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Erano strani gli altri della classe, quelli per i quali l'andazzo andava avanti come sempre. Se uno prima di una prova scritta avesse chiesto loro: «Ma tu perché vivi?», quelli avrebbero risposto: «Non è nel programma scolastico, non lo sappiamo».
La vita in una città della provincia tedesca negli anni Ottanta può essere faticosa. Soprattutto se sei all'ultimo anno di superiori, devi trovare un modo per sfuggire alla leva militare obbligatoria e il tuo migliore amico ha appena ingoiato un intero flacone di sonniferi tentando di ammazzarsi. Ma può anche trasformarsi in un'incredibile avventura se si decide di andare a vivere tutti insieme in una grande casa per stare vicini a una persona fragile. È quello che decidono di fare Höppner, Vera, Pauline, Cäcilia ed Harry per aiutare il loro amico Frieder ad affrontare i suoi momenti più bui. Lo fanno per lui, ma anche per loro, per il desiderio che hanno di scappare, di viaggiare, di fuggire a Berlino dove nessuno li costringerà ad andare a combattere nell'esercito. Vivono insieme e si aiutano a vicenda durante l'ultimo anno delle superiori, prima che ognuno decida che percorso intraprendere. Saranno in grado insieme di inventare qualcosa di diverso dal birth, school, work, death che sembra caratterizzare le monotone vite di chi li circonda? Ma soprattutto, riusciranno a capire perché si vive e perché, a volte, qualcuno può decidere che non vuole più farlo?

Commenti

Avatar edo-spada
21/01/2023 13:04
2 Bs - Liceo Torricelli Ballardini, Faenza
La storia mi è piaciuta molto, perché parla di argomenti importanti come suicidio ed omosessualità che ad oggi vengono trattati con più libertà, ma in una ambientazione storica come quella (Germania anni '80) erano poco approfonditi e trattati malamente... questo libro invece illustra come un gruppo di ragazzi costituito tra le varie persone da una piromane uscita dal manicomio ed un tentato suicida anch'egli in uscita dal manicomio cerca di uscire dalla società chiusa del tempo andando a vivere insieme in una casa lontano da tutto.
Avatar Taglia
18/01/2023 17:09
2Q - Liceo Galvani, Bologna
La storia segue le avventure e le difficoltà di un gruppo di adolescenti tedeschi che vanno ad abitare insieme dopo che uno di loro ha tentato di suicidarsi. Ho trovato la storia coinvolgente e appassionante, con una caratterizzazione dei personaggi molto buona, ma non mi è sempre piaciuto il modo in cui il testo è stato scritto: alcune parti sembrano scritte in modo sbrigativo, mentre altre sono, secondo me, inutilmente approfondite. Essendo il testo narrato da un ragazzino, il registro usato è molto informale, con frequenti espressioni colloquiali, ma che si arricchisce durante le sue riflessioni. Tutto sommato, penso sia un buon libro da leggere e lo consiglierei.
Avatar melissa
20/01/2023 15:37
1B - IIS "Vittorio Bachelet", Oggiono
Questo libro è molto bello e interessante. In particolare mi ha colpita molto la trama: alcuni ragazzi si incontrarono all'interno della scuola superiore e fin dal primo attimo si legano moltissimo, a tal punto di decidere di andare a vivere tutti insieme. Con il passare del tempo due di loro si innamorarono...e accadrà qualcosa di strepitoso. Consiglio questo libro a chi piace leggere storie emozionati e avventurose.
Avatar fabianafarina
19/01/2023 14:19
2A - Liceo Morandi, Finale Emilia (MO)
"La nostra casa" di Bov Bjerg è ambientato in Germania negli anni ottanta, prima della caduta del muro di Berlino. Parla di sei ragazzi all'ultimo anno di liceo che decidono di andare ad abitare insieme per sorvegliare e proteggere uno di loro che ha tentato il suicidio. Mi è piaciuto molto il carattere sociale della Germania in quel periodo storico su cui l'autore ogni tanto si sofferma a parlare. Interessanti sono anche le numerose riflessioni, brevi e lunghe, che mi hanno fatto pensare e riflettere a lungo. Mi aspettavo raccontasse di più le avventure vissute dai sei ragazzi; inoltre il finale è un po' confusionario, poiché passa da un argomento ad un altro facendo salti temporali poco chiari e definiti. Tutto sommato il libro è scorrevole e si legge volentieri; il linguaggio non è complesso, anche se sono presenti alcune parole in tedesco che vengono però poi spiegate.