2022 22:19
seconda o - Liceo Scientifico “A.Pacinotti” di Cagliari
La settimana bianca è un libro scritto dall'autore Emmanuel Carrére , che parla delle vicende di un bambino delle elementari di appena 9 anni che va in vacanza con la sua classe. Durante questa settimana Nicolas si troverà ad affrontare delle sfide al quanto ardue sino a quando un avvenimento misterioso e oscuro sconvolgerà il corso della sua vacanza. Nel corso di quest'ultima l'autore racconta gli incubi di Nicolas, a dir poco cupi e angoscianti, che viene addirittura colpito da una febbre improvvisa che lo costringerà a rimanere all'interno dello chalet. Un altro tratto molto importante che ho trovato e vorrei evidenziare in questo commento è proprio quello dell'aspetto descrittivo e realistico che assumono le fantasie del protagonista che gli fanno immaginare spesso e volentieri disastri, omicidi e catastrofi, ma soprattutto anche la caratterizzazione di Nicolas molto dettagliata da parte dell'autore che ne precisa stati d'animo e pensieri. Il libro è costituito, come ho già parzialmente detto nella premessa, da eventi molto angoscianti e inquietanti espressi attraverso molti momenti di suspense; questo libro è vivamente consigliabile a qualunque amante dei thriller oppure degli horror. Per quanto riguarda invece la lettura, l'ho trovata abbastanza scorrevole anche se ci sono stati momenti nei quali ho faticato, come ad esempio nel tratto iniziale che è un po' lento. Quando poi si entra del vivo della vicenda, il ritmo si fa più sostenuto e coinvolgente. Tutto sommato il libro mi è piaciuto e mi ha incuriosito molto anche grazie a numerosi colpi di scena.