Ti è piaciuto?
Appoggiato alla parete di fondo, sedeva Oogruk. A colpo d'occhio, non era facile stabilire dove finisse il fumo e dove iniziasse l'uomo. Era completamente nudo, se non per un perizoma, e la pelle era dello stesso colore del fumo: un marroncino intenso e untuoso. I capelli, che avrebbero dovuto essere bianchi, non solo avevano preso il colore del fumo anch'essi, ma sembravano ormai parte stessa del fumo che veniva sprigionato dalla lampada. 
Russel vive in Alaska, in una casa ricevuta dal governo, con il padre. Da qualche giorno però si sente strano, è come se non riuscisse a trovare un senso alla propria vita, al proprio futuro.
Il padre allora gli consiglia di rivolgersi al vecchio Oogruk, anziano saggio e sciamano del suo villaggio.
Per entrare nella casa del vecchio Russel deve aggirare la muta di cani da slitta che il vecchio possiede, cani robusti ma molto grassi perché inattivi. Dentro, attaccati alla parete, ci sono gli arpioni e le lance per la caccia alla foca. Su alcuni chiodi ci sono appesi archi, faretre, piccole sculture di avorio e capi di vestiario in pelle. L'ambiente è illuminato da una lampada a olio di foca, che ha ricoperto di fumo giallognolo i vetri e le pareti di casa. In questo ambiente, poco luminoso e con un'atmosfera soprannaturale, il vecchio inizia a raccontare del passato e delle usanze del proprio popolo. Russel ascolta il vecchio per molto tempo, e in certi momenti cade in trance. Al termine del racconto Russel ha capito chi vuole essere, come vuole vivere. Esce dalla casa del vecchio, vestito con le pelli trovate attaccate alla parete, prende le armi, la slitta, ci attacca la muta di cani, e inizia il suo viaggio verso Nord.

Commenti

Avatar cocco
22/03/2026 16:20
1ASA - Liceo "Andrea Maffei", Riva del Garda (TN)
Nel libro la “Canzone dei ghiacci” è uno dei pochi libri che ho voluto continuare a leggerlo volentieri, non essendo una grande lettrice. La cosa che mi ha colpito subito e ho apprezzato molto è stato il coraggio del protagonista, Russel Susskit nel voler seguire una strada diversa. Non mi sarei aspettata che un adolescente si sarebbe interessato a riscoprire le proprie origini, quindi a non seguire la “massa”, cioè l'essere moderni. In un mondo in cui quasi tutti sembrano di aver dimenticato le proprie tradizioni, lui sceglie di fermarsi e capire davvero chi è. Mi ha incuriosito anche perchè mi sono ritrovata in lui. Vivo in un paese diverso dal mio paese di origine, per questo ho compreso il desiderio di interessarsi e scoprire di più delle proprie origini e tradizioni. Per questo il libro mi ha fatto riflettere sull'importanza di mantenere le proprie radici, perché conoscere le proprie origini vuol dire anche conoscere una parte di se stessi. In più non avevo all'inizio capito bene cosa volesse dire la parola “ canzone" nel titolo, La canzone dei ghiacci, ma leggendo il libro poi ho capito che per canzone intende dire il “canto” personale di Russel, cioè la ricerca della sua identità. Ho trovato anche interessante il ruolo della natura nel libro, non era solo uno “sfondo” ma proprio un ostacolo ( come un personaggio) per il protagonista, che ha dovuto affrontare freddo e paesaggi selvaggi ( per raggiungere il nord alaska). Consiglierei questo libro a chi come me, adoloscente, non è un grande lettore, visto che il lessico è molto comprensibile e scorrrevole. In più a chi ama i libri di avventura, un pò più diversi dal solito, e libri ambientati nella natura.
Avatar Alessandro-11
21/03/2026 13:22
1A AFM - IIS "Vittorio Bachelet", Oggiono (LC)
"La Canzone Dei Ghiacci" è un libro scritto da Gary Paulsen. Il protagonista è Russel un ragazzino nato in Alaska che non ama le innovazioni tecnologiche ma vuole riscoprire il vero stile di vita degli "anziani" del villaggio. La prima parte del libro è dedicata alle spiegazioni dei "canti" che il vecchio Oogruk insegna al ragazzo. La seconda parte racconta il viaggio in solitudine intrapreso da Russel alla ricerca di se stesso. il libro mi è piaciuto, la lettura veloce e scorrevole lo rende appassionante e avvincente. Lo consiglio a chi ama la natura e le descrizioni dettagliate dei paesaggi e degli animali del Nord.
