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L'onore, qui è fondamentale. “Non hai onore”. Era l'insulto peggiore. Si poteva uccidere per l'onore. L'amante di tua moglie, colui che ha “sporcato” tua madre, o il tizio che ha fatto un torto a tua sorella. 
Ugo era tornato per questo. Per l'onore. Quello di Manu. Quello di Lole. L'onore della nostra gioventù, dell'amicizia. E dei ricordi.  Non doveva tornare.
Sono passati tre mesi dalla morte di Manu, poche ore dalla morte di Ugo. Cinque colpi alle spalle il primo, tre il secondo. A distanza di tanti anni dai furtarelli e dalle rapine fatte insieme nei vicoli della periferia di Marsiglia, Fabio Montale, l'unico dei tre a meritare “l'onore del sopravvissuto”, è un poliziotto, moralmente ed emotivamente obbligato a cercare verità e giustizia per la morte dei suoi amici assassinati. Montale vive la sua indagine con sconforto, ma con tenacia, è un uomo ferito perché sensibile e attento: seguendo una pista che tocca violenza criminale e intolleranza razzista, Montale riesce a trovare nella “schifezza del mondo” il suo lato stupefacente: gli amori, le amicizie, il pastis sotto il cielo di Marsiglia e insieme a tutto questo, la verità.

Commenti

Avatar pb1109
26/05/2022 16:15
1i - Liceo Galvani, Bologna
Questo libro mi è piaciuto perchè amo il suo genere letterario, il giallo. E' una storia molto complicato sotto molti punti di vista per esempio il fatto che le vicende narrate siano molto crude, ma in un tipo di libro del genere ci possono essere. Il libro mi è piaciuto perchè tratta di un argomento a me vicino, l'adolescenza. Ovviamente io non ho mai fatto una rapino o ucciso qualcuno, ma molte volte ho passato momenti difficili come il protagonista. Ho apprezzato anche che il racconto sia ricco di Flashback.
Avatar caterina_
10/05/2022 16:56
1i - Liceo Galvani, Bologna
"Casino totale" è un romanzo di tipo noir che narra delle vicende di un poliziotto, Fabio Montale, che ha vissuto la sua adolescenza nei quartieri di periferia di Marsiglia insieme a Ugo e Manu. I tre amici, tutti figli di immigrati, si conoscevano fin da bambini, e condividevano le stesse passioni, come la musica, i libri e, soprattutto, l'amore per la stessa ragazza, Lole. Ancora ragazzi, questi facevano piccoli furti per le strade della città francese, ma poi le loro strade si sono divise: Manu ha continuato la sua vita da criminale, Ugo è partito e Fabio ha deciso di far parte della polizia. Dopo anni Ugo torna a Marsiglia per vendicare Manu, che è stato ucciso, ma farà la sua stessa fine. Allora Fabio decide di indagare su questi omicidi, tutti collegati anche a quello di un'amica di Montale, nonostante questo significhi che dovrà sostenere un'inchiesta durissima. Una cosa che ho apprezzato moltissimo di questo romanzo è lo stile. Il modo in cui sono costruiti i periodi incalza il lettore e lo rende partecipe degli avvenimenti che vengono narrati. Inoltre le descrizioni hanno la capacità di farci quasi vedere i luoghi di cui racconta l'autore, addirittura ci permettono di sentire i suoni e gli odori di Marsiglia. «Un centinaio e più scalini da salire e un dedalo di strade fino a rue des Pistoles. Il suolo era cosparso di sacchi di spazzatura sventrati e dalle strade saliva un odore acre… Alcune case erano state demolite. Le facciate di altre ridipinte, in ocra e rosa, con persiane verdi e blu, all'italiana». «Marsiglia non è una città per turisti. Non c'è niente da vedere. La sua bellezza non si fotografa. Si condivide. Qui, bisogna schierarsi. Appassionarsi. Essere per, essere contro». Anche i personaggi sono descritti con particolari che ci aiutano a immaginarli e a vederli come se li avessimo davanti ai nostri occhi. Mi ha colpito molto la descrizione degli emigrati a Marsiglia, anche italiani, e il modo in cui vengono considerati inferiori. «Suo padre, appena arrivato in Francia, aveva abitato in rue de la Charité. In fuga dalla miseria e da Mussolini. Aveva vent'anni e si portava dietro due fratelli. Erano nabos, napoletani». Un aspetto del libro che non ho apprezzato particolarmente, invece, è il fatto che ci siano tanti luoghi e tanti nomi che, uniti alla complessità del romanzo, tipica di un giallo o di un noir, fanno un po' perdere il filo del discorso e rendono il racconto a tratti poco scorrevole. Nonostante questo, i temi trattati, come l'amicizia, sono molto avvincenti e importanti, e compensano il fatto che la storia sia parecchio complicata.

