Ricordo. Era il dicembre freddo, e ogni tizzo lento
si spegnea disegnando l'ombra sul pavimento.
Il dì solo anelavo – dacchè invano cercai
oblio nei libri al duolo per la morta Leonora 
per te, raggiante vergine, che in ciel chiaman Leonora,
e qui nome non hai. 
Avete presente il mitico film Il corvo con Brandon Lee, che morirà misteriosamente sul set? E magari qualche appassionato si sarà pure andato a cercare il vecchio fumetto di James o'Barr, del 1988? Ebbene, da dove pensate che abbiano tratto l'ispirazione questi signori, se non da questa lunga poesia, che ha più di un secolo e mezzo, del più grande scrittore del terrore di sempre?
I versi mettono i brividi, un po' per la storia che raccontano, un po' perché Poe gioca coi suoni delle lettere, e con questi crea un'atmosfera cupa e disperata, adatta a rappresentare lo stato d'animo del protagonista: un uomo affranto per la morte della donna amata, che sente rumori venire dalla notte. Apre la porta, e c'è solo il buio. Poi entra un corvo, che ripete senza sosta il suo verso, e pare che dica: mai più. Mai più.
La poesia è così nota che la troviamo anche nel primo special di Halloween dei Simpsons, e c'è una canzone dei Queen che si chiama proprio “nevermore”, ispirata al verso del corvo. 

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