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Al reverendo, se ce l'avessi fatta a parlare, avrei potuto dire che ero un essere umano proprio come lui, mi mancavano solo certe cose che lui a quanto pare riteneva indispensabili - un passato, un ricordo del mio passato, un'origine - ma io non avevo niente di tutto ciò.
È domenica mattina in un paesino di provincia, gli abitanti si riuniscono in Chiesa per la consueta messa, ma c'è qualcosa di diverso dal solito: su una panca è accucciata, ancora dormiente, una persona. Sembra impossibile capire di chi si tratti. Non se ne conosce la provenienza, non si sa come sia giunta lì, non è chiaro se sia uomo o donna, non si sa se abbia una famiglia, quale sia il suo nome o se possieda dei documenti. 
Hilda e Steven, membri della comunità, decidono di ospitare Panca - così viene soprannominata per il luogo in cui è stata ritrovata - finché ne avrà bisogno, ma nel frattempo tutto il paese si preoccupa di indagare rispetto all'identità della nuova persona arrivata, soprattutto perché manca una sola settimana al Festival del Perdono, cerimonia che coinvolge tutta la comunità, sulla quale aleggia un alone di mistero. 
Scoprire chi sia Panca sembra divenire un'esigenza di tutti: c'è chi la sprona a disegnare, chi la coinvolge nelle attività del paese, chi prova ad occuparsi del suo stato di salute, chi racconta la propria storia sperando che prima o poi lei racconti o ricordi la propria. 
Panca è disorientata, frastornata e ricolma di dubbi: perché per gli altri è così importante risolvere l'enigma della propria identità prima del Festival del Perdono? Davvero per conoscere qualcuno è indispensabile avere tutte le informazioni che i membri della comunità cercano? 

Commenti

Avatar Giu
Giu
30/05/2022 10:07
1i - Liceo Galvani, Bologna
Il voto che do a questo libro è 9: mi è piaciuta la storia perché affronta tematiche molto profonde e attuali, ma a volte la narrazione è troppo lenta e per questo ho fatto più fatica a leggerlo. L'autrice del romanzo, Catherine Lacey, racconta una storia particolare, che si svolge in un paesino di provincia. Il/la protagonista è un personaggio non ben definito, chiamato Panca, che un giorno appare sdraiato su una panca della chiesa. Non ha un'età e un sesso definiti, ha una pelle di un colore diverso da quello dei paesani, capisce quello che gli altri dicono ma non parla mai. Questa figura così enigmatica mette in difficoltà gli abitanti del paese, che si decidono ad accoglierlo, ma vogliono a tutti costi sapere dettagli della sua identità e spesso lo forzano al dialogo. Nel tentativo di rapportarsi ciascuno degli abitanti è portato a riflettere su sé stesso e sulla propria identità. L'aspetto che mi è piaciuto di questo libro è che tratta argomenti profondi e attuali: spesso nella società moderna si tende subito a concentrarsi troppo sull'aspetto esterno di una persona e su identità precostituite e per questo non si riesce ad accettare chiunque. Pure Panca riflette su questo affermando “Chissà se solo gli altri possono definire il nostro corpo, o se uno dall'interno può cogliere qualcosa di più vero, qualcosa che non si può vedere o spiegare a parole.” Il/la protagonista ripete sempre concetti riguardo alla corporeità degli esseri umani e, riferendosi al corpo, dice ”Com'era possibile che io fossi ancora dentro a quella cosa, che dovessi rispondere ai suoi infiniti bisogni e tradimenti?” , “Il corpo è già morto, pensai” ,“Il corpo è la nostra tomba”. L'immagine che mi viene in mente pensando alla storia è il classico paesino in cui tutti conoscono tutti ed è proprio per questo che a parere mio gli abitanti sono quasi ossessionati dal voler sapere tutto su Panca. La canzone che mi è venuta in mente leggendo questo libro è “Imagine” di John Lennon. Ho trovato molta coerenza tra alcune frasi della canzone, come “Imagine all the people living life in peace” e “And the world will live as one”, e il significato della storia. Il cantante vuole infatti esprimere un concetto importante, ovvero quello dell'uguaglianza e infine afferma che senza i pregiudizi il mondo sarà un'entità unica.