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Avatar Giaimeditel
11/05/2022 09:48
2E - Convitto Nazionale "Vittorio Emanuele II", Cagliari
Casino totale è un libro scritto dall' autore Jean Claude Izzo, nato e morto a Marsiglia, in Francia, esattamente dove è ambientato il libro. Il libro è un poliziesco ambientato negli anni ‘90 nelle periferie di Marsiglia, nelle quali sono cresciuti tre amici: Manu, Ugo e Fabio Montale. Il primo rimarrà ucciso dalla malavita, e Ugo cercando di vendicarlo perderà la vita. Montale, invece, crescendo, diventerà un poliziotto che dovrà indagare sulla morte dei suoi due amici addentrandosi nei quartieri della malavita Marsigliese. Personalmente ho molto apprezzato il personaggio di Montale, che viene descritto come un poliziotto diverso dal comune. Ho anche apprezzato la trama in generale che è ricca di dettagli sui quartieri più poveri di Marsiglia e riesce a trasmettere molte emozioni diverse. Ho molto apprezzato questo libro che personalmente consiglio
Avatar mciccone
04/04/2022 14:25
1i - Liceo Galvani, Bologna
Il protagonista, Fabio Montale, è un uomo che ha vissuto nei quartieri di periferia e, nell'età adolescenziale, insieme ai suoi due amici soprannominati Ugo e Manu, ha praticato furti e rapine. I tre amici giravano anche con le armi e capitò in un colpo che uno dei due compagni sparò e colpì il farmacista, proprietario della farmacia che avrebbero rapinato. “Tornai a casa e vomitai. Poi mi misi a bere. A bere e a piangere. Guardando la città dal balcone. Sentivo mio padre russare. Aveva lavorato sodo, sofferto, ma io, pensai, non sarei mai stato felice come lui. Completamente ubriaco, sul letto, giurai che se il tizio se la fosse cavata mi sarei fatto prete, e se fosse morto sarei diventato poliziotto. [...] Il tizio non era né morto né vivo, ma paralizzato a vita.” Da questa porzione di testo si può capire molto bene la situazione difficile dei ragazzi. Manu infatti viene ucciso e anche Ugo, quando torna per vendicare l'amico. Montale diventa un poliziotto e decide di indagare personalmente sul caso. Nel mentre accade un altro evento: Leila, un'amica di Montale, è sparita e il padre lo contatta perché si metta alla sua ricerca; la ragazza viene ritrovata morta qualche giorno dopo, probabilmente è stata anche violentata prima di morire. Il poliziotto è convinto che l'omicidio dei due amici e della ragazza siano collegati tra loro e anche con un altro omicidio, a cui egli ha assistito per caso passando davanti ad un ristorante. Come si può notare, la storia è piuttosto complessa e l'autore non narra gli eventi utilizzando la fabula: il racconto, al contrario, è ricco di flashback e di digressioni, che rendono complicata la lettura e lo arricchiscono di dettagli. Questo è un aspetto che non mi è piaciuto, ma è vero anche che i dettagli, in un racconto come questo, classificabile come racconto di avventura e giallo, sono essenziali. L'autore, tenendo come tematica principale la malavita, parla anche di altri temi, ad esempio l'immigrazione (molti personaggi sono arabi e vengono disprezzati), l'amore (i tre amici hanno amato tutti la stessa ragazza, Lole) e soprattutto l'amicizia, quella che spinge Montale a cercare le informazioni. Questa è la cosa che mi è piaciuta di più: il messaggio di amicizia e in qualche modo di speranza: “Non si può vivere con l'odio. [...] C'erano delle regole. Ingiuste, spesso, troppo spesso. Ma rispettarle significava salvarsi la pelle. E in questo fot*uto mondo, restare vivi è comunque la cosa più bella.”

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Avatar Leo-Lupo
05/04/2022 22:25
1i - Liceo Galvani, Bologna
Di questo romanzo mi sono piaciuti vari aspetti: in primo luogo la bella e tragica amicizia che lega fin dall'adolescenza Manu, Hugo e Fabio; mi ha affascinato la descrizione della malavita di Marsiglia, rappresentata nella sua durezza, violenza e spietatezza; mi hanno molto colpito anche il linguaggio crudo e spesso volgare e la rappresentazione del sesso, quasi sempre legato alla prostituzione. Ma la figura che mi è piaciuta di più è stata quella di Fabio Montale: uno sbirro senza fiducia nel proprio lavoro, nauseato dalla “schifezza del mondo” e angosciato dal senso del fallimento; proprio perché si sente un “vecchio idiota”, rinuncia all'amore che gli offre Leila, una ragazza araba che verrà poi assassinata. Ma il vero amore a cui rimane fedele Fabio è quello per Lole, una donna affascinante amata da tutti e tre gli amici, due dei quali, però, vengono uccisi: non avevano saputo infatti uscire dalla malavita come invece aveva fatto Fabio. Di questo personaggio, oltre alla sua avversione al razzismo dominante nell'ambiente marsigliese, mi è piaciuto molto il suo amore per la vita: "Fuori il sole mi inondò il viso. L'impressione di tornare alla vita. La vera vita. Dove la felicità è un insieme di piccoli fatti insignificanti. Un raggio di sole, un sorriso [...] un leggero colpo di vento sotto la gonna di una donna…”; esso si esprime nella passione per la musica, per la poesia e anche per la cucina (è un ottimo cuoco):“Finalmente mi stavo calmando. La cucina aveva quest'effetto su di me. La mente non si perdeva più nei complessi meandri dei pensieri. Si metteva al servizio degli odori, del sapore. Del piacere.” Quello che non mi è piaciuto, o meglio che ha reso difficile la lettura, è stata la frequenza di riferimenti storici, politici, sociali ed economici a me sconosciuti; inoltre la continua citazione di luoghi e vie di Marsiglia, naturalmente in lingua francese, mi ha disorientato non conoscendo io la città.

