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Sentivo l'eco di quella paura e, insieme, l'esasperata, incontrollabile gioia che ne era stata l'accompagnamento e il contrappunto, esplodendo a volte, in quei giorni, come l'aurora boreale in un cielo nero. 
Un uomo torna dopo molti anni al Campus in cui ha studiato da ragazzo. Spinto da un po' di nostalgia e dalla voglia di rivedere i luoghi in cui ha vissuto anni memorabili, ma soprattutto dal segreto bisogno di confrontarsi con un fantasma di quel passato, un fatto di cui solo lui è a conoscenza. E di fronte ad un vecchio e maestoso albero, comincia a raccontare.
Era l'estate del 1942: i giovani più grandi di lui erano appena partiti verso l'Europa per combattere contro Hitler, ma per lui e la sua classe la guerra sembrava remota, anche se di fatto li aspettava di lì a pochi mesi la chiamata alle armi. La loro era una "pace separata", un periodo di grande divertimento, forse il più bello della vita.
La sua amicizia speciale con Finny, carismatico ed esplosivo, sportivo incredibile capace di battere i record della scuola mentre nessuno lo guardava e di inventare giochi rimasti poi negli annali, sembrava più forte di qualsiasi destino. Una coppia indistruttibile. Poi il salto dall'albero come prova d'ingresso nella Società dei Supersuicidi, e l'inizio della fine.
Un classico della letteratura americana, appena riscoperto anche in Italia. 

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