Un gioco da bambini
Feltrinelli, 2013
Traduzione di Franca Castellenghi Piazza
96 pagine
In un periodo di tempo che si calcola non superiore ai 20 minuti trentadue persone sono state spietatamente ma efficacemente trucidate.
Estate del 1988, documenti della polizia, atti giudiziari, video di sorveglianza e testimonianze formano un corposo fascicolo per indagare su una serie di misteriosi omicidi avvenuti nel Pangbourne Village. Ridente quartiere dove famiglie molto ricche vivono, una micro città condensata in villette a schiera, giardini curatissimi e dove l'ordine e la pulizia regnano incontrastati. Dopo il terribile massacro dove tutti gli adulti sono stati uccisi e i figli adolescenti scomparsi nel nulla, l'indagine inizia con una serie di ipotesi stravaganti fino quella che risulta essere la più irrazionale ma nello stesso tempo l'unica possibile: tutti i genitori sono stati uccisi dai loro figli. E allora l'investigatore deve capire il movente. Perché dove c'è il benessere e nessun atto criminale i ragazzi hanno reagito in questo modo? Cosa o chi ha fatto scattare la follia del gesto?
Commenti
21/03/2026 13:37
1E - Liceo "Laura Bassi", Bologna
Devo dire che "Un gioco da bambini" è un libro che mi ha lasciato un segno profondo. La storia è inquietante e mi ha fatto riflettere sulla natura dell'infanzia e sulla società moderna. Mi è piaciuto come l'autore avesse voluto creare un'atmosfera di tensione e di paura, e di come voleva usare i temi della violenza e della ribellione come se fossero in un mondo realistico. Decidere di usare i bambini come persone innocenti e allo stesso tempo capaci di fare azioni orribili è affascinante e mi ha fatto pensare a quanto poco conosciamo davvero l'infanzia e le sue crudeltà. Inoltre, mi ha fatto riflettere sulla nostra realtà. Questo libro potrò considerarlo come uno dei migliori che abbia letto, più che altro il thriller/psicologico è un genere che davvero mi attrae molto, e rispecchia qualche volta la mia personalità.