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Fu in quei giorni piagati che cominciò a delinearsi l'uomo degli anni a venire. Sopportava il dolore e teneva duro quasi che fosse un segno di come anche lui era stato marchiato dalla follia che si era impossessata del paese. Non evitava più la gente, i cavalieri solitari, il Sud imbrancato e ridotto nuovamente in schiavitù. Non aveva più paura...era sopravvissuto e non era morto. Respirava. Ma era solo l'inizio...
Robey ha solo quattordici anni quando la madre lo spedisce alla ricerca del padre, partito per la Guerra Civile (1861-1865), facendogli promettere di ritrovarlo e riportarlo a casa sano e salvo. Il viaggio è lungo, difficile, e lui è solo un ragazzino. A fargli da guida uno splendido cavallo nero che in molti gli invidiano. Un animale che in poco tempo diventa il suo più caro amico: la loro simbiosi è netta, ragazzo e cavallo non si lasciano mai fino  a quando gli orrori della guerra e gli odori della morte si fanno vicini. La terribile battaglia di Gettysburg (luglio 1863), una sanguinosa lotta durata tre giorni, vede giovani uomini (padri, fratelli, mariti) con giubbe blu e grigie fronteggiarsi fino alla morte. Un momento importante per la Storia dell'America, ancora oggi terribile se si pensa che “nel secondo giorno di Gettysburg vi furono circa 20.000 vittime in uno scontro di sole poche ore, dalle 16 fino a poco dopo il tramonto.”

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