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Avevamo una casa su un albero, un grande olmo che sovrastava un terreno vuoto a Castel Rock. Oggi in quel lotto c'è una societa' di traslochi e l'olmo è scomparso. Progresso. Era una specie di circolo sociale, anche se non aveva nome. Eravamo cinque, forse sei, i fissi, più qualche altro di passaggio. Li facevamo salire quando c'era una partita a carte e avevamo bisogno di sangue fresco.
Quattro ragazzi passano la loro ultima estate insieme sulla casa sull'albero che hanno costruito da bambini, dove di nascosto giocano a carte, fumano e guardano giornaletti proibiti. La quotidianità viene inaspettatamente sconvolta dalla notizia che un loro coetaneo è scomparso all'interno del bosco, mentre cercava mirtilli selvatici, e che molto probabilmente lì è morto seguendo i binari della ferrovia. Anzi, i teppisti della banda di Asso hanno trovato il cadavere, ma non possono dirlo perchè lo hanno raggiunto dopo aver rubato un'auto. Così Gordie, Vern, Chris e Teddy decidono di partire all'avventura, sacco a pelo in spalla e nient'altro. Tanto di certo le loro famiglie non se ne preoccuperanno. Se all'inizio è solo la voglia di diventare gli eroi della città a muoverli, e la camminata lungo la ferrovia un gioco di fine estate, a poco a poco, con l'immersione nel bosco e l'avvicinarsi al corpo del povero ragazzo scomparso, capiscono che quel breve viaggio fatto di confessioni intime, momenti di terrore e sprazzi di gioia indimenticabile, rimarrà nelle loro memorie come il più importante della loro vita. Un racconto assolutamente imperdibile, anche per chi ha visto già il bellissimo film.

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