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Quando eravamo in tre
Rizzoli, 2021
Traduzione di Maria Concetta Scotto di Santillo
334 pagine
«Da tre mesi vivevo come un eremita. Per scelta, voglio dire, non per caso o per necessità. Volevo stare da solo, perché ne avevo fin sopra i capelli di fare quello che ci si aspettava da me, di essere quello che gli altri volevano […]. Non volevo più fare la parte del figlio, dello studente, dell'amico o, se è per questo, neanche dell'innamorato. Volevo soltanto Esistere. Ed essere me stesso.»
Piers ha diciassette anni e una vita apparentemente perfetta. Ottimi voti a scuola, buoni amici, una ragazza che tutti gli invidiano, un sereno rapporto coi genitori. Ma qualcosa non va. Di tanto in tanto, senza ragione, viene colto da momenti di grande tristezza, si chiude in camera e si stacca dal mondo. Nessuno capisce, e lui non sa spiegare: c'è il buio attorno, e basta. Dopo mesi di crisi ripetute, prende la sua decisione: vuole uscirne con le sue gambe, senza l'aiuto di nessuno. Mentre gli amici vanno in vacanza a divertirsi, lui accetta un lavoraccio in cima ad un monte isolato da tutto e da tutti, come custode di un ponte a pagamento. Lascia la città chiedendo espressamente a genitori e fidanzata di non fargli mai visita, convinto che l'unica soluzione sia ripartire da zero e tentare di ritrovare se stesso. Ma l'isolamento viene presto interrotto, perché arriva Tess, figlia del proprietario del ponte, attratta dalla sua scelta, e con la quale nasce una timida ma bellissima amicizia. E poi il destino porta lassù, all'improvviso, anche Adam, diverso da tutti, magnetico, misterioso, completamente pazzo.
Commenti
22/05/2026 19:26
1ASA - Liceo "Andrea Maffei", Riva del Garda (TN)
Questo libro è un capolavoro; è così ricco di temi su cui riflettere che mi sono dovuto soffermare su ogni frase, rendendo la lettura molto più lunga, ma anche molto più interessante e utile. Oltre alla trama, infatti, il libro affronta un sacco di questioni, lasciate ad intendere al lettore, ma che ho compreso molto facilmente, e le ho comprese forse perché ci avevo già riflettuto in precedenza e mi ha fatto piacere ritornarci.
Per esempio, cito dal testo: “i ricordi sono ancor più fuorvianti. La gente li manipola come vuole. Dà loro il significato che vuole.” qui, sta affrontando il tema della verità, infatti questa frase mi ha fatto capire che ogni persona ha una propria visione della realtà e così anche i ricordi sono legati alla nostra verità, magari una che ci fa stare meglio con noi stessi.
Oppure: “mi ero abituato a fingere. A cercare di essere quello che gli altri volevano fossi.” Secondo me ogni persona indossa “maschere” diverse in base a con chi si trova, o in base alla situazione. Il punto è che ogni persona, e mi rendo conto che anche io sono così, cambia atteggiamento e modo di fare per poter convivere con più persone diverse, ma spesso si perde la consapevolezza di chi si è veramente. Da qui la voglia del protagonista di andare via e stare lontano da tutti, per potersi conoscere davvero, e tutte le parole del libro mi hanno rimandato a quel sentimento.
Nonostante lui cerchi la solitudine, anche il tema dell'amicizia è molto affrontato: gli amici che si trova sono casuali e anche non voluti, per questo io li definirei genuini. Nonostante ciò lui si affeziona e prova un attaccamento emotivo, ed è importantissimo perché lo aiutano a superare questo momento di depressione; ma la parte più importante secondo me, è che non deve fingere. Infatti avere una persona con la quale poter essere se stessi, oppure con la quale poter cercare se stessi, a parer mio è una delle cose più belle, ma soprattutto importanti che ci siano.
“Un mucchio di bugie, non era come mi sentivo davvero. Non che sentissi molto, comunque” questa frase mi ha particolarmente toccato ed è una di quelle che secondo me caratterizzano il libro. Mi ha fermato per parecchi minuti a domandarmi come mi sento io? Lo provo anche io il vuoto che prova il protagonista? Ma non penso ci sia una risposta precisa per questa domanda, ma quello che è certo è che io ci abbia riflettuto a lungo.
In conclusione il libro è davvero fantastico e mi ha posto molti quesiti sulla mia emotività, rendendolo un totale momento di crescita.
06/05/2026 16:08
2B - Liceo "Andrea Maffei", Riva del Garda (TN)
Leggendo questo libro mi sono sentita strana, come se lo scrittore mi leggesse nel pensiero.
Mi ha lasciato addosso, inoltre, la sensazione di stare sospesi, anche se fa capire che alla nostra età sentirsi un po' fuori posto ovunque, anche con i propri amici, è normale: è una confusione che nessuno capisce, ma che in fondo è la parte più vera di noi, è come se ti dicesse che non devi per forza incastrarti bene nel mondo se non ti va.
Non è una storia che leggi e poi dimentichi, è più una sensazione che ti entra dentro e ti resta attaccata.
Mi ha fatto pensare un sacco a quanto facciamo fatica, alla nostra età, a mostrare chi siamo davvero: ti senti sempre come se dovessi mostrare solo la parte che piace agli altri.
Chambers riesce a descrivere benissimo quella sensazione di "vuoto" che provi quando resti sola con te stessa.
Mi rivedo tanto in Kate, perché a volte faccio anche io la parte di quella che ha tutto sotto controllo, che cerca di tenere insieme i pezzi e gli altri, ma ho anch'io dei difetti come tutti. Mi sento proprio come la ragazza che deve fare da spinta per il gruppo, anche quando in realtà vorrebbe solo mollare tutto e pensare un po' a se stessa.
02/02/2022 23:30
3CAS - IISTAS "Lazzaro Spallanzani", Castelfranco (MO)
E' una storia interessante sotto diversi punti di vista.
La cosa che mi ha colpito di più è sicuramente la storia di Piers, che rappresenta secondo me molti noi adolescenti. Infatti è stanco di dover essere sempre all'altezza delle aspettative degli altri e quindi secondo me ha fatto bene ad allontanarsi, anche se andare per tutta l'estate a lavorare in un posto da solo non è sempre il massimo.
Inoltre il rapporto che si è creato tra i protagonisti è speciale perché comunque sono diventati amici in poco tempo.
L'unica cosa che non mi è piaciuta più di tanto è il finale perché mi ha stravolta completamente, non me lo sarei mai aspettato.