Avatar edoardo_2819
22/03/2026 15:37
1C AFM - IIS "Vittorio Bachelet", Oggiono (LC)
A me questo libro è piaciuto molto perché ti fa capire quanto sia importante seguire quello che senti dentro. Mi è piaciuto vedere Russel affrontare il freddo e le difficoltà senza arrendersi, e come piano piano scopre chi è davvero. La storia ti fa anche capire che rispettare la natura e le tradizioni può aiutarti a crescere e a capire meglio te stesso.
Avatar rizziv
25/03/2026 21:18
2A - ISISS "Galilei-Bocchialini", San Secondo Parmense (PR)
Questo libro è un romanzo d'avventura ambientato nei paesaggi estremi dell'Alaska, uno dei posti più freddi e inospitali del mondo. Il protagonista è un ragazzo che si ritrova da solo a dover affrontare una natura selvaggia, gelida e bellissima, ma che non perdona il minimo errore. È un racconto di sopravvivenza pura. Il ragazzo non ha con sé tecnologie moderne o aiuti: ha solo la sua forza di volontà e deve imparare in fretta come non morire congelato o di fame. Questo libro mi è piaciuto tantissimo e mi ha sorpresa per la sua potenza. Mi ha colpito come una storia così essenziale riesca a farti sentire piccolo davanti all'universo, ma allo stesso tempo ti faccia scoprire quanta forza abbiamo dentro quando siamo messi alle strette. È una lettura che ti isola completamente dal caos quotidiano e che ti regala un senso di libertà incredibile. Perciò lo consiglio vivamente!
Avatar Xing_kk
20/03/2026 23:22
1E - Liceo "Laura Bassi", Bologna
C'è un ragazzo, Russel, che vive in Alaska e ne ha piene le scatole del mondo moderno, dei motori e del rumore. Decide che ne ha abbastanza della sua vita a suo parere insoddisfacente, si prende una muta di cani da slitta e scappa nel nulla più totale per ritrovare le "vecchie tradizioni". Se ti piace l'idea di stare da solo al freddo con dei cani invece che in mezzo alla gente rompiscatole, è il tuo libro. È un libro molto tranquillo, a mio parere all'inizio non prende molto il lettore, ma è solo questione di tempo. È perfetto se hai bisogno di staccare il cervello e vuoi sentire un po' di silenzio, almeno tra le pagine. Russel è uno che non parla molto, ma fa i fatti. Mi è piaciuto, ma non è il tipo di libro che leggerei generalmente.
Avatar smonti
11/03/2026 08:25
2A CAT - ITS "Camillo Morigia - Luigi Perdisa", Ravenna
“La canzone dei ghiacci” è un libro scritto dallo statunitense Gary Paulsen. Il romanzo d' avventura parla di un ragazzo quattordicenne che vive nelle valli della tundra siberiana, e che intraprende un viaggio per riscoprire se stesso, e per abbandonare la sua popolazione che pian piano si sta modernizzando. Il testo presenta diversi dialoghi, e alcune volte la storia si sofferma su alcuni particolari; È abbastanza scorrevole con alcune parti più lente, e altre più veloci. Mi è piaciuto molto, e lo consiglierei a chi vuole scoprire storie nuove e a chi ama la natura, ma anche a chi si sente sperduto e vuole abbandonare questo mondo che va “troppo veloce”.
Avatar bruno2025
27/01/2026 13:23
1EE - ITS "Alfredo Oriani", Faenza (RA)
La canzone dei ghiacci mi è piaciuto molto perché è un libro semplice ma coinvolgente.Non ha troppe pagine e quindi non ti annoia mentre lo leggi. la storia non è noiosa e scorre veloce. In alcuni punti ti fa anche venire voglia di continare a leggere. Lo consiglio perché si legge facilmente ed è interessante.
