2019 - 2020

Xanadu

2019 - 2020

La frontiera

Alessandro Leogrande

Feltrinelli, Italia, 2015


Le regole del viaggio 1) Non mettersi mai in viaggio con fratelli, mogli, fidanzate, genitori. 2) Condividere solo con gli amici più stretti, una o due persone, l'intenzione di partire. 3) Il giorno della partenza non salutare le persone care. 28) Non guardarsi indietro

Alessandro è ai primi anni di università quando inizia ad insegnare italiano come volontario in una scuola per immigrati. Diventa amico di Shorsh, e sul suo passato sa solo che è curdo, e che è scappato da una situazione difficile. Una sera lo invita a cena nell'appartamento che divide con altri studenti, e Shorsh gli fa vedere un video amatoriale che conserva come un tesoro. Per Alessandro è uno shock, e l'inizio di un percorso che diventerà per sempre ossessione e impegno quotidiano, senza tregua: sullo schermo compare una cittadina senza vita, con cadaveri ovunque. Donne, uomini, bambini, mucche, cavalli. Scoprirà di cosa si tratta, e quando l'amico curdo sparirà nel nulla, così come era arrivato, inizierà la sua ricerca.

Da quel giorno, e per tutti i giorni della sua vita, Alessandro Leogrande mette al centro le vite degli altri, dei profughi di ogni sud ed est, intervista, studia, viaggia per capire, e racconta su giornali, riviste, libri, perché tutti abbiano la possibilità di non sfuggire di fronte alle tragedie della nostra epoca.

In questo libro inchiesta passa, attraverso le esperienze di giovani profughi, dal Darfur alla Libia a Lampedusa, dall'Eritrea ai tremendi viaggi sul Mar Mediterraneo di cui anche noi siamo silenziosi e distratti testimoni.

Alessandro Leogrande in questo libro racconta la grande verità sull'immigrazione. Un libro da leggere soprattutto in questo momento storico, in cui se ne parla ma se ne parla male, lasciando vuoti, raccontando bugie, considerando, troppo spesso, chi raggiunge il nostro paese, anche solo di passaggio, un numero. Leogrande in "La frontiera" non parla di numeri ma rappresenta dei volti, racconta le storie di donne, uomini e bambini di ogni età che hanno affrontato un lungo viaggio per scappare dalla propria terra, lasciando o perdendo la propria famiglia lungo la strada. Strada che gli ha riservato dolore ed esperienze inenarrabili per quanto disumane. L'autore,inoltre, mette gli italiani davanti ai propri errori, davanti alle proprie responsabilità storiche ed attuali, davanti alla grande indifferenza e al silenzio che avvolge i morti.

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Ferite aperte

La frase che ti è piaciuta di più

“Più che la violenza, ricordo il terrore della violenza, il terrore che ogni notte potessero capitarti le cose peggiori che vedevi fare agli altri."

La musica che metteresti come colonna sonora

Ivano Fossati "Mio fratello che guardi il mondo"

Cosa pensi della copertina? Vuoi mandare un messaggio all’editore che l’ha scelta?

Credo rappresenti molto bene l'idea e le emozioni che scaturiscono dalla lettura.

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Un viaggio verso la vita


In questo libro l’ autore Alessandro Leogrande cerca di fare un po’ di chiarezza su un argomento molto delicato che negli ultimi anni e’ sempre sulla bocca di tutti: l’ arrivo in Europa di molti migranti, spesso irregolari che scappano da stati totalitari, da torture, da guerre sanguinose. Per farlo, pero’ devono riuscire ad oltrepassare il confine tra due mondi, la Frontiera che l’ autore definisce “Una lingua lunga chilometri e spessa anni, un solco che attraversa la materia e il tempo.”
La cosa che ci e’ più’ difficile capire secondo me e’ il fatto che la maggior parte dei migranti che sbarcano sulle costa italiane non hanno nessuna intenzione di fermarsi nel nostro Paese, ma l’ Italia risulta solo essere una delle numerose tappe che i migranti devono superare per arrivare nei paesi del Nord Europa, nel viaggio che li può condurre alla salvezza, come alla morte. In conclusione questa storia mi ha molto affascinato e mi ha inoltre fornito numerosi spunti di riflessione.