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Avatar Diego
27/03/2022 23:03
2L - Liceo Scientifico “A.Pacinotti” di Cagliari
Casino totale, il primo romanzo della trilogia Marsigliese scritta da Jean-Claude Izzo, è un poliziesco ambientato nella periferia violenta della città di Marsiglia degli anni novanta. Nella storia il protagonista è Fabio Montale, un poliziotto particolare che nel corso della trama dovrà addentrarsi nella malavita Marsigliese per investigare sulle morti dei suoi amici di infanzia. La trama è scritta in maniera approfondita e accurata e l'autore è riuscito a trasmettermi ogni singola emozione. Mi è piaciuto moltissimo il personaggio di Fabio che viene dipinto come un poliziotto fuori dal comune, una persona solitaria e loquace, non ironico, non scontroso, e neanche demoralizzato.
Avatar Giammap
28/03/2022 20:48
2P - Liceo Galvani, Bologna
Il protagonista di questo libro è Fabio Montale, un poliziotto nato e cresciuto a Marsiglia (insieme ai suoi amici, Ugo, Manu e Lele) tra marachelle, furti e rapine. Crescendo le loro strade si sono divise ed Ugo e Manu finiscono per morire a causa della malavita. Fabio si ritrova ad indagare sul difficilissimo caso del suo caro amico Ugo, finendo spesso nei vicoli più bui e malfamati della sua città e ritrovandosi in situazioni pericolose che non lo riguardano. Il libro mi è piaciuto molto, anche se avrei preferito se avesse dedicato più pagine alle indagini in se piuttosto che alle lunghe descrizioni che ho trovato dispersive. Però ,parlando di lunghe descrizioni, ho apprezzato molto come ha parlato di Marsiglia e di come riesca a trasmetterci il suo profondo amore per questa città e come egli ci porta ad immaginare quelle viuzze dove egli stesso ha vissuto.

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Avatar daliz
27/03/2022 16:15
1GS - Liceo Scientifico Statale "Ugo Morin", Venezia - Mestre
Il libro è molto avvincente e interessante anche se difficile da seguire per i tanti nomi che ci sono. Di questo libro mi è piaciuta molto la scelta dell'autore di passare da Ugo ad un altro personaggio, Fabio. Ho gradito di meno le storie che si intricavano tra loro perchè, dopo un po', diventando troppe, mi è stato difficile seguire il libro. Lo consiglio a persone che hanno molta pazienza e una buona memoria.
Avatar Baron_Michaels
24/03/2022 21:31
2A - Liceo Scientifico Statale "Ugo Morin", Venezia - Mestre
Libro avvincente e interessante. Trovo molto gradevole il fatto che dopo la morte di Ugo l'attenzione venga spostata su un altro personaggio, ovvero Fabio. La missione di entrambi è la stessa, vendicare la morte degli amici. Consiglio il libro, è una lettura gradevole che trasmette emozioni e che fa desiderare al lettore di continuare a leggere perché molto intrigante.
Avatar Kekko_piccolo
15/03/2022 22:29
1C - Liceo Laura Bassi, Bologna
Ugo,Manu e Fabio Montale sono un gruppo di amici nati e cresciuti a Marsiglia,in Francia. Da ragazzi hanno fatto insieme i primi furtarelli e le prime avventure;crescendo hanno percorso strade diverse, Fabio diventa un poliziotto,anche se comportandosi da "educatore", Ugo parte vivendo in varie parti del mondo. Il primo viaggio è verso Rue De Refuge per vedere Lole,vecchia amica rimasta ancora in città, mentre, Manu entrò in un giro criminale dove venne assassinato. Ugo tornò dai suoi viaggi per vendicare la morte dell'amico, ma dopo aver scoperto e ucciso l'assassino dell'amico,il mafioso Charles Zucca, a sua volta rimase ucciso mentre fuggiva dalla polizia. Nello stesso periodo, anche Leila, amica di Fabio Montale fu ritrovata morta. Fabio Montale decise di indagare per fare giustizia alla morte degli amici e in questo fu aiutato dalla sua amica giornalista Babette. Scoprì che ad uccidere Leila fu Toni, un membro della mafia marsigliese, per gelosia; mentre l'amico Manu fu ucciso da Simone perché era tornato da Lole. Di questo racconto mi ha colpito il cambio di vita di Fabio Montale che divenne poliziotto,non mi ha attratto molto la descrizione dei personaggi ma bensì mi ha intrattenuto lo svolgimento del racconto. Non mi è piaciuto come sono state descritte le indagini perché sono poco dettagliate e non mi è piaciuto neanche lo sbalzo nel modo in cui compaiono i personaggi.
