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Senza volerlo, avevo realizzato un mio vecchio sogno: non essere più nessuno. Ero vivo, e al tempo stesso non lo ero; le circostanze mi avevano liberato dai problemi, dalle angosce, dai dolori e dalle speranze. 
Due uomini stanno scappando, di notte, nascosti su un treno merci. Fuggono da un passato e da un luogo orribile, e contano di potersi rifugiare a casa di una donna con cui uno dei due intrattiene una corrispondenza affettuosa, ma che non ha mai incontrato.
Avviene però un incidente tremendo: nel buio totale, i due scendono al volo e corrono sui binari, e proprio in quel momento passa un altro treno. Gervais sente Bernard morirgli accanto, e non può fare nulla. 
Terrorizzato, il giovane non può che proseguire e presentarsi a casa della fantomatica Helen, che però ovviamente sta aspettando Bernard: scambiato per l'amico, Gervais/Bernard viene accolto con grande affetto, e in quella situazione penosa non ha il coraggio di raccontare quello che è appena successo. 
Inizia quindi una nuova vita, sotto falsa identità: il suo vecchio sé è morto, e ora, fingendosi Bernard, si ritrova a vivere con Helen, che sempre più lo adora e che punta al matrimonio; ma in casa c'è anche la giovane sorella Agnes, misteriosa e seducente.
Le menzogne si accumulano, e il gioco diventa sempre più insostenibile, anche perché il Destino preparerà presto altre trappole. 

Commenti

Avatar verde
06/01/2026 18:04
2B - Liceo "Andrea Maffei", Riva del Garda (TN)
Questo libro è un po' diverso da quelli che ho letto, forse perché rispetto agli altri thriller/gialli ha anche una punta di paura psicologica che mi ha ricordato un horror. Il romanzo, però, non è basato su scene violente, ma semplicemente su una tensione psicologica che mi ha accompagnato per tutta la durata del libro. Durante la lettura mi sono costantemente sentita in ansia e in confusione come il protagonista, che si sentiva in trappola e non sapeva di chi fidarsi tra i personaggi. Mi è piaciuto soprattutto come il protagonista descrive molto bene quello che nota nelle altre figure e le analizza dai loro comportamenti, anche dalle semplici cose che accadono quotidianamente e possono sembrare innocue. Questo mi ha fatto vivere molto in prima persona e in un certo senso mi ha fatto ritrovare molto nel protagonista. Questo racconto è stato un po' impegnativo, non per i termini o le frasi pesanti, ma proprio per il fatto che richiede attenzione e riflessione sulla psicologia dei personaggi. Le descrizioni fisiche non sono molto presenti e nemmeno dell'abitazione in cui aveva luogo il racconto, ma nonostante questo sono riuscita ad immaginarmi bene entrambe grazie all'atmosfera e alle emozioni che suscitavano le figure. “La porta si richiuse. Ero solo, con quelle tre donne che avevano in mano il mio destino e avrebbero potuto distruggermi in qualsiasi momento”. Questa è il passaggio del libro che mi ha incuriosito di più, infatti penso che da questa frase si possa capire bene che il protagonista si senta senza via di fuga, senza controllo sulla situazione che ha davanti, e questo ha reso la lettura più coinvolgente. Solo alla fine del romanzo si capisce il significato del titolo e il senso del libro: la paura, che si pensa sia determinata da qualcosa che è esterno a noi, in realtà viene dalle cose che non si notano.
Avatar achille123
09/01/2026 13:54
1A - Liceo "Andrea Maffei", Riva del Garda (TN)
il libro mi è piaciuto per la sua tematica psicologica ma la parte che mi è piaciuta di più è stata la fine nella quale il protagonista scopre che “le lupe” (con significato simbolico ovviamente) non lo hanno mai amato e che lo hanno solo sedotto e dominato psicologicamente sfruttando la sua paura di non essere amato o restare solo
Avatar achille123
05/01/2026 13:06
1A - Liceo "Andrea Maffei", Riva del Garda (TN)
Avatar stefaniaroncasaglia
01/01/2026 21:00
3ES - Liceo "Torricelli-Ballardini", Faenza (RA)
Il libro racconta la storia di un uomo, Gervais, ambientata negli anni ‘40 a Lione, incentrata sulla doppia personalità che il protagonista deve assumere dal momento che prende il posto e il nome del suo amico Bernard morto in un incidente in stazione. Tutta la storia si focalizza sul lato psicologico, folle, quasi un po' pazzo dei personaggi che viene analizzato in maniera spesso confusionaria dal protagonista stesso che racconta i suoi pensieri così come gli sfociano in mente. Fin da subito Bernard (cioè il vero Gervais) deve affrontare molti ostacoli sul mantenere la sua identità fasulla segreta. Viene quindi accolto nella casa di Helene, madrina e corrispondente di molte lettere tra il vero Bernard e la donna mentre i due uomini ero prigionieri dello Stalag. Il racconto è centralizzato attorno la storia amorosa che nasce tra Helene, Gervais e la sorellastra della padrona di casa, Agnes. Tutta la storia si basa sul fatto che il ricco zio del Bernard reale, morto poco tempo prima, aveva lasciato al nipote tutto il suo patrimonio economico. [...] Nel racconto molti personaggi vengono uccisi o muoiono a favore un altro di essi per avvicinarsi al possedimento economico, e gran parte del testo mostra i pensieri e le preoccupazioni di Gervais sulla sua situazione instabile circondato da quelle tre pazze donne. Nel complesso il libro mi è piaciuto molto, è piacevole da leggere a volte un po' tosto, ma ha catturato quasi subito la mia attenzione motivo per cui lo ho anche finito in breve tempo. Lo consiglio a tutti coloro che amano le storie centralizzate su omicidi psicologici e mentali, la trama a volte risulta difficile da seguire a causa della complessità dei pensieri dell' inconscio del protagonista e della loro confusionarietá proprio come appaiono nella mente del personaggio.