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Appoggiato alla parete di fondo, sedeva Oogruk. A colpo d'occhio, non era facile stabilire dove finisse il fumo e dove iniziasse l'uomo. Era completamente nudo, se non per un perizoma, e la pelle era dello stesso colore del fumo: un marroncino intenso e untuoso. I capelli, che avrebbero dovuto essere bianchi, non solo avevano preso il colore del fumo anch'essi, ma sembravano ormai parte stessa del fumo che veniva sprigionato dalla lampada. 
Russel vive in Alaska, in una casa ricevuta dal governo, con il padre. Da qualche giorno però si sente strano, è come se non riuscisse a trovare un senso alla propria vita, al proprio futuro.
Il padre allora gli consiglia di rivolgersi al vecchio Oogruk, anziano saggio e sciamano del suo villaggio.
Per entrare nella casa del vecchio Russel deve aggirare la muta di cani da slitta che il vecchio possiede, cani robusti ma molto grassi perché inattivi. Dentro, attaccati alla parete, ci sono gli arpioni e le lance per la caccia alla foca. Su alcuni chiodi ci sono appesi archi, faretre, piccole sculture di avorio e capi di vestiario in pelle. L'ambiente è illuminato da una lampada a olio di foca, che ha ricoperto di fumo giallognolo i vetri e le pareti di casa. In questo ambiente, poco luminoso e con un'atmosfera soprannaturale, il vecchio inizia a raccontare del passato e delle usanze del proprio popolo. Russel ascolta il vecchio per molto tempo, e in certi momenti cade in trance. Al termine del racconto Russel ha capito chi vuole essere, come vuole vivere. Esce dalla casa del vecchio, vestito con le pelli trovate attaccate alla parete, prende le armi, la slitta, ci attacca la muta di cani, e inizia il suo viaggio verso Nord.

Commenti

Avatar bruno2025
27/01/2026 13:23
1EE - ITS "Alfredo Oriani", Faenza (RA)
La canzone dei ghiacci mi è piaciuto molto perché è un libro semplice ma coinvolgente.Non ha troppe pagine e quindi non ti annoia mentre lo leggi. la storia non è noiosa e scorre veloce. In alcuni punti ti fa anche venire voglia di continare a leggere. Lo consiglio perché si legge facilmente ed è interessante.
Avatar Sofia_Simonucci
25/01/2026 21:06
1E - Liceo "Laura Bassi", Bologna
“La canzone dei ghiacci" è un libro di Gary Paulsen, pubblicato nel 2025 da Il Battello a Vapore (Piemme). Questo libro mi ha colpita molto per l'atmosfera che riesce a creare: fredda, silenziosa, ma allo stesso tempo piena di emozioni. Anche se all'inizio pensavo fosse solo una storia d'avventura, andando avanti ho capito che è molto di più. Parla di crescita, di identità e del bisogno di trovare il proprio posto nel mondo. Ho apprezzato tantissimo il fatto che il protagonista non sia un eroe perfetto, ma un ragazzo pieno di dubbi, che però ha il coraggio di affrontare la solitudine e le difficoltà per capire chi è davvero. Il suo rapporto con i cani, con la natura e con se stesso mi ha fatto riflettere. Il ritmo non è sempre veloce, ma credo sia giusto così, perché ti fa entrare nella mente del protagonista. A volte mi sono sentita anch'io “fuori dal mondo”, come lui in mezzo ai ghiacci. In generale è un libro che consiglio a chi non ha paura di leggere qualcosa di più profondo e introspettivo, anche se ambientato in una realtà molto diversa dalla nostra.
Avatar simone_quadalti
17/01/2026 19:31
3ES - Liceo "Torricelli-Ballardini", Faenza (RA)
Il libro ha come protagonista Russel Susskit, nato e cresciuto in un'Alaska piena di innovazioni tecnologiche e nuove culture che sono andate a rivoluzionare lo stile di vita degli indigeni, a volte positivamente, mentre altre volte negativamente. Il protagonista esprime il suo disprezzo fin da piccolo per questi nuovi aspetti della vita alaskana, tendendo a favorire le vecchie tradizioni, di cui aveva sentito solo storie dal padre. Durante un colloquio con l'anziano del villaggio, Oogruk, capisce che il desiderio che tanto cercava nella sua vita vuota è quello di avere un canto tutto suo, ovvero un elemento che contraddistingue chi lo possiede. Russel decide quindi di intraprendere un viaggio verso nord, con una slitta e i cani dell'anziano, seguendo gli antichi insegnamenti in cerca di una riconnessione con la natura selvaggia. Ho trovato il libro molto interessante e mirato a ragazzi della nostra età, grazie ai temi della crescita personale e del cercare un proprio posto nella società, o nel caso del protagonista, nel mondo. Inoltre ho apprezzato molto le descrizioni dettagliate delle azioni e degli ambienti, spesso descritti nei minimi dettagli, tuttavia non in maniera esaurente: infatti l'atmosfera creata dalle parole mi ha portato spesso ad immaginare con lucidità l'ambiente idealizzato. Una lettura piacevole e scorrevole, facile da comprendere e molto interessante.
Avatar emily_
07/01/2026 16:20
1A - Liceo "Andrea Maffei", Riva del Garda (TN)
Il libro mi è piaciuto abbastanza; l'argomento è interessante e ho potuto scoprire come vivevano delle persone diverse da me. Il finale è molto aperto e non mi ha convinta del tutto, perché avrei voluto saperne di più. La scrittura è scorrevole e si legge in fretta. Ho trovato questa storia ricca di descrizioni dettagliate e diversa dai generi che leggo solitamente.
Avatar GiCaz
05/01/2026 12:17
1C AFM - IIS "Vittorio Bachelet", Oggiono (LC)
Questo libro mi è piaciuto molto perchè non è solo una storia di avventura, ma parla soprattutto di crescita e ricerca di sé stessi. Russel è un ragazzo di quattordici anni (come me) che si sente fuori posto in un mondo che cambia troppo in fretta. Un aspetto che mi ha colpito è il contrasto tra Russel e suo padre: il padre accetta la modernità, mentre Russel prova fastidio per la perdita delle tradizioni. Questo conflitto fa capire quanto sia difficile, soprattutto per noi adolescenti, sentirsi divisi tra ciò che ci viene imposto e ciò che sentiamo davvero nostro. Il viaggio di Russel con la slitta e con i cani non è solo un'avventura fisica, ma un vero percorso di crescita. Russel affronta il freddo, la fame, la fatica e soprattutto la solitudine: costretto a fare affidamento solo su sé stesso e sui cani, impara a prendersi delle responsabilità e a fidarsi del proprio istinto. Nel silenzio dei ghiacci Russel trova la sua “canzone”, cioè la sua voce interiore, la sua identità. È una storia che mi ha fatto molto riflettere perché mostra che diventare grandi non significa avere tutte le risposte, ma imparare ad ascoltarsi. Consiglio questo libro a chi si sente confuso, insoddisfatto e sta cercando il proprio posto nel mondo (come me).

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