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Avatar Shirley
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Nessuno, vedendo Catherine Morland da bambina, avrebbe mai immaginato che fosse destinata a diventare un'eroina. La condizione sociale, il carattere del padre e della madre, il suo stesso aspetto e temperamento: tutto era contro di lei.
Se ti piacciono le storie ambientate nell'Ottocento, i balli di società, i vestiti di pizzo, seta e merletti, le carrozze, i castelli, i complotti e gli amori impossibili... allora questo romanzo è per te.
Questa è la storia della giovane Catherine, che si trova in villeggiatura con amici di famiglia; non è particolarmente bella ma sembra avere un suo personale fascino tanto da attirare l'attenzione di due giovanotti: Henry Tilney e James Thorpe. Quest'ultimo è molto insistente nel voler sempre uscire a fare passeggiate o gite in calesse, ma sembra anche essere un vile bugiardo; Henry invece, dimostra un carattere gentile e comprensivo, sempre pronto a giustificare gli altri.
Agli antipodi, i due uomini affasciano in modi diversi Catherine, ma solo la visita a Northanger Abbey scioglierà i suoi mille dubbi. 

QUI puoi ascoltare l'audiolibro

Commenti

Avatar michelalombardi
14/01/2026 15:53
3ES - Liceo "Torricelli-Ballardini", Faenza (RA)
Northanger Abbey è un romanzo di Jane Austen che racconta il debutto in società di Catherine Morland, una ragazza di campagna di 17 anni, che viene invitata da amici di famiglia a trascorrere una vacanza a Bath. È proprio qui che conosce Isabella Thorpe, con la quale stringe subito amicizia, e il fratello James, il quale si innamora di lei. Catherine incontra inoltre i fratelli Eleanor e Henry Tilney. Quest'ultimo in particolare suscita in lei una grande ammirazione. Alla fine del suo soggiorno a Bath, la protagonista viene invitata dai Tilney a trascorrere qualche settimana con loro, nell' abbazia di Northanger. Durante questo soggiorno, Catherine impara a distinguere le persone buone da quelle opportuniste, quelle gentili da quelle arroganti, le amicizie vere da quelle false. Soprattutto, però, capisce che il mondo reale non è quello descritto nei romanzi, e che quindi è fondamentale imparare a separare la realtà e la finzione. Questo romanzo mi è piaciuto molto in quanto non è per nulla pesante da leggere, anzi ha catturato la mia attenzione sin da subito, essendo la trama molto ben sviluppata. Il mio timore iniziale, prima di cominciare la lettura, era quello di trovarlo un po' noioso, essendo un romanzo scritto agli inizi dell'800. Fortunatamente così non è stato, grazie ai colpi di scena che lo hanno reso accattivante, soprattutto nella parte finale. Ho molto apprezzato anche la varietà di personaggi: sono infatti presenti figure positive, come i fratelli Tilney, ma anche figure negative, quasi tossiche, come i fratelli Thorpe. L'ultimo aspetto di questo libro che mi è piaciuto molto sono i numerosi discorsi indiretti liberi, che l'autrice utilizza per dare voce ai pensieri di Catherine e che mi hanno permesso di capire e conoscere meglio la protagonista. In conclusione, mi sento di consigliare questo romanzo a tutti gli amanti dei classici che sono alla ricerca di una lettura piacevole e leggera.
Avatar Anna_Bresciaa
06/01/2026 20:52
2ASA - Liceo "Andrea Maffei", Riva del Garda (TN)
Questo libro, ambientato tra il '700 e l''800, racconta la breve storia di una ragazza di 17 anni che, in tre mesi lontana dalla sua famiglia, esplora nuovi luoghi e incontra nuove amicizie. “Non c'è nulla che non farei per chi mi è veramente amico. Non so cosa significhi amare la gente a metà, non è nella mia natura. I miei affetti sono sempre eccessivi“. Queste sono le sagge parole dette alla protagonista, Catherine, dalla signorina Thrope, quella che sembra essere la perfetta amica: forte, affettuosa, aggraziata, elegante, ma un po' testarda. Tuttavia, andando avanti a leggere, si scopre in realtà una persona "tossica", falsa e manipolatrice. Questo personaggio mi ha colpito molto per la sua doppiezza, all'inizio impercettibile, anche perché l'autrice ha giocato molto su questo, narrando varie scene da cui pian piano si capisce lo sviluppo del personaggio. Parlando invece della protagonista, Catherine, è la rappresentazione pura dell'ingenuità, della curiosità e della dolcezza, che si possono notare per tutta la durata della