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Avatar gildatorri
25/05/2022 15:41
2i - Liceo Galvani, Bologna
In un paesino di provincia arriva una persona misteriosa e ignota: gli abitanti la trovano addormentata sulla panca davanti a una chiesa, dove si è fermata a cercare riparo durante la notte. Questa persona sembra giovane, ma non si riesce a darle un'età precisa o a capire di che sesso sia, e inoltre ha la pelle di un colore diverso dalla loro. Ella capisce la loro lingua, ma si rifiuta di parlare o raccontare la sua storia. La comunità, unita da una forte fede religiosa, si dichiara pronta ad accoglierla. Infatti nei sei giorni successivi gli abitanti del paese tenteranno in tutti i modi di fare i conti con questa persona misteriosa, e finiranno per essere loro a rivelare i propri sentimenti più profondi e le proprie paure. "Ma tu cosa sei?, mi chiedevano a volte, e io lo so che rispondere a una domanda con un'altra domanda è scortese, ma a volte ho praticato questo genere di scortesia. A chi me lo chiedeva io chiedevo: Cosa sei tu?[…] A volte la gente mi rispondeva: «Sono cristiano, americano, sono nero, sono bianco, non sono di qui, sono affamato, sono stanco, arrabbiato, una donna, un uomo, sono gay, un pastore, repubblicano, una madre, un figlio, sono un quarantenne, sono un senzatetto», oppure mi rispondevano con una risata che gli saliva e scendeva nel petto, per poi disperdersi senza lasciare niente dietro di sé". Ho scelto di citare in particolare questa parte del libro, perché la ritengo un passaggio importante: noi esseri umani, pur essendoci civilizzati, portiamo ancora dentro di noi alcuni istinti dal mondo animale, come quello dei pregiudizi. I pregiudizi, infatti, inizialmente non nascono come un mezzo per deridere ma come un mezzo per difendersi. I pregiudizi, però, possono essere anche grandi fonti di ragionamento e di riflessione; questo libro ci fa capire infatti come ancora oggi all'interno della nostra società ci siano ancora pregiudizi radicati e molto presenti. Inoltre in questo passaggio è ben evidente come la nostra provenienza, la nostra religione, il nostro colore della pelle e tanto altro, ancora oggi siano molto determinanti nello stabilire la nostra identità come persone. Il tema dell'identità è presente non solo in questo passaggio ma all'interno di tutto il libro.
Avatar hajarbouchrou8
21/05/2022 17:05
1E - Liceo Laura Bassi, Bologna
In un paese di provincia c'era una persona sconosciuta, che gli abitanti trovano addormentata sulla panca di una chiesa, dove si è fermata a cercare riparo durante la notte. Ha un'età giovane, la pelle di un colore diverso dalla loro, e dalla prima vista è impossibile stabilire quale sia il suo sesso. Capisce la loro lingua, ma si rifiuta di parlare e raccontare la sua storia. Questi abitanti la accolgono nella loro casa per la loro religione. Questo libro mi è piaciuto molto e secondo me è adatto per quelle persone che hanno un po' di difficoltà a confidarsi con gli altri, e che si può capire anche il modo come pensa questa persona. Del libro mi è piaciuto anche il fatto che parlava del pregiudizio che c'è in alcune società,
Avatar tommaso_mazzola
26/03/2022 15:59
1E - Liceo Nomentano, Roma
''A Me Puoi Dirlo'' è un libro che non rientra nel genere che mi appassiona, nonostante ciò l'ho apprezzato molto. La storia è stata scritta apposta per rappresentare uno dei maggiori problemi della società odierna, il pregiudizio. Il protagonista di questo libro, soprannominato Panca, viene accolto da una famiglia appartenente ad una comunità religiosa che è interessata a scoprire qualcosa sulla vita del/la ragazzo/a, ma quest'ultimo non parla, probabilmente è diffidente, impaurito e non sa neanche lui stesso perchè si trova lì. Non si conosce la sua età, il suo sesso, la sua provenienza, niente di niente, resta chiuso in sè stesso e si rifiuta di aprirsi con le altre persone. Durante la settimana che passa nella comunità Panca capisce che è stato accolto non da persone alle quali importava di lui ma a cui interessava soltanto essere riconosciute dall'intera comunità ed essere viste come persone per bene. Il protagonista quindi rappresenta la difficoltà che ognuno può trovare nell'aprirsi con persone sconosciute a causa dei pregiudizi e degli stereotipi della società odierna. Consiglio questo libro perchè nonostante la storia sia inventata è innovativa e rappresenta uno dei maggiori difetti della nostra società. La lettura è scorrevole e sono presenti molte riflessioni da parte protagonista che ci permettono di capire il suo modo di pensare e di vedere il mondo.
