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Camminava da solo davanti al grosso cavallo marrone montato da Waller e intorno al collo aveva un grosso anello, legato a una corda fissata alla sella. Così, quando il cavallo si fermava, anche John della Notte era costretto a fermarsi, con un violento strattone al collo. Waller trascinò John della Notte nel cortile principale vicino alle baracche, senza mai smettere di urlare e sbraitare contro di lui, strattonando in continuazione la corda. John della Notte non aveva alcun vestito addosso e se ne stava lì, nudo sotto il sole [...] La sua schiena era coperta di cicatrici di vecchie frustate. La pelle sulle spalle e sul dorso, giù giù fino al suo didietro e alle gambe, era tutta una piaga, con grinze spesse come la mia mano. Mi chiesi perché mai lo avessero comprato con tutte quelle cicatrici. Quando sono così, nessuno li vuole, perché significa che non è facile metterli al lavoro.
Nell'Ottocento nel profondo sud degli Stati Uniti gli uomini di colore sono trattati alla stregua di animali da soma, da sfruttare nei lavori dei campi e nella gestione delle faccende domestiche. Gli schiavi non conoscono altra vita all'infuori della schiavitù, nessuno di loro ha mai visto altro e le conseguenze della ribellione non sono mai positive. Gli schiavi dormono in baracche di legno, vengono frustati, torturati e violentati; se tentano la fuga vengono cacciati come selvaggina per essere poi, immancabilmente, catturati e giustiziati. Sarny ha dodici anni ed è nata schiava. Un giorno Waller, il suo padrone, torna dal mercato con un nuovo acquisto, uno schiavo enorme, contrassegnato visibilmente dallo stigma della ribellione: delle cicatrici enormi in ogni parte del corpo. Si chiama John della Notte e ha un segreto che rivela soltanto a Sarny, chiedendole di custodirlo perché sarà l'unica chiave che potrà permettere loro la fuga da quell'inferno. Sarny, però, è troppo entusiasta e inavvertitamente rivela a Waller il segreto, capendo troppo tardi che una terribile punizione aspetta lei o John della Notte.

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