Avatar luisdumi
15/03/2022 21:12
1C - Liceo Laura Bassi, Bologna
Dopo aver vagato per molti anni nel Mar Cinese Meridionale, Hugo torna a Marsiglia per vendicare il suo giovane amico Manu, che è stato assassinato dagli inferi. Ma è stato anche ucciso, e spetterà a un terzo amico, Fabio Montale, rendergli giustizia. I tre: Hugo, Manu e Montale - sono cresciuti tutti nei vicoli del porto di Marsiglia. Insieme hanno fatto il loro primo furto con scasso e poi alcune rapine, ma hanno anche condiviso sogni esotici, primo disco e primo libro, nuotare in mare e ubriacarsi. Soprattutto, amano la stessa donna, Lol. E poi le strade si separano: Manu si perde nel gioco del crimine troppo grande, Ugo se ne va e Montale diventa uno strano poliziotto che lavora più come un educatore di strada che come un poliziotto in un quartiere difficile. Ora dovrà sostenere un'indagine molto severa su tutto e tutti, nella città di Marsiglia, simbolo del Mediterraneo, diviso in bellezza e violenza, due colori: l'azzurro del cielo e del mare e il nero della morte e dell'odio . Personalmente questo libro mi è piaciuto sotto tutti gli aspetti ,è una lettura un po' lenta ma con tanti colpi di scena e pieghe che non mi sarei mai aspettato che la storia potesse prendere.
Avatar Ratto04
22/03/2022 13:58
1M - Liceo Nomentano, Roma
Il protagonista di questo libro è Fabio Montale, un poliziotto che svolge le sue indagini a Marsiglia, città multietnica e piena di contraddizioni. Nello svolgimento del suo lavoro viene chiamato ad investigare sulla morte di un suo amico di nome Ugo, a sua volta tornato nella sua città d'origine, spinto dal desiderio di capire chi sia il responsabile della morte di Manu, una persona a lui molto cara. Fabio, Ugo e Manu sono stati, infatti, tre grandi amici di infanzia; insieme hanno condiviso molte esperienze, ma nel corso della loro vita hanno intrapreso strade diverse: Ugo ha cambiato città, Manu è rimasto a Marsiglia e Fabio Montale è diventato un poliziotto. Uno degli aspetti che mi ha impressionato e incuriosito maggiormente di questo libro è l'ambientazione. Marsiglia, infatti, viene descritta come una città caratterizzata da forti contrasti che la rendono unica, come la convivenza della bellezza del paesaggio e la malavita del porto. La lettura di questa storia mi ha, inoltre, dato la possibilità di fare un confronto con un altro racconto di genere:“Poirot sul Nilo” di Agatha Christie. Ho trovato alcune differenze sul modo di essere dei due protagonisti : Hercule Poirot ha un comportamento molto elegante e sicuro di se', Fabio Montale invece è cinico e disilluso ma tutto sommato dal buon cuore. Consiglio vivamente a tutti di leggere “Casino totale” perché è interessante e avvincente e fa parte di una trilogia dello stesso autore che, se ne avrò l'occasione, leggerò volentieri.
Avatar Yellowman
22/03/2022 14:07
1M - Liceo Nomentano, Roma
Dopo anni di viaggio, Ugo torna a Marsiglia per vendicare Manu, l'amico ucciso dalla malavita. Ma anche lui viene a sua volta ammazzato; toccherà a un terzo amico, Fabio Montale, il compito di vendicare gli amici. Tutti e tre (Ugo, Manu e Fabio) sono cresciuti nei vicoli più poveri di Marsiglia. Insieme da giovani hanno fatto le prime marachelle come piccoli furti, rapine. Soprattutto hanno amato la stessa donna, Lole. Poi si sono separati: Manu ha continuato a fare parte della malavita, Ugo è partito e Fabio è diventato un poliziotto. Ora dovrà sostenere un caso durissimo contro tutto e tutti, in una città, Marsiglia, simbolo di un Mediterraneo diviso tra bellezza e violenza, tra due colori: l'azzurro del cielo e del mare e il nero della morte e dell'odio. Questo libro è avvincente perché è pieno di colpi di scena, nuovi personaggi e nuove piste; lo consiglio ad un pubblico sopra i quattordici anni perché è un po' forte, infatti parla di argomenti come la malavita, la vendetta e la perdita di un amico.
Avatar Erpiuma
22/03/2022 14:27
1M - Liceo Nomentano, Roma
Manu, Ugo e Fabio Montale sono amici dall'infanzia, sono cresciuti insieme a Marsiglia, una città tanto bella quanto pericolosa; insieme sin da piccoli hanno vissuto le loro esperienze, fatto i primi furtarelli e qualche rapina, condiviso i loro sogni e hanno amato tutti e tre la stessa donna: Lole. Ma più in là le strade si sono divise, Ugo e Manu sono rimasti uccisi dalla malavita di Marsiglia; Montale è diventato un poliziotto e sarà suo compito vendicare i propri amici. A mio parere "Casino totale" è un bel libro, perché molto bella è la storia che racconta, una storia d'amicizia e sentimenti. È un libro pieno di contrasti, che sono quelli della città, ma anche quelli dei protagonisti, con i ricordi dell'infanzia che si scontrano con i percorsi di vita criminali. Unica pecca è che, nonostante all'inizio sia molto coinvolgente, andando avanti con la lettura il libro inizia a essere poco scorrevole e quasi pesante.