Avatar agnesee
26/03/2022 20:01
2A - IIS "Vittorio Bachelet", Oggiono
Questo libro è molto interessante perché mi ha fatto molto riflettere, poiché viene raccontata la storia di questa persona che, chiusa in se stessa, decide di dormire ogni notte in una chiesa, su una panca, anche così soprannominata. Ogni persona che si avvicinava per poter parlare, essa rispondeva a fatica e non riusciva ad aprirsi. Ogni giorno deve affrontare il problema del relazionarsi con le persone, una cosa che le viene molto difficile. Consiglio molto questo libro a tutte quelle persone che non riescono a confidarsi con gli altri e che quindi potrebbero ritrovarsi nelle sue parole.
Avatar lorenzomaioranoo
27/03/2022 21:58
1E - Liceo Nomentano, Roma
Le mie aspettative per questo libro non erano molto alte, eppure(anche se non è il mio genere ideale) si è dimostrato nel complesso un libro valido. In poche parole questa storia narra di una persona ritrovata su una panca di una chiesa. Lei/lui è completamente sconosciuto/a agli occhi di tutti gli abitanti. I cittadini provano in tutti i modi a cercare di capire chi sia questa persona, da dove venga e che lingua parli ma lei continua a tacere; inoltre non rivela loro nemmeno il proprio nome, perciò la soprannominano “Panca”, ovvero il posto in cui dormiva prima di essere trovata. La gente del paese, ormai stufa di questa situazione e dei suoi silenzi, iniziano a etichettarla e a giudicarla; senza neanche sapere chi fosse. Perciò questo libro vuole far capire al lettore il pensiero dell' essere umano al giorno d' oggi: una mentalità chiusa e impaziente che non riesce a comprendere una persona per quello che è; aiutare un individuo in difficoltà solo per i propri bisogni e, la più importante, continuare a etichettare qualcuno attraverso i cattivi pregiudizi solo perché risulta “strano” agli occhi di tutti. Onestamente il libro non mi è dispiaciuto: la trama era abbastanza scorrevole e intrigante, ricca di messaggi culturali e a tratti filosofici. Proprio per questi motivi, consiglio vivamente questo libro.
Avatar saruzz
28/03/2022 18:00
2ALN - Liceo Rosmini, Rovereto
“A me puoi dirlo” è stato uno dei pochi libri che mi ha colpito fin dall' inizio. Il libro è molto interessante ed è piacevole da leggere. Mi ha toccato molto anche dal punto di vista personale, perché tocca molto il tema dell' identità. Funziona come una caccia al tesoro, ti avvicini sempre di più alla meta attraversando mille ostacoli per poi arrivarci. Ho amato come l'autrice del libro sia riuscita ad esprimere in modo così accurato i vari atteggiamenti degli abitanti rispetto a Panca. Inoltre per me è stato molto facile immedesimarmi nel protagonista, penso che tocchi alcuni aspetti e alcuni problemi che soprattutto noi giovani di oggi viviamo, come il giudizio altrui e altro. La cosa che più mi ha colpito in assoluto è che anche arrivando alla fine del libro, non si sa se il/la protagonista sia maschio o femmina e questa secondo me è un'idea geniale. Infatti l'autrice lascia libera interpretazione al lettore, coinvolgendolo sempre di più nella storia. Concludo consigliando molto questo libro, perché secondo me ha molto da insegnare a noi giovani di oggi.
Avatar StanislavVorobei
30/03/2022 23:20
2BT - I.I.S.S Cesare Battisti, Bolzano
Questo libro racconta una storia molto interessante e particolare. In questo libro il protagonista viene chiamato Panca perché per la prima volta è stata trovata su una panca davanti alla chiesa. Questa persona rifiuta di raccontare la sua provenienza ai paesani curiosi. Infatti, per questo motivo è costretta ad affrontare tanti molti e anche cattivi pregiudizi.