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Il grande Viaggio

La frase che ti è piaciuta di più

“Subito dopo un naufragio il dibattito europeo si sposta sulla necessita di “fermare i viaggi per fermare le stragi”. Non quindi rimuovere le cause per le quali centinaia di persone muoiono ogni anno, ne’’ tantomeno cercare di studiarle. Ma solamente a bloccare i viaggi.”

La musica che metteresti come colonna sonora

Non saprei

Cosa pensi della copertina? Vuoi mandare un messaggio all’editore che l’ha scelta?

Penso che la copertina sia azzeccata, poiché’ uno dei protagonisti di questo libro e’ il mare.

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Un libro interessantissimo che fa capire meglio le migrazioni di massa, che siano economiche o politiche.


“La frontiera” di Alessandro Leogrande è un libro a mio parere molto ben documentato sul tema delle immigrazioni.
Qui l’autore racconta attraverso interviste a persone sopravvissute al duro viaggio verso l’Europa, le cause della voglia dei profughi di lasciare il loro paese e tutte le violenze che hanno dovuto subire durante il viaggio.
Secondo me questo libro è particolarmente adatto a persone che vogliono imparare delle cose in più su questo argomento poiché ne vengono esposte davvero tante.

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Testimonianze di vita e di morte

La frase che ti è piaciuta di più

E’ la frontiera.
Per molti è sinonimo di impazienza, per altri di terrore. Per altri ancora coincide con gli argini di un fortino che si vuole difendere. Tutti la mettono in cima alle altre parole, come se queste esistessero unicamente per sorreggere le frasi che delineano le sue fattezze.
La frontiera corre sempre nel mezzo. Di qua c’è il mondo di prima. Di là c’è quello che deve ancora venire, e che forse non arriverà mai.

La musica che metteresti come colonna sonora

Knocking on heavens door - Bob Dylan

Cosa pensi della copertina? Vuoi mandare un messaggio all’editore che l’ha scelta?

La copertina rappresenta un uomo intento a guardare verso l’orizzonte la frontiera che ha appena passato

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I racconti dei profughi sopravvissuti al duro viaggio


“La frontiera” di Alessandro Leogrande è un libro a mio parere molto ben documentato sul tema delle immigrazioni.
Qui l’autore racconta attraverso interviste a persone sopravvissute al duro viaggio verso l’Europa, le cause della voglia dei profughi di lasciare il loro paese e tutte le violenze che hanno dovuto subire durante il viaggio.
Secondo me questo libro è particolarmente adatto a persone che vogliono imparare delle cose in più su questo argomento poiché ne vengono esposte davvero tante.

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Testimonianze di vita e di morte

La frase che ti è piaciuta di più

E’ la frontiera.
Per molti è sinonimo di impazienza, per altri di terrore. Per altri ancora coincide con gli argini di un fortino che si vuole difendere. Tutti la mettono in cima alle altre parole, come se queste esistessero unicamente per sorreggere le frasi che delineano le sue fattezze.
La frontiera corre sempre nel mezzo. Di qua c’è il mondo di prima. Di là c’è quello che deve ancora venire, e che forse non arriverà mai.

La musica che metteresti come colonna sonora

Knocking on heavens door - Bob Dylan

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La copertina rappresenta un uomo intento a guardare verso l’orizzonte la frontiera che ha appena passato

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I racconti dei profughi sopravvissuti al duro viaggio


dal libro ho capito che la parola viaggio per noi equivale a: lavoro, vacanza; relax
ma per molte persone questa stessa parola sta per: nuova vita, pericolo, possibilità di morte.