Avatar Studente
22/03/2022 18:55
1M - Liceo Nomentano, Roma
Per me leggere “Casino totale” di Jean-Calude Izzo è stata un 'esperienza che potrei paragonare all' essermi trovato, per un bel po' di tempo, in un fitto bosco, senza alcun riferimento. Poi, però, rileggendo attentamente alcune parti, sono riuscito a collegare meglio gli eventi principali, i luoghi di Marsiglia, i personaggi e le loro storie. Ho avuto difficoltà, soprattutto all' inizio, a leggere un romanzo il cui stile mi è sembrato subito molto diverso da quello cui ero abituato: una sintassi ridotta all' essenziale, con frasi cortissime e spesso formate da una sola parola; una trama poco lineare, con continui salti, dove le storie si intrecciano senza passaggi chiari. Sembra che lo scrittore abbia voluto dare, in questo modo, un ritmo particolarmente movimentato e incalzante alla sua complicata storia, in un genere, come quello noir, che già di per sé non è facile seguire. Ho potuto verificare questa difficoltà nel capire l'intreccio di un noir, avendo avuto la possibilità di giocare in passato sulla Playstation un classico del genere, L.A. Noire della Rockstar Games, un videogame ambientato a Hollywood nel boom economico del dopoguerra, ricco di inseguimenti, ma soprattutto di interrogatori e ricerca di indizi. Nonostante questa mia passione per il genere, non è stato perciò semplice leggere il romanzo di Izzo che, con il suo stile così poco lineare, sembra volerci far capire che per lui la vita stessa è frenetica, poco logica e confusionaria e che solo alla fine, come in un complicato noir, un difficile puzzle da risolvere, si riesce a trovare il suo vero significato. Infatti, nel suo modo di descrivere dettagliatamente strade e luoghi di Marsiglia, che conosce perfettamente per esservi nato e per essere lui stesso, come i suoi personaggi principali, figlio di immigrati, si capisce il suo grande amore per una città così “complicata”, per la vita della periferia, con tutte le sue difficoltà sociali ed economiche, dove non è semplice crescere per ragazzi, figli di immigrati, come Manu, Ugo e Fabio. La loro amicizia, i loro piccoli crimini, i loro sogni di diventare ricchi e soprattutto amare Lole, una zingara, che per i tre protagonisti e per lo scrittore è forse l'immagine stessa del loro amore per Marsiglia, per le sue contraddizioni, le razze che lì si incontrano, l'intolleranza, la corruzione, il degrado, la speranza di cambiare vita. Una ragazza che da adolescente non era in realtà così bella, ma che, come Fabio ricorda: ”fu il nostro desiderio a renderla bella. Quel desiderio che lei aveva letto dentro di noi. Era ciò che aveva in fondo agli occhi che ci aveva attratto. Quel luogo indefinito, lontano, da dove veniva e dove sembrava andare. Una Rom. Una viaggiatrice. Attraversava lo spazio, e il tempo sembrava non poterla raggiungere. Era lei a dare. Fu lei a scegliersi gli amanti che ebbe tra Ugo e Manu. Come un uomo. Da quel lato, era inaccessibile. Tenderle la mano era come afferrare un fantasma. Sulle dita, non rimaneva altro che polvere di eternità, la polvere della strada di un viaggio infinito." La storia, quindi, di una città “mamma” e di tre amici: un viaggiatore, un delinquente e un poliziotto, che nascono insieme, ma che in seguito, crescendo, seguono strade completamente diverse per poi ritrovarsi a Marsiglia, dove la vita di due di loro trova la sua fine e dove Il poliziotto, Fabio, persona colta, che ama il cinema, la lettura e la musica, che affascina le donne “senza tenerne neppure una”, sente la responsabilità di quell' amicizia e cerca di scoprire le cause delle morti di Manu e Ugo. E' come se tutti e tre rappresentassero, in qualche modo, le diverse anime dello scrittore e, forse nelle sue intenzioni, i possibili percorsi della vita di ciascuno di noi, che solo piccole differenze nelle condizioni iniziali portano poi a soluzioni diverse, ma che condividono la stessa origine, l'iniziale innocenza, le stesse debolezze, la stessa forza, ma soprattutto le stesse speranze.
Avatar ilyy
22/03/2022 20:11
1M - Liceo Nomentano, Roma
"Casino totale" è un libro ambientato a Marsiglia che racconta la storia di Fabio Montale, un poliziotto che decide di tornare a Marsiglia per indagare sull'uccisione dei suoi amici d'infanzia: Manu e Ugo. La loro amicizia è l'elemento più affascinante di questo racconto. I tre si conoscono in tenera età e insieme condividono sogni, speranze e cambiamenti. Montale, una volta cresciuto e rimasto senza i due amici, ha molta nostalgia dei tempi passati insieme a loro,della sua infanzia e della sua adolescenza; tale sentimento assume sfumature così intense che il protagonista sembra quasi si sia pentito di crescere. Un altro aspetto che ho apprezzato è l'amore che il protagonista ha verso Marsiglia. Una città descritta come tutt'altro che perfetta, colma di criminalità, problemi sociali e discriminazione. Marsiglia ha donato molto al protagonista, come un'infanzia felice e due grandi amici, ma gli ha anche tolto molto come proprio questi stessi amici. Nonostante tutto questo Montale non la dipinge solo come una città con molti problemi, ma si concentra molto di più su tutto ciò che c'è di positivo. Un altro aspetto che mi ha colpito è il rapporto tra Montale e Pérol, un suo collega. Inizialmente i due sono solo colleghi. Montale considera Pérol una brava persona ma nulla di più. In seguito cominciano a legarsi sempre di più instaurando un'amicizia. Secondo me il personaggio di Pérol è molto importante per la vicenda ma poteva essere sviluppato meglio, così come il suo rapporto con Montale, descritto in modo poco chiaro e quasi sbrigativo. Penso che il libro abbia una trama avvincente e sia ben scritto, ma sinceramente non è riuscito a coinvolgermi ed a incuriosirmi. Credo che questo sia dovuto principalmente alla confusione che è presente durante tutto lo svolgimento della storia,soprattutto nelle indagini. In conclusione, penso che non sia un libro di scarso valore letterario, ma non è tra i miei preferiti.
