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Se i tempi non chiedono la tua parte migliore, inventa altri tempi.
In un'Italia prossima ventura, dove la pubblicità ha sostituito la realtà e i sogni sono merce da scaffale, il potere si traveste da spettacolo e la libertà è solo una parola censurata, è possibile il risveglio di una ribellione silenziosa. Stefano Benni costruisce un mondo grottesco e riconoscibile, popolato da clown tristi, burocrati onnipotenti e artisti clandestini, in cui la fantasia è diventata un atto sovversivo. L'inquinamento e la criminalità hanno raggiunto livelli sconcertanti; per le strade vagabondi e prostitute si danno da fare per non morire di fame e al potere il Gerarca detta le sue regole modificando la realtà. 
Solo, senza amici, abbandonato dalla fidanzata, Bed scopre di appartenere ai Baol, un'antica confraternita di spiriti liberi capaci di evocare poteri che sfidano la logica del sistema. Bed viene contattato in un bar da un vecchio comico, che tutti pensano morto. Il vecchio gli chiede di scoprire la verità: da anni alla Tivul, telegiornali, documentari e reality vengono manomessi e di conseguenza la gente continua a vedere e sentire solo menzogne. Si inventano guerre e amnistie, incontri tra politici, scandali e riconciliazioni. I compositori di realtà sono tanti e gestiti dal Regime ma adesso si è formata una resistenza e tutta la verità deve essere resa pubblica. Bed dovrà andare all'Inferno, dove è nascosto l'archivio Zero: luogo dove da tempo si nasconde la verità, ma insieme a questa missione pericolosa scoprirà anche quel segreto che ogni mago Baol deve sapere di sé. 

Commenti

Avatar Lotuseater
18/01/2026 12:00
1E - Convitto Nazionale "Vittorio Emanuele II", Cagliari
Questo libro è un capolavoro toccante e autentico, che mescola abilmente umorismo e profondità. Non sono mai stato un grande appassionato di distopico, ma la scrittura intrigante mi ha portato a scoprire l'”effervescenza” della magia Baol. Il paragone ai regimi dittatoriali è tragi-comico, facendoti ridere durante la lettura, ma è anche veritiero e ritrae molti tratti dei paesi liberticidi e delle (per fortuna) antiche dittature che controllavano le persone come fossero bambole di pezza. La magia Baol non è inspiegabile; è ciò che rende i maghi Baol più intelligenti e forti intellettualmente degli altri personaggi. Bed (Bedrosian) è determinato a salvare Grapatax e a porre fine alla stupida propaganda del regime, che serve solo a molestare gli oppositori e a far aprire gli occhi ai cittadini, a scapito di Enoch e del suo governo abominevole. Oltre a ispirare un senso di libertà e forza nel lettore, il libro è divertente da leggere. Alcune battute, come quella di Francesca Natale o la sfilata armata, sono esilaranti e rendono la lettura più piacevole e rigenerante durante una lunga giornata faticosa. Non mi aspettavo di trovare un libro che mi cambiasse la vita, quindi vi ringrazio di cuore per aver condiviso con me questa bellissima lettura. ( La mia scelta per la traccia musicale: Ho scelto “Magical Doctor” di Maretu perché, pur trattando principalmente la narcodipendenza e l'abuso di droghe, trovo un parallelo tra la droga e la propaganda del regime che fa impazzire i cittadini, presentandola come qualcosa di normale. Proprio come nella canzone la somministrazione di droghe è mascherata dal fatto che sia una “dottoressa” finta, la ragazza di Magical Doctor, che fa sembrare questo uso eccessivo e smisurato delle droghe normale per lei, così lo fa apparire il regime in Baol, ma al posto delle droghe è la manipolazione. )