Avatar Wxyz
11/04/2022 21:09
2i - Liceo Galvani, Bologna
"A me puoi dirlo", scritto da Catherine Lacey nel 2020, è un libro che tratta tematiche molto attuali e importanti, senza risultare pesante o di difficile comprensione. Il/la protagonista è una persona che, dopo un periodo di vagabondaggio in cui si ferma a dormire nelle chiese, viene trovata addormentata su una panca durante la messa. Il romanzo è ambientato in una cittadina del sud degli Stati Uniti, dove in gran parte della comunità è ancora presente un celato sentimento di razzismo e dove tutti vengono etichettati secondo categorie ben precise. Proprio per questo Panca (nome dato al/alla nuov* arrivat*) risulta una persona "scomoda" e poco accettabile da quella comunità, animata da uno spirito religioso esasperato che si scopre essere sempre più radicale. Panca ha infatti età, etnia e sesso indefinibili e, pur comprendendo la lingua, si rifiuta di parlare e di dare così le informazioni tanto richieste dalla comunità che ha deciso di ospitarlo. Un aspetto che mi è piaciuto di questo romanzo è come viene trattato il tema dell'accoglienza, quella vera e profonda. Tutti, spinti dagli insegnamenti cristiani, sono d'accordo sulla decisione di accogliere Panca: una famiglia ospita il nuovo arrivato in casa sua, a turno i membri della comunità si prendono cura di l*i e gli/le offrono anche visite mediche per capire se ci sono problemi di salute e per poter così essere d'aiuto. Questi però non fanno tutto ciò pensando al bene dell'altro, riempiendol* di domande non pensano a quali siano le ragioni del silenzio e non riescono a comprendere questa persona, per loro troppo diversa. In realtà sono solo pochi coloro che riusciranno ad accogliere e quindi ad accettare Panca per quello che è: una persona con emozioni e pensieri esattamente come loro, la cui unica differenza è costituita dal corpo. Solo con queste poche persone, particolari e emarginate, ci sarà un dialogo, di poche parole ma significativo. Panca, anche se spesso viene visto dagli altri come prova della loro generosità, riesce ad ascoltare tutte le persone che, trovandosi con qualcuno che non risponde e da cui quindi si sentono ascoltati e non giudicati, decidono di aprirsi e raccontare ricordi, preoccupazioni, la loro storia. Panca in questi momenti ascolta con senso critico le persone, guardandole per ciò che sono veramente, comprendendole appieno e condividendo le loro sofferenze e i loro desideri: "Non so com'è che a volte riesco a scorgere tutte queste cose nelle persone - queste cose inespresse - e anche se in alcuni casi mi è servito, credo, io spesso me la vivo come una condanna, questa mia capacità di vedere le carenze e i bisogni insoddisfatti della gente dietro le maschere che dovrebbero proteggerli. La gente indossa quelle maschere per un motivo, come le dighe e i coperchi dei barattoli esistono per un motivo." Il corpo, e tutto ciò che rappresenta nella società, è un altro tema molto importante del libro e che fa riflettere sul modo in cui percepiamo, anche involontariamente, gli altri. Per Panca, narratore del romanzo che commenta tutto con i propri pensieri, il corpo non dovrebbe avere tutta l'importanza che gli attribuiamo nell' identificazione di una persona. Mentre tutti sembrano interessati solo ai suoi dati anagrafici, il/ la protagonista pensa più alla concezione in un senso più ampio di umano, in cui si è liberi da quelle categorie sociali che limitano l'individuo :"Che cos'erano gli umani? (...) se mai questa domanda fosse sorta nella mente di un essere futuro, sarebbe mai stato possibile catalogare e comprendere tutto i nostri dolori, tutte le nostre guerre e sofferenze? Le nostre definizioni? Il nostro bisogno di ordine? Veniva da chiedersi, allora, se tutti i problemi umani derivassero dai nostri corpi, quelle cose precarie, più deboli o più forti, più chiare o più scure, più alte o più basse. Perché ci creavano così tanti problemi? Perché li usavamo per metterci l'uno contro l'altro? Perché pensavamo che il contenuto del corpo significasse qualcosa? Perché usavamo il corpo per trarre le nostre conclusioni quando il corpo stesso è così sconclusionato, inaffidabile?" Si arriva a capire così che l'importante è ciò che si è veramente, quelli che sono i nostri pensieri e valori; che sarebbe meglio mostrarsi completamente agli altri per farsi conoscere senza filtri, anche se spesso questi sembrano la soluzione migliore per non farsi ferire dagli altri: "Un'esistenza in cui si vedevano solo i nostri pensieri e le nostre intenzioni. (...) un mondo incorporeo, un mondo dove le idee potevano contenere altre idee, dove i pensieri potevano vedere altri pensieri e dove la morte non poneva fine ai pensieri."