Avatar Zappa-06
23/03/2022 11:55
1M - Liceo Nomentano, Roma
Il romanzo narra di tre amici Ugo, Manu e Fabio Montale: i tre sono cresciuti nella stessa zona portuale di Marsiglia, che per loro sfortuna era un luogo molto povero. Con il tempo, le strade dei protagonisti si sono separate: Manu è entrato involontariamente nei giri della malavita; Ugo è partito da Marsiglia; invece Montale è diventato un poliziotto, anche se fa più da educatore. Adesso, Fabio dovrà vendicare i suoi amici morti per colpa della malavita francese. Il libro all'inizio è molto scorrevole, ma lungo la narrazione, la lettura inizia a rallentare e diventare noiosa. La trama è avvincente ma è difficile continuare la lettura di alcune pagine che mi hanno affaticato un po'. Forse sono abituato a leggere libri molto diversi o forse non è il mio genere. Devo ancora rifletterci.
Avatar Yellowman
23/03/2022 11:55
1M - Liceo Nomentano, Roma
Dopo anni di viaggio, Ugo torna a Marsiglia per vendicare Manu, l'amico ucciso dalla malavita. Ma anche lui viene a sua volta ammazzato; toccherà a un terzo amico, Fabio Montale, il compito di vendicare gli amici. Tutti e tre (Ugo, Manu e Fabio) sono cresciuti nei vicoli più poveri di Marsiglia. Insieme da giovani hanno fatto le prime marachelle come piccoli furti, rapine. Soprattutto hanno amato la stessa donna, Lole. Poi si sono separati: Manu ha continuato a fare parte della malavita, Ugo è partito e Fabio è diventato un poliziotto. Ora dovrà sostenere un caso durissimo contro tutto e tutti, in una città, Marsiglia, simbolo di un Mediterraneo diviso tra bellezza e violenza, tra due colori: l'azzurro del cielo e del mare e il nero della morte e dell'odio. Questo libro è avvincente perché è pieno di colpi di scena, nuovi personaggi e nuove piste; lo consiglio ad un pubblico sopra i quattordici anni perché è un po' forte, infatti parla di argomenti come la malavita, la vendetta e la perdita di un amico.
Avatar Nino07
23/03/2022 11:57
1M - Liceo Nomentano, Roma
“Casino totale” è un libro scritto da Jean-Claude Izzo. Izzo nacque a Marsiglia il 20 giugno 1945 e morì a soli cinquantacinque anni nel 2000. Nel 1963 iniziò a lavorare come commesso in una libreria, e da li nacque la sua grande passione per la scrittura. Successivamente Izzo venne condannato a un mese di carcere. Nel 1966 rientrò a Marsiglia ed iniziò una carriera politica, e tre anni dopo si sposò con Marie Hélène Bastianetti con cui ebbe tre figli. ”Casino totale” è un romanzo scritto nel 1995. Questo libro narra della storia di tre amici d'infanzia. Manu, uno dei tre amici, venne assassinato dalla malavita a Marsiglia. Di conseguenza Ugo, un altro membro del gruppo, decise di andare a vendicare la morte del suo caro amico Manu. Sfortunatamente anche Ugo restò ucciso e l'incarico passo a Fabio Montale. I tre ragazzi hanno passato gran parte della loro adolescenza nei quartieri poveri di Marsiglia. Insieme hanno avuto esperienze di ogni tipo, a partire dall' amicizia a finire a una piccola rapina. L' organizzatore del' omicidio di Ugo venne rintracciato dalla polizia che successivamente riuscì ad ucciderlo. Dopo essere venuto a conoscenza della morte dei suoi amici, Montale, iniziò ad investigare sui traffici illeciti di Marsiglia. Dopo molteplici ricerche, con l'aiuto di una sua amica giornalista, riuscì a risalire agli individui che sono coinvolti nel'assassinio del suo caro amico Manu. Si chiamava Toni, ed era un partecipante di una banda malavitosa marsigliese. Quindi Montale preso dalla rabbia decise di vendicare la morte del suo amico. “Casino totale” è un libro che non parla solo di morte e di uccisioni, infatti parla anche di amore, Montale ebbe una relazione con Leila. Leila fu una delle sue ultime avventure amorose, il loro rapporto stava proseguendo fin quando anche Leila venne uccisa dalla malavita. Questo libro non mi ha colpito particolarmente, la parte iniziale mi è piaciuta molto però la parte finale non mi ha colpito molto. Ho avuto diverse difficolta nell leggere questo libro, molte volte sono dovuto andare a riguardare le pagine precedenti per capire di quale personaggio si stesse parlando. In questi giorni si sta parlando molto della guerra che sta avvenendo in Ucraina. Ho trovato un collegamento che c'è tra questo libro e l'attualità, attualmente le potenze maggiori, come la Russia, stanno attaccando le minoranze. Anche nel libro accade ciò, i gruppi malavitosi di Marsiglia uccisero i due ragazzi essendo consapevoli di essere più forti dei poveri due amici. Dopo aver letto “Casino totale” ho capito l'importanza dell'amicizia e dell'amore. Il libro lo consiglierei agli adolescenti dai quattordici anni in su, e gli consiglierei di fare molta attenzione quando si legge la parte iniziale, magari con l'aiuto di qualche appunto.