narrazione, difatti è sempre molto cortese, anche se abbastanza paranoica, per via delle sue supposizioni bizzarre sul conto del generale Tilney. Si può, quindi, dire che è un personaggio piuttosto statico per quanto, continuando a leggere, ci si possa calare nei suoi panni e capire meglio come evolvono i suoi sentimenti e pensieri. “Lascio stabilire da parte di chi possa essere interessato, se la tendenza di quest'opera sia a raccomandare la tirannia dei genitori o a ricompensare la disobbedienza dei figli”. Questa è la chiusura del libro e l'autrice, che per tutto il racconto ha sempre usato un po' di ironia o citazioni di altri libri, lascia scegliere a noi come vogliamo interpretarlo… Penso che inseguire il proprio amore sia fondamentale.
Avatar tonnoonfire
06/01/2026 16:38
1BL - Liceo "Andrea Maffei", Riva del Garda (TN)
Non ero sicura se iniziare questo libro, avevo paura fosse il solito romanzo classico un po' pesante, invece mi sono ricreduta. Secondo me è uno di quelli che va scoperto piano piano e la prima cosa che viene scoperta è la protagonista. Catherine è una ragazza sincera, spontanea che spesso viene presa per ingenua. A volte riuscivo ad immedesimarmi in lei: quella sensazione di voler vedere misteri ovunque, di sperare che la realtà sia un po' più speciale di ciò che in realtà è. Mi sono riconosciuta tantissimo in lei e nel suo modo di farsi mille film mentali, mentre leggevo provavo un mix di tenerezza e imbarazzo, come se riuscissi a vedermi nelle sue azioni. Ci sono stati momenti in cui mi sentivo curiosa, quasi agitata, l'atmosfera dell'abbazia mi dava dei brividi leggeri, non paura vera e propria, ma dei piccoli brividi. Poi però arrivavano delle scene che mi facevano sorridere. Ho percepito della Austen un pizzico di ironia e un modo di prendere in giro le esagerazioni, ma anche scene che mi facevano sorridere in modo tenero, come il finale. Altre però mi hanno fatto sentire frustrata, perché vedevo la protagonista fare delle cose assurde, avrei tanto voluto dirle di rimanere calma e che ciò che pensava non era vero. Alla fine c'è stata una strana emozione, un incrocio tra dolcezza e malinconia, la stessa emozione che provo quando finisco di fare una cosa che mi ha accompagnata per tanto tempo e che non mi ha lasciata da sola, ma mi ha fatto provare qualcosa di vero. Il libro mi è piaciuto tanto perché ho capito il modo in cui la Austen mi ha fatto vedere come sia facile e bello confondere realtà con fantasia Lo consiglio a chi si emoziona facilmente, a chi piace sognare e chi cerca un romanzo non solo pieno di amore, ma di crescita e di un po' di mistero.
Avatar CamillaM
10/01/2026 15:02
1A - Liceo "Andrea Maffei", Riva del Garda (TN)
L'abbazia di Northanger di Jane Austen racconta la storia di Catherine Morland, una ragazza molto curiosa che ama leggere romanzi gotici e dalla quale è talmente influenzata che inizia ad interpretare ogni aspetto dell'abbazia di Northanger, nella quale è ospitata, in maniera cupa. Il secondo personaggio principale è Henry Tilney, un giovane pastore anglicano che vive nell'abbazia di Northanger. Le loro strade si incontrano quando, entrambi trasferitisi a Bath per 6 settimane, si innamorano l'uno dell'altra ma ad ostacolare Catherine ci sono state diverse circostanze tra cui i fratelli Thorpe: Isabella, con cui Catherine aveva stretto una grande amicizia ma che poi si è rivelata opportunista, e John che era innamorato di Catherine la quale però lo trovava particolarmente vanitoso, bugiardo ed invadente. I due credevano che Catherine e suo fratello James Morland fossero ricchi e il loro interesse tanto insistente era dovuto a questa convinzione. Dopo aver scoperto che la realtà non corrispondeva alle loro aspettative si allontanarono facendo venire a galla i loro scopi opportunisti. La storia continua narrando le varie disavventure degli innamorati i quali, alla fine, riusciranno a sposarsi. Questa storia mi è piaciuta molto perché unisce una storia d'amore e le tipiche usanze ed abitudini della società ottocentesca, raccontate in modo naturale dal momento che il libro venne pubblicato nel 1818, quindi nella stessa epoca in cui è ambientato il racconto. E' un romanzo che consiglierei sicuramente a chi ama le storie d'amore ottocentesche e a chi non ama le letture troppo pesanti poiché è una narrazione abbastanza leggera ma mai superficiale.