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"Dunque, tieni a mente la differenza tra dire e non dire e, nel dire, scegli bene le tue parole. Anche la più piccola ha un significato importantissimo. Può fare la differenza tra un mondo e l'altro.” 
Dopo che i suoi genitori si sono separati, Sara non riesce più a sopportare che Greta, la sua migliore amica, non le parli più. Non è colpa sua se Gabriele ha avuto la bella idea di innamorarsi proprio di lei, nonostante la cicatrice che le percorre metà del volto. Una notte decide di andare a disegnare il ciondolo che aveva regalato a Greta tanto tempo prima proprio davanti alla scuola, il simbolo della loro amicizia. E ci sarebbe riuscita, se solo non fosse stata beccata in pieno dal sorvegliante. Sara viene costretta a 30 ore di servizi sociali in una casa di riposo per anziani e decide che è ora di smettere di provarci: passerà le ore su una poltrona ad ascoltare la musica e basta. Ma una volta lì non può fare a meno di notare un anziano signore con la kippah che passa tutto il tempo a scrivere e riscrivere l'alfabeto ebraico. Il signor T. della stanza 26 nasconde la sua identità, ma rivela molte cose. Assieme a lui, Sara farà un viaggio in tutte le sue parole: rabbia e rimorso, ma anche fine e inizio. 

Commenti

Avatar Vale_bs
14/01/2022 18:17
2C - ICS "Vittorino da Feltre", San Pietro in Campiano (RA)
Mi è piaciuto molto come libro in particolare per i disegni e quello che trasmettono. Infatti solo guardando le illustrazioni si capisce sia cosa sta succedendo che quello che provano i personaggi. Questa graphic novel fa riflettere su temi molto importanti e ci aiuta a capire che se sei in una brutta situazione bisogna trovare il modo di uscirne e superarla. E a volte può essere una persona ad aiutarci a fermarci e pensare a cosa sarebbe meglio fare per ridare ordine alla nostra vita.