Avatar ronny_goat
23/03/2022 12:34
1M - Liceo Nomentano, Roma
Casino totale è un libro ambientato nella città di Marsiglia. Fabio Montale è il protagonista e la voce narrante della trilogia Marsigliese scritta da Jean-Claude-Izzo. Il romanzo racconta la storia di tre ragazzi che si conoscono fin dall'adolescenza. È un trio di teppistelli che compiono i primi furtarelli, le loro prime rapine. Questi tre però si separeranno nell' età adulta: Manu è entrato a far parte di questioni criminali, Ugo è partito, Montale è diventato un poliziotto. Dopo pochi anni Manu muore, ucciso dalla mafia, e a provare a vendicare il suo amico sarà Ugo che torna a Marsiglia ma anche lui morirà nell'intento di fare giustizia. L' unico dei tre a esser rimasto è Fabio Montale che indaga sulla morte dei due. Di questo romanzo mi ha colpito il gesto di fratellanza di Ugo e Montale che rischiano la vita per vendicare il loro amico Manu. Mi ha impressionato anche l'idea di affrontare la mafia senza paura e con molto coraggio; cosa che io non avrei mai pensato di fare. Il libro ha uno stile semplice e ho trovato la lettura abbastanza scorrevole, perciò lo consiglio a tutti.
Avatar jacopinoxr
10/03/2022 15:00
2E - Convitto Nazionale "Vittorio Emanuele II", Cagliari
“Casino totale” è un romanzo poliziesco. L'autore descrive attentamente lo sfondo della storia, ambientata nella Marsiglia del dopoguerra. I protagonisti vivono in un contesto sociale di crisi e povertà, formato da tante culture ed etnie diverse, in cui durante la storia non vengono a mancare discriminazioni, rivolte e corruzione. In questo sfondo viene raccontata la storia di Fabio Montale, il protagonista, un poliziotto cresciuto in periferia abituato a una vita dura e di sacrifici. Montale è rimasto l' unico in vita tra le persone del suo gruppo di amici di infanzia, bloccati in un difficile e pericoloso giro criminale. Dopo la morte dei suoi amici, Montale cerca di scoprire la verità attraverso una lunga serie di indagini, ritrovandosi nei lati più oscuri e pericolosi della mafia di Marsiglia. Ho trovato il personaggio e la trama avvincenti, anche se forse un po' troppo cupi. Il linguaggio è comprensibile a tutti nonostante a volte diventi un po' lento e pesante.
Avatar MeliC
27/02/2022 17:04
1C - Liceo Laura Bassi, Bologna
“Casino totale” di Jean Claude Izzo racconta la storia di Fabio Montale, poliziotto infelice e malinconico, che cerca di districarsi nella misteriosa morte dell'amico Manu e della figlia di un suo amico, Leila. La vicenda è ambientata nella Marsiglia popolare dell''infanzia del protagonista e il quartiere assume un ruolo di primaria importanza, un ambiente povero e disagiato, in cui violenza e criminalità sono molto presenti e condizionano fortemente la vita delle persone che vi risiedono, cui si aggiunge la tensione sociale, dovuta alla convivenza forzata di gruppi etnici molto diversi tra loro. Personalmente mi trovo a dare un parere discordante da tutti quelli, estremamente positivi, che ho letto finora. Leggendo, infatti, questo romanzo, ho trovato numerosi elementi che non ho apprezzato. In primis il ritmo: le parti dedicate all''indagine vera e propria sono molto brevi e veloci, intramezzate da sezioni descrittive interessanti, ma molto lente e dispersive e questo rende difficile seguire il filo conduttore degli eventi di tipo strettamente investigativo. I personaggi vengono descritti in modo abbastanza particolareggiato, ma nonostante questo, hanno suscitato in me scarsa curiosità. La figura stessa del protagonista, Montale, l'ho trovata eccessivamente deprimente e malinconica. Inoltre, il fatto che in determinati punti alcuni soggetti “spariscano”, per poi ritornare diversi capitoli dopo, crea un effetto simile alle scene “sospese” cui accennavo prima. Forse queste alternanze di ritmo e di racconto sono volute dall'autore, con l''intenzione di creare suspense, ma io trovo che rendano solamente complicato seguire i personaggi nello svolgimento della storia, se la narrazione è di per sé un “casino totale” dovrebbe esserci anche una trama più forte per sostenerla. A mio parere la suspense, è pressoché assente, eccetto in pochi momenti, di durata molto breve. In sintesi, anche se ci sono i presupposti e l'ambiente di sfondo è molto interessante, non ho trovato molti di quegli elementi tipici del giallo e del noir, generi che io amo molto, che secondo me sono fondamentali per tenere in piedi la narrazione, rendendo l''indagine molto scarna e dispersiva e facendo un po' perdere al lettore l''idea portante. Non posso quindi dire che questo libro mi abbia coinvolta in modo particolare e mi sento titubante nel consigliarne la lettura.