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Avatar elisaninno
24/04/2022 12:40
2BT - I.I.S.S Cesare Battisti, Bolzano
Il libro mi è piaciuto molto per la tematica che tratta, ovvero il pregiudizio: siccome gli abitanti del paese non sanno chi sia questa persona e da dove venga, allora si sentono in dovere di pre giudicarla. Un'altra tematica interessante che il libro tratta molto bene è la curiosità: tutti vogliono costringere il/la ragazzo/a a parlare di sÉ perché vogliono a tutti i costi sapere chi è. Mi ha toccata e colpito molto il libro perché lascia un insegnamento molto importante ovvero il "non giudicare il libro dalla copertina", che penso che ai giorni d'oggi ancora sia un concetto non ben chiaro ed utilizzato da tutti. Per questo motivo lo consiglio a chiunque, adulti e giovani, visto che, oltre all'importanza del messaggio del libro, la storia fa riflettere ed è molto interessante. Sicuramente in futuro mi piacerebbe rileggere questa storia!
Avatar fedex2f79abcd2007
27/03/2022 18:05
1E - Liceo Nomentano, Roma
A mio parere questo libro racconta una storia molto interessante e particolare. Uno degli argomenti, secondo me principale, è l'importanza di sapere la provenienza, le origini e la storia personale di una persona estranea, che non conosciamo. L'intera comunità ha soprannominato il protagonista del libro come Panca, perché è stata trovata la prima volta su una panca ai piedi di una chiesa. Questa persona rifiuta di raccontare la sua provenienza ai paesani curiosi. Infatti, per questo motivo è costretta ad affrontare tanti molti e anche cattivi pregiudizi. Questo libro vuole far capire ai lettori che molte persone fanno fatica a relazionarsi con estranei, per paura di essere giudicati. Non bisogna infatti valutare le persone dall'apparenza, ma bisognerebbe imparare a conoscerle in modo più profondo.
Avatar Martix06
24/03/2022 16:24
2A - IIS "Vittorio Bachelet", Oggiono
A mio parere la storia di questo libro è molto strana ma allo stesso tempo interessante. Le persone all'interno di questo libro hanno l'esigenza di dare un nome a una persona nuova nella città. Le tematiche principali, appunto, sono: l'importanza di conoscere la sua provenienza, l'origine e la storia che le appartiene. Questo libro narra, infatti, di questa persona che viene ritrovata in chiesa addormentata su una panca. L'intera comunità vuole cercare di parlarle ma lei/lui si rifiuta e viene nominata Panca. Parla la loro lingua ma resta chiusa in se stessa senza rivolgere la parola a nessuno. Panca però per un po' di giorni si trova ad affrontare i pregiudizi che dicono le altre persone su di lei. Questo vuole far capire al lettore che è difficile aprirsi con nuovi soggetti quando ti pre giudicano senza conoscerti, come succede spesso anche al giorno d'oggi. Consiglio vivamente questo libro a chi si chiude in se stesso molte volte e magari si sente compreso leggendolo; ma lo consiglio anche a chi giudica una persona, solo dall'esterno senza considerare il suo animo/carattere, capendo magari che può aver sbagliato.
Avatar GretaTelloli
24/03/2022 21:53
2Z - Liceo Copernico, Bologna
“A me puoi dirlo” di Catherine Lacey, si presenta come un romanzo enigmatico, che sembra nato per creare tantissime domande nella mente del lettore. Il (o la) protagonista, soprannominato da tutti Panca, è una persona senza identità, senza genere, età o colore della pelle, ma soprattutto senza un passato. Panca stessa si chiede cosa ci fosse prima di quella domenica in cui si è risvegliata sulla panca di una chiesa, senza mai riuscire a giungere a una conclusione. Panca non parla mai, forse per diffidenza, forse semplicemente perché non ha nulla da dire, e questo genera molti sospetti nella comunità che lo/la ospita. C'è chi la vede bianca, chi la vede nera, chi la vede donna chi uomo, chi la vede pericolosa e chi la vede come una povera persona che ha solo bisogno di accoglienza. Nessuno sembra riuscire a farsi un'idea ben precisa di cosa sia Panca, e proprio in questa situazione di dubbio e precarietà subentrano i pregiudizi, che fanno da padrone su tutto il resto. Il romanzo riflette molto su temi importanti come l'identità e gli stereotipi, e permette di capire come la società di oggi, rappresentata nel libro dalla comunità religiosa, possa essere contemporaneamente spaventata e spaventosa per le persone più emarginate, rappresentate da Panca e dai pochi altri personaggi con cui Panca parla. Inizialmente la storia può risultare confusa e difficile da capire ma in realtà ho trovato lo stile di scrittura della Lacey molto coinvolgente e interessante. Avanzando con la lettura si imparano a conoscere i pensieri di Panca e il modo in cui interagisce con le persone, rendendo la lettura molto più chiara e scorrevole.
