Norvelt. Una città noiosa da morire
EDT-Giralangolo, 2019
Traduzione di Alice Casarini
310 pagine
«Argh!» gridò. «Stavolta penso di averle proprio fuse». Tirò fuori le mani dalla pentola: effettivamente si stavano fondendo. Grumi di carne gialla e lucente le colavano sugli avambracci e schizzavano sul pavimento. «Oh Signore!» gridai, dimenandomi su e giù come uno scoiattolo terrorizzato. «Signorina Volker, cos' ha fatto?»
A Norvelt la vita scorre in modo piuttosto tranquillo. Di sicuro, Jack lo sa, non è il posto migliore in cui vivere per un tredicenne, tantomeno d' estate. È sempre una noia mortale. Le case, costruite tutte nello stesso modo, ricordano un po' quelle di Monopoli (ed è infatti una città costruita a tavolino come esperimento sociale) e i bizzarri personaggi che vi si aggirano si conoscono tutti e hanno un ruolo ben preciso nella comunità. La signora Volker per esempio, la vicina di Jack, si occupa di constatare i decessi e di scrivere i necrologi di tutti i morti della città. Ultimamente però l' artrite non le dà tregua e avrebbe tanto bisogno di un aiuto… Detto fatto. Jack è costretto ad andare da lei ogni volta che c' è bisogno. Per fortuna che è molto brava a raccontare storie, e starla ad ascoltare non è per niente male, soprattutto quando tira fuori aneddoti incredibili sulla storia americana. Dopo le prime settimane però i due iniziano a vedersi un po' troppo spesso: le vecchiette del paese muoiono una dopo l' altra, finché non resta soltanto la signora Volker. Cosa sta succedendo? Sarà una vittima o, come pensano i più, è lei l' assassina? Starà a Jack scoprire e dimostrare la verità.
Commenti
21/02/2023 17:29
2C - IC4 "Panzini", Bologna
Durante la lettura fai un po' di fatica a metterti in mente il contesto storico e il finale è un po' disordinato e veloce, del resto mi è piaciuta la trama e gli argomenti trattati, leggetelo de avete voglia di riempirvi il tempo.
06/01/2026 22:11
3C - IC "Manara Valgimigli", Mezzano (RA)
Il libro non mi ha coinvolto fin da subito. Inizialmente mi era sembrato il solito libro noioso che prendi a scuola, ma con il passare delle pagine mi sono ritrovata a ridere un sacco per tutte le situazioni assurde in cui finisce Jack, il protagonista del libro. La cosa che mi è piaciuta di più è che sembra tutto vero, anche quanto accadono cose totalmente fuori di testa (come quando Jack è andato a casa della signora Dubicki vestito da tristo mietitore per vedere se fosse deceduta). Il libro è ambientato nell'estate del 1962 e parla di un tredicenne Jack Gantos che abita a Norvelt, una città nata per dare un tetto alle famiglie povere, in cui non capita mai niente. Jack è la voce narrante e racconta tutte le vicende che accadono in quella città. Dopo che è stato messo in punizione, Jack va ad aiutare la signora Volker con il suo lavoro, ogni volta che lei ne ha bisogno. Il lavoro della signora Volker però è un po' "speciale", infatti lei scrivere necrologi. La signora è un personaggio particolare, sempre pronta a mettersi nei guai e quando a Jack arriva una chiamata da parte sua, lui sa già che è successo qualcosa. Mi è piaciuto il fatto che il libro riuscisse a parlare della storia degli Stati Uniti senza essere pesante. In generale, da metà della storia, il libro ti tiene incollata perchè non sai mai cosa succederà alla pagina dopo. Se qualcuno cerca una storia diversa dal solito, che fa ridere ma anche pensare, per me "NORVELT" è perfetto.
21/12/2025 19:06
3C - IC "Manara Valgimigli", Mezzano (RA)
Il libro non mi ha coinvolta molto. L'ho trovato lento e in alcuni punti anche noioso, proprio come dice il titolo. Non sono riuscita a entrare in empatia con i personaggi e la storia non mi ha lasciato molto. Forse può piacere a chi si ritrova in quel tipo di atmosfera, ma personalmente non mi ha appassionata.