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Egli apparteneva agli umani, come tutti i cani appartengono ad essi. Le sue azioni erano loro, come il suo corpo era loro, per esser maltrattato, calpestato, e per tollerar tutto. Tale era la lezione che egli aveva rapidamente appresa. Fu una lezione dura, poiché contrariava tutto ciò che era forte e dominante nella sua natura; e mentre odiava questa schiavitù, senza saperlo apprendeva ad amarla. Era un collare il proprio destino nelle mani d'un altro, un sollevarsi dalle responsabilità dell'esistenza.
Zanna Bianca è figlio di una cagna mezzosangue e di un lupo. Unico sopravvissuto della cucciolata, deve immediatamente cimentarsi con il mondo circostante, quello delle terre selvagge dell'Alaska. Si tratta di un mondo duro e pieno di insidie: la morte non è una variabile ma una presenza costante dove il forte sopravvive e il debole muore. Una volta apprese le leggi brutali della natura, ecco che ci sono quelle più ambigue del rapporto con gli uomini. Zanna Bianca subirà una serie di apprendistati differenti: da Lupo Grigio apprende la legge del bastone e della sottomissione, tanto da rassegnarsi a rinunciare per sempre alla sua natura libera e selvaggia. Il secondo padrone, Smith Bellezza (soprannominato così per il suo orrendo aspetto), lo sevizia e umilia continuamente per incattivirlo e farlo diventare un cane da combattimento. Da lui Zanna Bianca impara la legge dell'odio e della violenza. Dall'ultimo padrone, Weedon Scott, un ingegnere minerario, apprenderà la legge dell'amore e della fiducia. L'ingegnere lo acquista da Smith Bellezza quando è ormai in fin di vita e con pazienza si prende cura prima della sua salute, poi delle ferite del suo spirito.

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