Avatar aminasweis
15/03/2022 20:51
1C - Liceo Laura Bassi, Bologna
Catherine Lacey è una scrittrice americana (Tutelo, Mississippi, 1985). Questo libro è stato pubblicato nel 2020. La storia parla una tematica importante della vita adolescenziale, infatti, racconta una situazione in cui molte persone si possono trovare al giorno d'oggi in cui le sicurezze di ognuno vengono messe in discussione. La storia narra di una persona, di cui non si ha un'identità e sin da subito cattura l'attenzione a tutti gli abitanti della città. Venne accolta da Steven e Hilda che gli diedero il nome Panca, dove venne trovata la prima volta in cui l'hanno vista. Gli abitanti della città si fanno molte domande e cercano di metterla a suo agio, facendola far parte delle dinamiche della città. Panca è una persona molto chiusa e introversa, per questo motivo non riesce ad interagire con le altre persone. Questo romanzo ti può far capire quanto le persone vogliano dare subito un pregiudizio e un'identità a una persona.,“A me puoi dirlo” è un libro che ha un linguaggio colloquiale e uno stile molto semplice, lo consiglio maggiormente agli adolescenti, soprattutto per capire il significato che vuole dare questo romanzo.
Avatar EleonoraBoi
21/03/2022 18:51
2E - Convitto Nazionale "Vittorio Emanuele II", Cagliari
"A me puoi dirlo" è stata una delle poche letture che mi hanno colpito alla prima occhiata. La trama è molto interessante che si incentra soprattutto verso la ricerca della nostra identità, e come attraverso il nostro corpo siamo in grado di mostrare i lati più intimi di noi stessi. Per quanto riguarda il/la protagonista, ho trovato molto interessante, e geniale, l'idea dell'autrice di rendere Panca un' entità senza alcuna caratterizzazione fisica (se è maschio/ femmina, corporatura, età.. ecc ecc) ma anzi, ha lasciato che fosse il lettore, attraverso anche alcuni indizi che vengono messi qua e là per il romanzo (come ad esempio il colore della pelle), ad immaginarsi come fosse realmente Panca secondo loro. Invece di Panca, rispetto all'aspetto fisico, è molto importante e anche caratteristico il comportamento: infatti il personaggio si mostra come una persona molto silenziosa, però aperta allo stesso tempo al dialogo con gli altri. In effetti uno dei temi di questo romanzo é di non giudicare mai una persona da come si mostra o dall'aspetto fisico, perché è effettivamente una nostra scelta il come noi dobbiamo mostrarci agli altri, e soprattutto come noi ci mostriamo a volte non è come noi ci sentiamo davvero dentro. Un'altra cosa di questo romanzo che mi ha colpito molto è come sia stata rappresentata la comunità che ospita Panca per tutto il racconto, un vero e proprio miscuglio di stereotipi che devono seguire le strette regole della società in cui vivono. Ammetto che io nella prima parte del romanzo mi sono spesso spaventata e allo stesso tempo interessata molto nel scoprire man mano come funzionasse questa comunità, e il come i vari abitanti si mostravano nei confronti di Panca. Questo romanzo lo consiglio caldamente di leggere perché, rispetto a molti altri racconti, ti permette di immedesimarti facilmente nel protagonista e allo stesso tempo di imparare alcune lezioni di vita molto importanti come l'importanza del silenzio e dell'ascoltare.