Avatar fede-verdee
25/02/2022 16:24
1G - Liceo Ulivi, Parma
Il libro racconta del poliziotto italiano Fabio Montale, al quale vengono affidati dei casi che lo coinvolgono personalmente in qualche modo. Il libro, sotto alcuni aspetti, è molto avvincente e ho apprezzato il modo crudo e realistico in cui l'autore ha descritto luoghi e situazioni. Ho particolarmente apprezzato il protagonista, ben lontano dalla figura di un poliziotto integerrimo. Nonostante questi aspetti positivi, il libro non mi ha convinto del tutto. Spesso vi sono personaggi che entrano e escono dalla scena in modo improvviso e ho, talvolta, fatto molta fatica a tenere il filo del racconto. Questo romanzo, insomma, si mantiene fedele al suo titolo, forse fin troppo.
Avatar lucia
25/02/2022 23:08
2ACL - Liceo Rosmini, Rovereto
"Casino totale " è un romanzo noir molto avvincente scritto da Jean-Claude Izzo. Esso parla di tre ragazzi, cresciuti tra problemi e sogni , divenuti poi grandi e innamoratosi della stessa donna : Ugo , Manu e Fabio. Anni dopo , Manu viene ucciso in una rapina e l'amico Ugo, che era partito per un viaggio alla scoperta di se stesso, ritorna a Marsiglia per vendicare l'amico , sognando anche una possibile vita amorosa con Lole; purtroppo diventa anche lui una semplice pedina sacrificata dalla mafia marsigliese . A questo punto interviene Fabio Montale , amico e poliziotto che si ritroverà a dover indagare tra i luoghi marsigliesi più bui e malfamati, entrando spesso in questioni pericolose che non gli dovrebbero riguardare. Riuscirà a capire chi c'è dietro a tutto questo ? Beh, per scoprirlo dovrete affrontare una lettura abbastanza scorrevole , a tratti angosciosa, ricca di suspense e di colpi di scena, con un' originale scelta dì titoli che lasceranno intravedere quello che poi succederà durante la lettura dei vari capitoli , senza mai svelare completamente ciò che accadrà.

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Avatar GGG
GGG
15/02/2022 18:48
1i - Liceo Galvani, Bologna
Poliziesco avvincente, ricco di suspence e caratterizzato da “maree” di tensione, porta il lettore in un mondo parallelo, quello della vita nei bassifondi di Marsiglia; un mondo, questo, in cui regnano paura, miseria, e morte e nel quale non è praticamente possibile avere un sogno nè tanto meno riuscire a realizzarlo. Vengono però parallelamente anche trattati temi quali l'amore e l'amicizia, pur sempre condizionati dalle difficoltà della malavita. Il protagonista risulta arido e incapace di amare veramente; un'incapacità che nasce probabilmente dalle esperienze vissute in passato. L'autore struttura il testo paratatticamente e spesso si trovano frasi brevi o brevissime separate da punti fermi; per questo per me la lettura è risultata un po' difficile. Richiede infatti una grande concentrazione e a volte non sono riuscito ad immaginare la situazione descritta perché dovevo concentrarmi sul testo. Credo però che questo sia un mio problema. Questo libro è poi anche un romanzo di denuncia; infatti l'autore descrive più volte la condizione di emarginazione degli arabi in Francia. Essi sono infatti oggetto dell'odio e della crudeltà dei francesi; non vengono rispettati da nessuno, neppure dai cosiddeti sbirri, che finiscono per ucciderli giustificandosi con le più svariate scuse. “ ‘Signora, non è educato dire così' ‘Se voglio sono educata ma con degli sporchi arabi come voi. Mi fate perdere tempo. Riprenditi le pile. E poi sono vecchie, non le hai comprate da me.' ‘E' stato mio padre, le ha compate poco fa'. Il marito spuntò dal retrobottega con un fucile da caccia in mano. ‘Vallo a chiamare quel bugiardo di tuo padre! Gliele faccio ingoiare, le sue pile'. Aveva buttato le pile a terra. ‘Andatevene! Imbecilli!' ” Come già detto anche l'amicizia svolge un ruolo fondamentale; Fabio infatti decide di proseguire le indagini per scoprire la verità sulla morte di Manu, Ugo e Leila, e per ottenere finalmente giustizia. “Stavo male tra l'altro perché non potevo condurre l'inchiesta. Non volevo farne una questione personale. Ma sapere che simili individui erano in libertà mi era insopportabile. No, non era veramente quello. Sapevo cosa mi tormentava. L'odio. Avevo voglia di ucciderli."

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