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L'oggetto è lungo una quarantina di centimetri, largo una trentina e alto circa la metà. Lei lo vuole subito e non soltanto perché è magnifico. Lo vuole perché è suo. Come se fosse qualcosa di molto prezioso, molto amato, perduto da così tanto tempo al punto da essersene dimenticata, ma ormai ritrovato. Come se le fosse appartenuto in un'altra vita, quando era una principessa o roba del genere. «Che cos'è?» chiede con un filo di voce. «Una scatola dei bottoni. La tua scatola. Guarda.»
È l'estate del 1974 e Gwendy ha una missione: arrivare in prima media in piena forma fisica. È stanca di essere continuamente presa in giro per il suo peso e così ogni mattina sale correndo i 405 gradini della Scala del Suicidio, un luogo dove anni prima è accaduto un fatto terribile. Corre e corre e corre, ma un giorno qualcosa di strano accade. Un uomo vestito con un lungo cappotto nero le si avvicina, si presenta in modo affabile: è Mr Farris e ha un regalo per lei. Un oggetto che da subito in Gwendy scatena il desiderio, una scatola bellissima fatta di mogano, sicuramente preziosa, che contiene dei bottoni colorati e ai lati ha due levette. L'uomo dona alla ragazzina la scatola ma lei deve stare molto attenta a non schiacciare mai i bottoni mentre può tranquillamente mangiare i cioccolatini che, spingendo una levetta, la scatola elargisce.Ma cosa accadrebbe se un giorno, magari per sbaglio, Gwendy schiacciasse un bottone? E perché sono soltanto sette? Perché lei? In fondo non si è mai sentita speciale. Da quel giorno la sua vita comincia a girare per il verso giusto, ma tutto ha un prezzo e Gwendy comprende molto presto che il destino del mondo è nelle sue mani.

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