Avatar Sofia_Simonucci
25/01/2026 21:06
1E - Liceo "Laura Bassi", Bologna
“La canzone dei ghiacci" è un libro di Gary Paulsen, pubblicato nel 2025 da Il Battello a Vapore (Piemme). Questo libro mi ha colpita molto per l'atmosfera che riesce a creare: fredda, silenziosa, ma allo stesso tempo piena di emozioni. Anche se all'inizio pensavo fosse solo una storia d'avventura, andando avanti ho capito che è molto di più. Parla di crescita, di identità e del bisogno di trovare il proprio posto nel mondo. Ho apprezzato tantissimo il fatto che il protagonista non sia un eroe perfetto, ma un ragazzo pieno di dubbi, che però ha il coraggio di affrontare la solitudine e le difficoltà per capire chi è davvero. Il suo rapporto con i cani, con la natura e con se stesso mi ha fatto riflettere. Il ritmo non è sempre veloce, ma credo sia giusto così, perché ti fa entrare nella mente del protagonista. A volte mi sono sentita anch'io “fuori dal mondo”, come lui in mezzo ai ghiacci. In generale è un libro che consiglio a chi non ha paura di leggere qualcosa di più profondo e introspettivo, anche se ambientato in una realtà molto diversa dalla nostra.
Avatar simone_quadalti
17/01/2026 19:31
3ES - Liceo "Torricelli-Ballardini", Faenza (RA)
Il libro ha come protagonista Russel Susskit, nato e cresciuto in un'Alaska piena di innovazioni tecnologiche e nuove culture che sono andate a rivoluzionare lo stile di vita degli indigeni, a volte positivamente, mentre altre volte negativamente. Il protagonista esprime il suo disprezzo fin da piccolo per questi nuovi aspetti della vita alaskana, tendendo a favorire le vecchie tradizioni, di cui aveva sentito solo storie dal padre. Durante un colloquio con l'anziano del villaggio, Oogruk, capisce che il desiderio che tanto cercava nella sua vita vuota è quello di avere un canto tutto suo, ovvero un elemento che contraddistingue chi lo possiede. Russel decide quindi di intraprendere un viaggio verso nord, con una slitta e i cani dell'anziano, seguendo gli antichi insegnamenti in cerca di una riconnessione con la natura selvaggia. Ho trovato il libro molto interessante e mirato a ragazzi della nostra età, grazie ai temi della crescita personale e del cercare un proprio posto nella società, o nel caso del protagonista, nel mondo. Inoltre ho apprezzato molto le descrizioni dettagliate delle azioni e degli ambienti, spesso descritti nei minimi dettagli, tuttavia non in maniera esaurente: infatti l'atmosfera creata dalle parole mi ha portato spesso ad immaginare con lucidità l'ambiente idealizzato. Una lettura piacevole e scorrevole, facile da comprendere e molto interessante.
Avatar emily_
07/01/2026 16:20
1A - Liceo "Andrea Maffei", Riva del Garda (TN)
Il libro mi è piaciuto abbastanza; l'argomento è interessante e ho potuto scoprire come vivevano delle persone diverse da me. Il finale è molto aperto e non mi ha convinta del tutto, perché avrei voluto saperne di più. La scrittura è scorrevole e si legge in fretta. Ho trovato questa storia ricca di descrizioni dettagliate e diversa dai generi che leggo solitamente.
Avatar GiCaz
05/01/2026 12:17
1C AFM - IIS "Vittorio Bachelet", Oggiono (LC)
Questo libro mi è piaciuto molto perchè non è solo una storia di avventura, ma parla soprattutto di crescita e ricerca di sé stessi. Russel è un ragazzo di quattordici anni (come me) che si sente fuori posto in un mondo che cambia troppo in fretta. Un aspetto che mi ha colpito è il contrasto tra Russel e suo padre: il padre accetta la modernità, mentre Russel prova fastidio per la perdita delle tradizioni. Questo conflitto fa capire quanto sia difficile, soprattutto per noi adolescenti, sentirsi divisi tra ciò che ci viene imposto e ciò che sentiamo davvero nostro. Il viaggio di Russel con la slitta e con i cani non è solo un'avventura fisica, ma un vero percorso di crescita. Russel affronta il freddo, la fame, la fatica e soprattutto la solitudine: costretto a fare affidamento solo su sé stesso e sui cani, impara a prendersi delle responsabilità e a fidarsi del proprio istinto. Nel silenzio dei ghiacci Russel trova la sua “canzone”, cioè la sua voce interiore, la sua identità. È una storia che mi ha fatto molto riflettere perché mostra che diventare grandi non significa avere tutte le risposte, ma imparare ad ascoltarsi. Consiglio questo libro a chi si sente confuso, insoddisfatto e sta cercando il proprio posto nel mondo (come me).

Questa storia ti ha fatto venire in mente un luogo?