In Europa sono scomparsi più di quattrocentoventi milioni di uccelli in meno di trent' anni mentre cemento e asfalto avanzano di ottantamila ettari all' anno in paesi come la Francia. Oggi più che mai dovremmo ricordare questo proverbio indiano: «Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli».
Nicolas Vanier è un uomo attento, un regista che si preoccupa del mondo e che già nel 2004, con il film documentario Il Grande Nord, aveva portato all' attenzione del pubblico il rapporto uomo-natura attraverso i paesaggi della regione dello Yukon in Canada, ai confini con l' Alaska, un territorio minacciato dall' avanzata delle compagnie del legname. Qui invece si concentra su una vicenda diversa dove però c' è sempre una minaccia che incombe.Una specie di oca selvatica in via di estinzione, uno scienziato, un po' Konrad Lorenz, un ragazzino svogliato e viziato che si avvicina al piano strampalato ma geniale del padre. Insieme, uniti per la prima volta, decidono di compiere un' impresa impossibile: insegnare a uno stormo di oche selvatiche una nuova rotta migratoria, lontana dalle città industrializzate e inquinate, dai porti, dalle luci e dalle ombre del progresso, una rotta che possa dare loro una nuova vita senza essere più in pericolo. Per farlo però bisogna imparare a volare.

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