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«Non capivo l'interesse di dire in francese o in cinese che mi chiamavo come mi chiamavo e che avevo l'età che avevo. Gli argomenti che mi interessavano riguardavano piuttosto il numero di peli della processionaria o il modo in cui è articolata una zampa di rana. Le lezioni di piano mi assopivano. Ho sempre suonato con lo stesso trasporto di un carillon. Le lezioni di danza furono catastrofiche. Ero spigliata ma senza grazia. Nel giro di due mesi M.lle Legros non sapeva più che fare di me. Sarei potuta essere un ragazzino accettabile, ma come ragazzina ero esasperante.»
Londra, Ottocento. Charity non deve dare nell'occhio, non deve fare rumore, deve essere invisibile, come ogni bambina beneducata che si rispetti. Le importa poco in realtà, perché Charity è una sognatrice, piena di interessi e di passioni. Alleva e studia animali di ogni tipo, è interessata ai funghi e alle persone che la circondano, e manifesta un talento sorprendente per la pittura. Per le convenzioni dell'epoca è di certo una ragazza strana, ma quando compie sedici anni, la sua eccentricità non può, e non deve, impedirle di realizzare l'obiettivo primo di ogni ragazza: trovare marito, diventare moglie e donna di casa, niente di più. Charity però non è come le altre ragazze: è coraggiosa e determinata, disposta a tutto pur di realizzare i suoi sogni e soprattutto pronta a combattere per essere se stessa. Allora, eccola abbattere convenzioni sociali a testa alta, orgogliosa di essere una scrittrice e un'amica leale, orgogliosa di essere Charity.

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