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«Argh!» gridò. «Stavolta penso di averle proprio fuse». Tirò fuori le mani dalla pentola: effettivamente si stavano fondendo. Grumi di carne gialla e lucente le colavano sugli avambracci e schizzavano sul pavimento. «Oh Signore!» gridai, dimenandomi su e giù come uno scoiattolo terrorizzato. «Signorina Volker, cos' ha fatto?»
A Norvelt la vita scorre in modo piuttosto tranquillo. Di sicuro, Jack lo sa, non è il posto migliore in cui vivere per un tredicenne, tantomeno d' estate. È sempre una noia mortale. Le case, costruite tutte nello stesso modo, ricordano un po' quelle di Monopoli (ed è infatti una città costruita a tavolino come esperimento sociale) e i bizzarri personaggi che vi si aggirano si conoscono tutti e hanno un ruolo ben preciso nella comunità. La signora Volker per esempio, la vicina di Jack, si occupa di constatare i decessi e di scrivere i necrologi di tutti i morti della città. Ultimamente però l' artrite non le dà tregua e avrebbe tanto bisogno di un aiuto… Detto fatto. Jack è costretto ad andare da lei ogni volta che c' è bisogno. Per fortuna che è molto brava a raccontare storie, e starla ad ascoltare non è per niente male, soprattutto quando tira fuori aneddoti incredibili sulla storia americana. Dopo le prime settimane però i due iniziano a vedersi un po' troppo spesso: le vecchiette del paese muoiono una dopo l' altra, finché non resta soltanto la signora Volker. Cosa sta succedendo? Sarà una vittima o, come pensano i più, è lei l' assassina? Starà a Jack scoprire e dimostrare la verità.

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