A me puoi dirlo

SUR, 2019
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Al reverendo, se ce l'avessi fatta a parlare, avrei potuto dire che ero un essere umano proprio come lui, mi mancavano solo certe cose che lui a quanto pare riteneva indispensabili - un passato, un ricordo del mio passato, un'origine - ma io non avevo niente di tutto ciò.
È domenica mattina in un paesino di provincia, gli abitanti si riuniscono in Chiesa per la consueta messa, ma c'è qualcosa di diverso dal solito: su una panca è accucciata, ancora dormiente, una persona. Sembra impossibile capire di chi si tratti. Non se ne conosce la provenienza, non si sa come sia giunta lì, non è chiaro se sia uomo o donna, non si sa se abbia una famiglia, quale sia il suo nome o se possieda dei documenti. 
Hilda e Steven, membri della comunità, decidono di ospitare Panca - così viene soprannominata per il luogo in cui è stata ritrovata - finché ne avrà bisogno, ma nel frattempo tutto il paese si preoccupa di indagare rispetto all'identità della nuova persona arrivata, soprattutto perché manca una sola settimana al Festival del Perdono, cerimonia che coinvolge tutta la comunità, sulla quale aleggia un alone di mistero. 
Scoprire chi sia Panca sembra divenire un'esigenza di tutti: c'è chi la sprona a disegnare, chi la coinvolge nelle attività del paese, chi prova ad occuparsi del suo stato di salute, chi racconta la propria storia sperando che prima o poi lei racconti o ricordi la propria. 
Panca è disorientata, frastornata e ricolma di dubbi: perché per gli altri è così importante risolvere l'enigma della propria identità prima del Festival del Perdono? Davvero per conoscere qualcuno è indispensabile avere tutte le informazioni che i membri della comunità cercano? 

Commenti

Avatar Hiba
20/01/2022 18:32
1E - Liceo Laura Bassi, Bologna
La storia di lacey (A me puoi dirlo) secondo me riflette molto sugli stereotipi e su tutti quelli che sono i “difetti" dell' essere imperfetto dell'uomo. Fa riflettere molto il dettaglio del personaggio in sé, ritrovato in una panca (per cui chiamato panca) che lascia spazio alla nostra immaginazione per interpretarlo secondo le nostre menti, nonché i nostri “standard"; infatti, secondo me panca è più un elemento che un personaggio, che interpreta il silenzio del vuoto, il “nulla" della comunità. Infatti, (oltre al fatto che a esso/a molti di quelli che facevano parte della comunità religiosa si sono confessati rivelando le loro preoccupazioni e segreti, tutto quello che pensavano) solo i membri più emarginati si potranno aprire a lei/lui. Racconto che riassume una parte molto triste e reale della vera società di oggi e come si comporterebbe con delle specifiche persone a secondo dei loro canoni, come il corpo può essere un soggetto tramite con cui si può comunicare.
Avatar Teoreda
17/01/2022 18:57
2B - IIS "Vittorio Bachelet", Oggiono
La storia di Panca mi ha fatto subito pensare a come per l'essere umano sia più importante cercare di dare un nome, un'identità, una "collocazione" ad una persona piuttosto che imparare a conoscerla così com'è. Mi ha molto colpito il finto perbenismo che ruota intorno a tutta la comunità. L' intento di portare Panca a confidarsi con loro e fidarsi di loro è solo un modo di capire di chi si tratta veramente, che tipo di persona è quella che è capitata nel loro villaggio. Anche la Festa del Perdono che sembrava essere un vero proprio culto religioso, alla fine si rivela essere solo un modo per far sì che i propri peccati vengano assolti, o sentirsi meno colpevoli.

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Avatar AliceContu
18/12/2021 08:06
2N - Liceo Scientifico “A.Pacinotti” di Cagliari
Il libro “A me puoi dirlo”, tratta di tematiche molto importanti, prima fra tutte la comprensione. Il/la protagonista non ha ricordi del suo passato, non sa né chi è né da dove proviene, sa solo che si sposta di continuo. Quando una notte va a dormire in una chiesa si sveglia con delle persone che la accolgono e si troverà una settimana circondata da persone che cercano di capirla all'inizio comprensivi, poi scocciati. Cercano di dargli/darle un'etichetta, una cosa che lui/lei non ha. Si troverà circondato da pregiudizi e solo poche persone riusciranno a comprenderlo/a per come è realmente. Con il passare dei giorni si accorgerà che le persone lo/la hanno accolto/a, solo per sentirsi importanti agli occhi della comunità e non perchè gli/le vogliano davvero bene. I pensieri del/della protagonista ci fanno capire come si può sentire una persona quando noi la giudichiamo senza sapere chi è davvero e ci fa capire anche tramite le poche amicizie che stringe come si sente una persona che non riesce ad esprimersi neanche quando vuole. Libro consigliatissimo per gli amanti della lettura, perchè sa tenere il lettore incollato alle pagine.