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il viaggio della vita

La frase che ti è piaciuta di più

"La frontiera. Per molti è sinonimo di impazienza, per altri di terrore. Per altri ancora coincide con gli argini di un fortino che si vuole difendere. Tutti la mettono in cima alle altre parole, come se queste esistessero unicamente per sorreggere le frasi che delineano le sue fattezze. La frontiera corre sempre nel mezzo. Di qua c'è il mondo di prima. Di là c'è quello che deve ancora venire, e che forse non arriverà mai."

La musica che metteresti come colonna sonora

"esseri umani" Marco Mengoni

Cosa pensi della copertina? Vuoi mandare un messaggio all’editore che l’ha scelta?

l'immagine di copertina per me rappresenta a pieno il tema del testo sopratutto il fatto che l'uomo guardi verso l'orizzonte

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il libro d'attualità


Alessandro Leogrande nel suo romanzo descrive una realtà molto attuale: i viaggi dei profughi che, al loro arrivo nella nostra penisola, vengono mandati via. Noi li mandiamo via. Le vicende riportate sono terribili, ma assolutamente reali; sono vicende che bisogna conoscere ad ogni costo, per contrastare quell' idea di "invasori" che abbiamo degli immigrati; essi sono solamente vittime di soprusi e di ogni tipo di violenza che, in un certo senso, siamo stati noi italiani a causare.
L'autore vuole comunicare un messaggio che possa entrare nella coscienza di tutti e lasciarvi un segno. Per fare ciò descrive le situazioni per come sono, senza censurare nulla, in modo che noi lettori possiamo accorgerci realmente di ciò che ci accade intorno, senza alcuna mediazione. E' questo ciò che mi è piaciuto maggiormente del libro: il voler raccontare la realtà per quella che è.

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Le leggi del viaggio

La frase che ti è piaciuta di più

" Il colonizzato è un perseguitato che sogna continuamente di diventare persecutore"

La musica che metteresti come colonna sonora

"Pane e coraggio" di Ivano Fossati

Cosa pensi della copertina? Vuoi mandare un messaggio all’editore che l’ha scelta?

L'immagine in copertina è perfetta: la figura di un profugo su un barcone, voltato indietro a guardare la linea immaginaria che ha appena attraversato, quella linea che l'autore chiama "frontiera".

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Il viaggio infinito per attraversare la frontiera che noi europei abbiamo creato.

Se ti va scrivi un messaggio all'autore. Chissà, magari riusciamo a mandarglielo

Signor Leogrande,
La ringranzio per avermi fatto conoscere un mondo di cui non sapevo quasi nulla, di avermi aperto gli occhi davanti ad una realtà che non mi era possibile vedere, di avermi permesso di scoprire tutta la verità, senza nascondere nulla.


L'argomento trattato è interessante ma non mi piace come è scritto il testo. Dedicando un capitolo ad ogni testimonianza e tragedia sembra infatti che l'autore stia stendendo un elenco senza alcun riguardo per l'argomento trattato.

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Le principali tragedie dei migranti

La frase che ti è piaciuta di più

Gli chiedo, a bruciapelo se ora che ha la cittadinanza italiana, a tanti anni di distanza dal primo viaggio verso l'Europa gli capiti ancora di ricordare le sue tappe.
Non ci pensa quasi più, ormai. Gli capita solo se ne parla con qualcuno, come me adesso, ma questo non accade mai in famiglia: i figli, anche quelli più grandi, non gli hanno mai chiesto come abbia fatto ad arrivare in Italia.

La musica che metteresti come colonna sonora

Nowhere man - Beatles

Cosa pensi della copertina? Vuoi mandare un messaggio all’editore che l’ha scelta?

La copertina non trasmette alcun messaggio, cosa che invece sarebbe dal mio punto di vista necessaria visto l'argomento trattato dal libro.

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Testimonianze di migranti provenienti da varie parti del mondo sul loro viaggio verso una vita

Se ti va scrivi un messaggio all'autore. Chissà, magari riusciamo a mandarglielo

Gentile signore,
Non posso dire di avere apprezzato come lei abbia trattato l'argomento. Penso infatti che dedicando un capitolo ad ogni testimonianza o tragedia lei abbia in qualche modo sminuito il contenuto del libro.