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«Che razza di mondo è, pensò Cora, quello in cui una prigionia perenne è il tuo unico rifugio? Era libera dalla schiavitù o ancora sotto il suo giogo: come descrivere la situazione di una fuggiasca? La libertà era qualcosa che cambiava forma mentre la si guardava, così come un bosco è fitto di alberi visto da vicino ma dall'esterno, da un campo aperto, se ne vedono i veri limiti.»
Cora è figlia di Mabel, l'unica donna a essere riuscita a fuggire dalle piantagioni di cotone della Georgia senza lasciare traccia. Siamo negli Stati Uniti schiavisti della segregazione razziale più feroce, un posto nel quale anche solo immaginare bianchi e neri con uguali diritti all'interno della società è pura utopia. Cora è determinata e coraggiosa e non riesce a piegarsi al suo destino; qualcuno l'aiuta e le rivela che c'è una ferrovia segreta che può condurre dagli stati del Sud a quelli abolizionisti del Nord, un viaggio verso la libertà. Qual è il prezzo da pagare? Si può davvero fuggire senza lasciare tracce? C'è un'altra America che, da soli, si può raggiungere?

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