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Avatar Beatrice
09/03/2022 21:31
2E - Convitto Nazionale "Vittorio Emanuele II", Cagliari
La storia è molto particolare e non mi è mai capitato di leggerne una simile. Nel racconto ha un ruolo fondamentale la ricerca di un'identità e di etichette specifiche per definire una persona. Del/la protagonista non si sa niente, questo lascia spazio all'immaginazione del lettore e soprattutto dimostra che una persona può essere tale anche senza avere etichette ben definite. Penso che la storia faccia realizzare quanto sia importante apparire e dimostrarsi positivamente al mondo rispetto ad esserlo davvero. La comprensione è un tema principale nel racconto e stupisce quanto Panca, il/la protagonista, nonostante il suo costante silenzio e il suo non avere un'identità ,riesca a far aprire emotivamente gli altri, semplicemente perché sa ascoltare davvero. Panca non ha pregiudizi sugli altri, perché non giudica le persone dal loro corpo o da altre superficialità, ma le ascolta e riesce a capire anche le loro fragilità. Ciò che più mi ha colpito di Panca è che nonostante chiunque attorno a lui/lei cerchi di imporgli un'identità specifica, non cede e riesce a dimostrare di essere una persona anche senza. Inizialmente pensavo che il fatto di non conoscere nulla del protagonista potesse annoiarmi, invece nonostante ciò penso che il lettore sia in grado di comprendere e di immedesimarsi nel protagonista. E' un libro che consiglierei perché fa capire quanto si giudicano le persone anche quando si sa niente di esse e che bisognerebbe saper ascoltarle meglio e giudicarle di meno.

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Avatar lerryy
13/03/2022 21:48
1i - Liceo Galvani, Bologna
“Veniva da chiedersi, allora, se tutti i problemi umani derivassero dai nostri corpi. [...] Perché pensavamo che il contenuto del corpo significasse qualcosa?”. Questa è la tematica principale del libro: cercare di dare un'etichetta, un'identità a tutti gli individui; quanto sia importante conoscere l'origine, la provenienza e la storia di una persona per accettarla. Il libro A me puoi dirlo narra infatti di una persona ignota, di cui non si conosce l'età, il sesso e la provenienza, la quale viene ritrovata su una panca di una chiesa in un paesino di provincia. La comunità cerca continuamente di interagire con Panca, viene così da loro soprannominata la/lo sconosciuta/o, ma lei/lui rimane sempre chiusa in sé stessa senza parlare. Panca per una settimana si trova quindi circondata da pregiudizi e da persone che lo/la accolgono solo per essere importanti all'interno della comunità. Questo aspetto fa quindi riflettere su quanto sia difficile aprirsi quando per gli altri siamo già un corpo etichettato e stereotipato. Un altro aspetto importante del libro è il Festival del perdono che si svolge nella comunità la domenica dopo il ritrovamento di Panca. Durante questo festival, ognuno deve dichiarare i propri peccati e perdonare quelli altrui o come viene affermato nel libro: “A volte sotto sotto perdonare significa semplicemente dimenticare”. Un aspetto molto coerente con la storia è che durante tutto il corso delle vicende prevalgono i pensieri della/del protagonista, grazie ai quali si capisce il suo modo di pensare e di vedere le cose. La storia è narrata con un linguaggio semplice e scorrevole, pieno di descrizioni e riflessioni. In conclusione, il libro A me puoi dirlo è ricco di insegnamenti riguardo gli stereotipi e standard che la società mette e rivendica il detto “mai giudicare un libro dalla copertina”.
Avatar Nickbond
27/02/2022 01:28
2i - Liceo Galvani, Bologna
Durante questa pausa natalizia ho letto “A me puoi dirlo” di Catherine Lacey, un recentissimo libro, pubblicato ad inizio 2020. Questo scritto narra di un individuo che dopo aver superato anni di sofferenza, miseria e solitudine trova in un borgo rurale un momento di sollievo, un riparo e in seguito una famiglia. Al suo arrivo in paese, per gli abitanti del posto è difficile aiutarlo, in quanto non si conoscono le origini e il genere del protagonista. Ma il problema più grande di quest'ultimo è che è di colore e si rifiuta di parlare o di interagire con chiunque. Il primo ad intervenire è il parroco della chiesa locale, che decide di farsene carico e di ospitarlo nella “casa del signore”, nonostante non ne conosca l'origine non sappia niente di lui. In chiesa, in diversi tentano una conversazione con la persona il nuovo arrivato, ma quest'ultimo questo resta chiuso in sé stesso. Non sapendo cosa fare, allora, il parroco affida l'individuo ad una famiglia, la quale lo veste, lo sfama, se ne prende cura e gli dà anche un nome, Panca. Ma anche questa volta la persona IL protagonista non si apre. In tutto questo arriva il fine settimana e l'indomani si sarebbe tenuta la festa del paese...
