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L'eco di uno sparo
Einaudi, 2015
191 pagine
Questa è la storia di Ulisse e dei suoi sparatori che infine si spararono fra loro, tutto sconvolgendo.
Il racconto di ciò che è stato prima e che ha innescato quei colpi in canna, di ciò che è stato dopo e perdura inconciliato, forse inconciliabile.
Di questo la mia famiglia è stata testimone: che ogni sparo da spari precedenti è generato e a sua volta genera spari, all'instaurarsi di una catena senza fine.
Questo abbiamo imparato: l'eco di uno sparo non si quieta mai.
Il racconto di ciò che è stato prima e che ha innescato quei colpi in canna, di ciò che è stato dopo e perdura inconciliato, forse inconciliabile.
Di questo la mia famiglia è stata testimone: che ogni sparo da spari precedenti è generato e a sua volta genera spari, all'instaurarsi di una catena senza fine.
Questo abbiamo imparato: l'eco di uno sparo non si quieta mai.
29 febbraio 1944. Due uomini procedono in bicicletta su uno stradello in mezzo alle campagne di Reggio Emilia. Sono le 17.45 quando all'improvviso uno di loro viene raggiunto da quattro colpi di arma da fuoco e cade a terra, morto. I tre assassini fuggono. Il morto si chiama Ulisse; è uno squadrista, ha partecipato alla Marcia su Roma, è segretario politico del Fascio di Campegine. Ad ammazzarlo sono stati i GAP, Gruppi di Azione Patriottica.
Nelle stesse terre, pochi mesi prima, erano morti i sette fratelli Cervi, fucilati dai repubblichini.
Con questa scena inizia questo romanzo famigliare, e a raccontarcelo, settant'anni dopo, è il nipote di Ulisse, nato tredici anni dopo l'omicidio: Massimo Zamboni, scrittore, musicista e fondatore, insieme a Giovanni Lindo Ferretti, del gruppo punk CCCP, che ha cambiato la storia della musica in Italia.
Per Massimo è importante fare i conti con quella figura ingombrante, che come in un gioco di sovrapposizioni ha a che fare con la sua identità e con quella della famiglia. Ma attraverso questo tentativo, molto personale, l'autore ci fornisce uno sguardo prezioso sulla nostra storia recente e sulla costruzione dell'identità collettiva del nostro paese.
Nelle stesse terre, pochi mesi prima, erano morti i sette fratelli Cervi, fucilati dai repubblichini.
Con questa scena inizia questo romanzo famigliare, e a raccontarcelo, settant'anni dopo, è il nipote di Ulisse, nato tredici anni dopo l'omicidio: Massimo Zamboni, scrittore, musicista e fondatore, insieme a Giovanni Lindo Ferretti, del gruppo punk CCCP, che ha cambiato la storia della musica in Italia.
Per Massimo è importante fare i conti con quella figura ingombrante, che come in un gioco di sovrapposizioni ha a che fare con la sua identità e con quella della famiglia. Ma attraverso questo tentativo, molto personale, l'autore ci fornisce uno sguardo prezioso sulla nostra storia recente e sulla costruzione dell'identità collettiva del nostro paese.
Commenti
14/02/2025 07:33
2A LSA - IIS Capirola, Ghedi (BS)
"L'eco di uno sparo" è un libro scritto da Massimo Zamboni. La vicenda risulta essere abbastanza interessante, ma la narrazione dei fatti può risultare poco fluida e a tratti frammentata.
13/02/2025 17:29
2A LSA - IIS Capirola, Ghedi (BS)
L'eco di uno sparo, scritto da Massimo Zamboni è un romanzo che tocca temi molto importanti, che ruota attorno il periodo della guerra e fa molto riflettere su ciò che accadeva. Personalmente l'ho trovato un libro molto interessante ma, molto difficile da leggere, la scrittura è “forte” e sicuramente non lo consiglierei a ragazzi che ricercano una lettura leggera. Mi sento di consigliarlo a chi magari a differenza mia è più capace di apprezzare questo tipo di scrittura.
28/01/2025 18:31
2E - I.I.S. Cesare Battisti, Bolzano
Il libro L'eco di uno sparo di Massimo Zamboni ti prende fin dalla prima pagina. Parla di guerra, memoria e di come le cose del passato ci influenzano ancora oggi. Zamboni riesce a farti capire quanto la storia e le sue ferite possano toccare profondamente chi la vive con uno stile che è a metà tra il racconto e la riflessione. È più che un libro sulla guerra: è un invito a riflettere su ciò che resta dopo le guerre, come le persone cambiano e cosa portano dentro.
23/01/2025 17:14
1C - IIS "Vittorio Bachelet", Oggiono
L' eco di uno sparo” è un opera scritta da Massimo Zamboni, pubblicata nel 2015. Il libro si apre con un evento drammatico avvenuto il 29 febbraio 1944.
Il libro intreccia la storia di Ulisse con quella di altri personaggi significativi come Robinson e Muso , due partigiani coinvolti nell'assassinio di Ulisse. Zamboni guarda anche le vendette politiche che seguirono la liberazione dell''Italia dal fascismo.
personalmente a me non è piaciuto molto probabilmente perchè non è il mio tipo di libro e sinceramente lo considero abbastanza "pesante".
24/01/2025 11:40
1C - IIS "Vittorio Bachelet", Oggiono
L'eco di uno sparo di Massimo Zamboni è un libro che racconta una storia che riguarda la memoria e il passato, ma in modo molto personale e profondo. L'autore esplora le cicatrici lasciate dalla storia, dalla violenza e dagli eventi che segnano le vite delle persone. La trama si sviluppa intorno a un episodio traumatico che, come un colpo di pistola, continua a risuonare nel tempo, influenzando il presente.
La scrittura di Zamboni è schietta, ma al tempo stesso ricca di emozioni. Non è un libro facile o leggero, perché richiede di riflettere su temi profondi come il dolore, la violenza e le cicatrici storiche. Ma è proprio questa forza emotiva che lo rende potente, con una scrittura che fa sentire quasi fisicamente l'eco del passato.
In sostanza, è un libro che fa pensare e che lascia un'impressione duratura, ma non è una lettura che si fa velocemente. Se ti piace riflettere su ciò che il passato ci lascia, L'eco di uno sparo potrebbe essere un libro che ti coinvolge.
19/01/2025 19:44
2L - I.I.S. Cesare Battisti, Bolzano
L'eco di uno sparo mi sembra un libro toccante e profondo. Massimo Zamboni esplora la sua storia familiare con autenticità, riflettendo sulla violenza e sulle ferite del passato nell'Italia divisa del dopoguerra. L'aspetto più forte è come inviti a riflettere sulle conseguenze della memoria storica senza giudizi, con una scrittura poetica che amplifica la sua ricerca personale e il legame tra passato e presente.
Sinceramente consiglio questo libro se ti piace riflettere e chiederti cosa può succedere dopo ogni azione.