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Io vorrei farti dormire, ma come i personaggi delle favole, che dormono per svegliarsi solo il giorno in cui saranno felici. 
E' la storia di un incontro tra uno strano personaggio, un ragazzo poco più che ventenne piuttosto solitario e decisamente distaccato da tutto ciò che è reale (si autodefinisce un sognatore) e una ragazza diciassettenne la cui nonna, cieca, l'ha costretta in una sorta di schiavitù. Nastenka è reduce da una delusione d'amore e ogni giorno si incontra con il sognatore che amorevolmente la consola. Un giorno Nastenka chiede al sognatore di farsi ambasciatore per portare una lettera al suo ex innamorato che tuttavia rimane completamente indifferente alle sue richieste. Mentre Nastenka continua a ringraziare infinitamente il sognatore per la sua disponibilità e la sua sincera e disinteressata amicizia, lui sente che si sta per innamorare. I due si incontrano per quattro notti consecutive sempre sullo stesso ponte e le loro parole si fanno sempre più intense fino alla quarta notte quando succede qualcosa di imprevisto e imprevedibile. 

Commenti

Avatar Dewa
14/05/2026 23:32
3ES - Liceo "Torricelli-Ballardini", Faenza (RA)
Le notti bianche di Dostoevskij è un'opera ambientata nella San Pietroburgo del diciannovesimo secolo, che analizza la figura solitaria del protagonista e la storia d'amore che lo coinvolge. Il libro è un capolavoro della letteratura russa, celeberrimo in tutto il mondo. Il protagonista del libro è un sognatore, un uomo che passa tutte le sue giornate a pensare. Mentre sogna vaga per le strade della sua città senza meta o scopo; d'altronde non ha nessuno con cui parlare o qualcuno che lo aspetti, e per questo si sente solo. Immagina che gli edifici gli parlino e considera come suo unico amico un signore anziano che incontra spesso per le strade principali di San Pietroburgo, anche se i due non si sono mai scambiati un saluto vero. Il protagonista, nonostante sia perso nei suoi pensieri, ha una sensibilità fuori dal comune: questa gli permette di notare la ragazza che svolterà improvvisamente la sua vita. In una notte d'estate, sull'argine del fiume che attraversa la città, incontra lei che piange e una serie di eventi li porta a intrattenere una conversazione magica. Da questo punto in poi i due diventano buoni amici, condividono le proprie storie e iniziano a uscire più frequentemente, tant'è che il nostro protagonista si innamora perdutamente di lei. Lei, però, non lo ricambia: il suo pianto iniziale era dovuto proprio all'abbandono da parte di un altro uomo. Alla fine dell'opera l'amante di lei farà ritorno, lasciando al protagonista un'esperienza dell'amore interamente platonica di cui lui, però, è molto grato, come se uno spettro di luce avesse attraversato il suo corpo ed esso avesse iniziato a rifletterne la luminosità. Questo serve a spiegare quanto l'amore possa essere travolgente e quanto possa riempire il cuore di una persona, specialmente se sola come lui. Personalmente ho molto apprezzato l'opera e rimango ipnotizzato dagli elementi che Dostoevskij ha scelto per scrivere il libro: il tema del sognatore delinea perfettamente la figura psicologica di colui che preferisce un'illusione controllata alla sofferenza della vita reale. Non so se tutti ci possiamo identificare in essa, ma io ci riesco e sono grato a Dostoevskij per aver reso in maniera così limpida una condizione così complicata. Devo ammettere che il protagonista, in certe parti dell'opera, mi è sembrato fuori di senno, ma penso sia proprio l'immagine che l'autore voglia proiettare. Diverse volte ho pensato anche io che la pazzia potesse essere un rimedio e un modo per fuggire dalle difficoltà; il problema, ovviamente, è rimanere intrappolati in questa condizione, come il nostro protagonista che è rimasto da solo per otto lunghissimi anni… Concludo consigliando vivamente la lettura de Le notti bianche. L'autore ha scritto l'opera quando era ancora giovane e la sua filosofia era acerba rispetto a quella che svilupperà negli anni successivi, ma il testo merita comunque tantissimo. Il libro non ha molte pagine e la lettura è piacevole e scorrevole, sebbene tratti temi molto profondi che stimolano a proseguire la lettura.
Avatar Sanna
29/01/2026 17:28
1D - Convitto Nazionale "Vittorio Emanuele II", Cagliari
Libro molto complicato per quanto riguarda i concetti che esprime. Personalmente avrei preferito un finale diverso, più sul "lieto fine". Tuttavia, l'ho trovato affascinante e mi ha aperto la mente. Io ho associato la figura della nonna al male, tirannico e cieco. Lo consiglio assolutamente se vi capita di sentirvi soli o state passando un brutto momento, perché sono convinto che questo libro possa aiutarvi ad andare avanti.