Avatar carol
20/02/2022 23:04
1C - Liceo artistico Nervi-Severini, Ravenna
La storia mi ha colpito molto. Trovo molto coerente la decisione, da parte dello scrittore, di non dare alcuna descrizione del personaggio principale. Il nome che gli/ le viene attribuito nel racconto è:“Panca" ovvero il luogo in cui è stato ritrovato il soggetto all' inizio del libro. La storia mi ha colpita molto perché rappresenta molti i pregiudizi sulla società attuale, il libro ti fa comprendere quanto le persone possano spingersi oltre il limite per apparire importanti e di buon cuore agli occhi degli altri.
Avatar Marty
08/02/2022 21:00
1G - Liceo Ulivi, Parma
Gli argomenti principali di questo libro sono gli stereotipi e l'identità, temi ricorrenti al giorno d'oggi. Un giorno viene trovata su una panca di una chiesa una persona, soprannominata poi appunto Panca, la quale non si ricorda come si chiami o da dove venga, sa solo che continua a muoversi. La comunità all'inizio cercherà di aiutarla, solo per poi rimanere delusi a causa della sua fermezza nel silenzio. Infatti Panca, nonostante gli sforzi di tutti, parlerà solo con le persone che tutta la società evitata, in quanto non cercavano di né compatirla e nemmeno di capirla. Questo libro fa riflettere molto sul modo in cui le persone "accetterebbero" una persona sconosciuta senza sapere niente di lui/lei, in un mondo dove tutti condividono qualcosa di loro stessi.
Avatar Hiba
20/01/2022 18:32
1E - Liceo Laura Bassi, Bologna
La storia di lacey (A me puoi dirlo) secondo me riflette molto sugli stereotipi e su tutti quelli che sono i “difetti" dell' essere imperfetto dell'uomo. Fa riflettere molto il dettaglio del personaggio in sé, ritrovato in una panca (per cui chiamato panca) che lascia spazio alla nostra immaginazione per interpretarlo secondo le nostre menti, nonché i nostri “standard"; infatti, secondo me panca è più un elemento che un personaggio, che interpreta il silenzio del vuoto, il “nulla" della comunità. Infatti, (oltre al fatto che a esso/a molti di quelli che facevano parte della comunità religiosa si sono confessati rivelando le loro preoccupazioni e segreti, tutto quello che pensavano) solo i membri più emarginati si potranno aprire a lei/lui. Racconto che riassume una parte molto triste e reale della vera società di oggi e come si comporterebbe con delle specifiche persone a secondo dei loro canoni, come il corpo può essere un soggetto tramite con cui si può comunicare.
Avatar Teoreda
17/01/2022 18:57
2B - IIS "Vittorio Bachelet", Oggiono
La storia di Panca mi ha fatto subito pensare a come per l'essere umano sia più importante cercare di dare un nome, un'identità, una "collocazione" ad una persona piuttosto che imparare a conoscerla così com'è. Mi ha molto colpito il finto perbenismo che ruota intorno a tutta la comunità. L' intento di portare Panca a confidarsi con loro e fidarsi di loro è solo un modo di capire di chi si tratta veramente, che tipo di persona è quella che è capitata nel loro villaggio. Anche la Festa del Perdono che sembrava essere un vero proprio culto religioso, alla fine si rivela essere solo un modo per far sì che i propri peccati vengano assolti, o sentirsi meno colpevoli.

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Avatar AliceContu
18/12/2021 08:06
2N - Liceo Scientifico “A.Pacinotti” di Cagliari
Il libro “A me puoi dirlo”, tratta di tematiche molto importanti, prima fra tutte la comprensione. Il/la protagonista non ha ricordi del suo passato, non sa né chi è né da dove proviene, sa solo che si sposta di continuo. Quando una notte va a dormire in una chiesa si sveglia con delle persone che la accolgono e si troverà una settimana circondata da persone che cercano di capirla all'inizio comprensivi, poi scocciati. Cercano di dargli/darle un'etichetta, una cosa che lui/lei non ha. Si troverà circondato da pregiudizi e solo poche persone riusciranno a comprenderlo/a per come è realmente. Con il passare dei giorni si accorgerà che le persone lo/la hanno accolto/a, solo per sentirsi importanti agli occhi della comunità e non perchè gli/le vogliano davvero bene. I pensieri del/della protagonista ci fanno capire come si può sentire una persona quando noi la giudichiamo senza sapere chi è davvero e ci fa capire anche tramite le poche amicizie che stringe come si sente una persona che non riesce ad esprimersi neanche quando vuole. Libro consigliatissimo per gli amanti della lettura, perchè sa tenere il lettore incollato alle pagine.