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Avatar anita-11
24/01/2026 18:24
1E - Liceo "Laura Bassi", Bologna
Il tutto inizia in una tranquilla notte di regime, che cambierà le esistenze di parecchie persone, compreso il lettore. Seguiamo le vicende di uno degli ultimi maghi Baol che deve affrontare il suo passato misterioso, contrassegnato da molte perdite, e un presente povero e misero. L'occasione di riscatto gli si presenta all'improvviso e potrebbe stravolgere le vite di molte persone, non solo la sua. Purtroppo il protagonista vive in un regime in cui la verità è sempre distorta a favore del governo. Le persone si sono talmente uniformate agli stereotipi imposti che si assomigliano tutte. Il povero mago Baol emerge subito come differente, con una mente aperta e in grado d'immaginare soluzioni diverse dal solito. E' questo il suo vero punto di forza, oltre a una curiosità implacabile. Questo libro secondo me è molto bello perché è scorrevole e leggendolo ti suscita delle domande su temi molto interessanti su cui riflettere, come per esempio: cosa vuol dire avere delle idee proprie e non uniformarsi alla massa? Come si può emergere come persona, affermando con forza la propria diversità? Penso che si un libro molto interessante e lo consiglio a chi crede che le idee possano migliorare il proprio futuro.
Avatar Marki
28/01/2026 15:54
3ES - Liceo "Torricelli-Ballardini", Faenza (RA)
Il libro Racconta la storia di Baol, un mago che vive in un futuro distopico governato da un regime mediatico, cioè che ha un rigidissimo controllo sulle informazioni che circolano. Il protagonista insieme ad altri ribelli si oppongono al regime e cercano di sabotarlo. Personalmente non sono un gran amante della lettura, in aggiunta a ciò lo stile di scrittura del libro mi è sembrato troppo pieno di descrizioni e dialoghi che considerando anche il ritmo lento del racconto mi sembravano superflui o inutili e mi allontanavano dal capire bene cosa stava succedendo. Stile di scrittura a parte, il significato e la trama del libro dopo averli capiti mi sono piaciuti.
Avatar Kiri
19/01/2026 00:35
2B - Liceo "Andrea Maffei", Riva del Garda (TN)
Questo libro mi ha suscitato molte emozioni: interesse per la trama e per l'idea, ma anche divertimento grazie al tono scherzoso con cui l'autore rappresenta la realtà. Allo stesso tempo, però, ho provato un po' di nervosismo a causa della complessità narrativa: erano presenti molti termini poco comuni che a volte mi facevano perdere la voglia di leggere, nonostante ciò li considero utili perché mi hanno permesso di ampliare il mio vocabolario, cosa che ritengo molto importante. Secondo me, l'idea centrale del libro è mostrare come il governo può falsificare le informazioni per mantenere il controllo sui cittadini. Questo tema si capisce soprattutto nella vicenda della guerra di Shama, che in realtà era finita da dieci anni, ma che il governo continua a “far esistere” attraverso un team di attori e sceneggiatori incaricati di girare filmati di una guerra inesistente, questa strategia aumenta la paura nella popolazione e la paura riduce la capacità critica, il che rende le persone più inclini ad accettare il controllo esterno e le misure rigide del regime. L'autore mostra anche come il governo sia disposto a utilizzare metodi duri pur di raggiungere i propri obiettivi arrivando a sfruttare i bambini. L'esempio più evidente è Atharva, un ragazzino di dodici anni a cui per tutta la vita è stata iniettata la verità costruita dal governo, con l'unico scopo di sfruttare le sue capacità per fini politici. Stefano Benni affronta il tema del controllo dell'informazione con ironia, un esempio più chiaro è la frase: “Enoch, dicono, è proprietario del 90% dei giornali e vuole il monopolio completo dell'informazione. Bugie. Non so dove l'avete letto, ma aspettate ancora un 10% e non lo leggerete più.” Questo passaggio evidenzia come senza libertà di stampa non possa esistere libertà di opinione né democrazia, e come una popolazione senza fonti indipendenti diventi facilmente manipolabile. Durante la lettura mi sono anche ritrovata nella storia personale del Baol, soprattutto quando descrive l'abbandono da parte delle persone a lui care: i genitori, il maestro, la ragazza. Mi ha fatto ricordare il momento in cui ho perso mia madre, quando i miei cugini a cui ero molto legata si sono allontanati da me e la rottura definitiva del rapporto con mio padre. Per questo motivo comprendo profondamente la domanda del protagonista: “Perché tutti continuano ad abbandonarmi senza un motivo?”. È una domanda che mi sono posta anch'io più volte, e che suscita in me le stesse emozioni di solitudine e tristezza. Nel complesso questo libro mi ha fatto riflettere molto sul tema del controllo da parte del governo, un argomento che avevo già incontrato leggendo "Genesis" di Bernard Beckett, però grazie a questa lettura ho percepito ancora più chiaramente quanto questi meccanismi possano esistere anche nella nostra realtà. Inoltre ho capito che leggere solo la trama non basta per scegliere un libro: attraverso questa esperienza ho imparato a riconoscere meglio ciò di cui ho davvero bisogno come lettrice.
Avatar Nelli1
06/01/2026 14:36
1C AFM - IIS "Vittorio Bachelet", Oggiono (LC)
Mi ha colpito soprattutto lo stile originale della scrittura e anche con momenti ironici Benni riesca a fare capire la difficoltà della vita in questo universo distopico