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Avatar Shirley
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Quando si rialzò, c'era un mare di occhi verdi che lo fissava proprio da dove avrebbe dovuto esserci solo erba gelata e spazio aperto.
Era un grande branco di wapiti, in attesa, che gli sbarrava la strada, e c'era anche un altro grande branco che sopraggiungeva dietro di lui, un branco di uomini già sull'asfalto, le voci che si alzavano, i pugni chiusi, gli occhi che scintillavano bianchi.
Lewis, Gabe, Ricky e Cassidy sono giovani, si sentono onnipotenti, sono cresciuti in una riserva indiana al confine col Canada e sono amici da sempre. Sfidano i bianchi ma hanno imparato ben presto a parlare come loro e a lavorare per loro. Un giorno Ricky rimane vittima di una rissa in un bar, sembra provocata da lui ma gli amici non ci credono, peccato che i testimoni dicano il contrario. Da quel momento gli altri tre prendono le distanze, l'amicizia non finisce ma le strade diverse che intraprendono inevitabilmente li allontanano. Lewis, che decide di vivere in una cittadina diversa convivendo con una donna bianca, tradendo quindi  i valori della tribù, si sente in colpa ma crede anche che per vivere la propria vita ci si debba allontanare dalla riserva e dalle tradizioni, quelle stesse tradizioni che dieci anni prima tutti e quattro hanno violato attraversando un territorio sacro. La loro condanna arriva, implacabile dieci anni dopo quando la maledizione si manifesta e inizia a mietere le sue vittime. 
Questo è uno strano romanzo dell'orrore perché al centro di tutto c'è una spietata caccia al cervo e una interminabile partita di basket, perché in fondo i demoni del passato non mollano mai la presa finché il sangue non smette di scorrere.

Commenti

Avatar Christosfera
28/02/2024 22:57
1ASA - Liceo Andrea Maffei, Riva del Garda
E' un libro molto accattivante, pieno di suspense e colpi di scena. Perfetto per chi è incuriosito dal paranormale e affascinato dal mondo della natura e degli indiani d'America. Mi sono piaciute le sequenze descrittive, soprattutto quelle che spiegano i pensieri e le preoccupazioni dei personaggi, che secondo me riescono a farti entrare nel libro e a farti immedesimare nel personaggio. Ad esempio quando Lewis ha la visione della femmina incinta di wapiti con il corpo di una donna. L'autore è riuscito a far capire molto bene la situazione di confusione e paranoia del protagonista subito dopo questo avvenimento molto inquietante. Il libro tratta di pentimento e senso di colpa, i quali, Lewis, si porta dietro per tutta la vita dopo quello che loro chiamano “Classico del Ringraziamento” e, magari anche più vicino al mio mondo, di bravate da ragazzi che possono rovinare tutta la vita di una persona.
Avatar rocchic
10/02/2024 08:36
2L - IIS Blaise Pascal, Reggio Emilia
Il romanzo che ci viene proposto da Jones è un horror mozzafiato in cui una fine analisi sociale si fonde perfettamente con la tensione di una storia da incubo. Il racconto lo definirei spaventoso e intimo, ma coinvolgente e caloroso allo stesso tempo; un horror basato sulla speranza e sull'amicizia. Le descrizioni degli ambienti quasi non esistono, ma l'autore è bravo nel farci immaginare il tutto, guidandoci dalla riserva ai confini del Canada fino in città, per poi tornare indietro nuovamente. Con questo metodo, Graham, ci confonde e illumina allo stesso tempo. La storia narra l'avventura di 4 ragazzi: Rick, Lewis, Gabe e Cass, appartenenti ad una stirpe di indiani, 4 persone il cui destino si è intrecciato 10 anni prima in una battuta di caccia; la storia di una caccia all'animale che si tramuta in una caccia all'uomo. Lo consiglio agli amanti del brivido e agli appassionati del mistero, anche se non mi ha particolarmente entusiasmato perché pecca nella volontà di spaventare, senza una forte carica lugubre e terrificante; invece ciò che lo rende un libro migliore è la capacità dell'autore nell'approfondire le identità dei personaggi, la loro parte interiore. Il tema principale trattato nel libro è l'amicizia tra i 4 ragazzi, intima e profonda, destinata a durare tutta la vita. Lo scrittore con la realizzazione di questo testo non ha voluto trasmettere nulla, a mio parere, ma solo intrattenere il lettore e divertirlo.
Avatar blagoj
06/02/2024 21:36
2U - I.I.S. Cesare Battisti, Bolzano
Il libro "Gli Unici Indiani Buoni" di Stephen Graham Jones mi piace molto ed è molto interessante. Racconta la storia di persone indigene (native americane) negli Stati Uniti. Si può capire quanto sia complicata e difficile la vita dei nativi americani, parla della cultura indigena e delle sfide che devono affrontare, approfondisce sopratutto su aspetti come l'identità culturale, ma anche di discriminazioni e delle condizioni di vita di questa comunità. È inoltre ben spiegata anche quanto sia ricca la coltura nativa americana e di come sia vista da un punto di vista occidentale. Il libro mi è piaciuto molto mi sono piaciute molto le descrizioni di tradizoni, usanze, usi e costumi delle gli indigeni, e mi piace come affronta temi come razzismo e xenofobia, che esistono ancora al giorno d'oggi

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Avatar Ilmac64
31/01/2024 18:06
2BS - Liceo Torricelli Ballardini, Faenza
Personalmente ho trovato il libro a tratti noioso perché penso che a volte l'autore faccia troppe digressioni su argomenti futili che possono distogliere l'attenzione dalla trama principale. Nonostante ciò la storia è molto particolare: ritrae infatti 4 ragazzi indiani legati da una particolare caccia al cervo che nel corso del libro sfocia in una caccia all' uomo con elementi horror. Trovo che il libro sia scritto molto bene anche se a tratti può risultare complicato. L' autore si concentra molto sulla costruzione dell' atmosfera, in tal modo il finale risulta più efficace ma dal mio punto di vista, come ho ribadito all' inizio, penalizza il resto del libro.
Avatar Kushi
23/01/2024 07:08
2D LSU - IIS Capirola, Ghedi (BS)
Ho trovato poco comprensibile questo libro,l'inizio l'ho capito ma poi non sono riuscita a ben capire la storia quindi era anche noioso per me
Avatar Sofi_kashyap
20/01/2024 15:11
1E - IIS Venturi, Modena
Questo libro mi è piaciuto molto, anche perchè mi piacciono molto gli horror. Consiglio questo libro a tutti, ma soprattutto a gli amanti dell'horror. La storia di questi 4 ragazzi è interessante.