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All'ITIS l'unica cosa con cui potevi pensare di limonare era la vaschetta di olio lubrificante del tornio.
All'Istituto Tecnico Alberghetti di Imola arriva Baldo Creonti, vestito con jeans, camicia rossa di flanella e giacca nera... non è Dylan Dog anche se vorrebbe tantissimo avere il suo carisma e "sintomatico mistero". Pochi amici, in fondo tutti si fanno gli affari loro, le sue giornate passano lente lente, a casa la madre, sempre stanca, cerca di farlo studiare e il nonno sembra sempre sull'orlo della follia. Ma un giorno accade qualcosa, il compagno Confittoni ha un intorto con una tipa di ragioneria e chiede aiuto a quei pochi amici che ha. In soccorso arriva Oscar, il ripetente bello e dannato, che gli cede il montoncino per nascondere una felpa zozza e lurida dei Metallica. Il ragazzo parte, con la speranza e il desiderio, verso la bella ragazza ma qualcosa distrugge il piano. 
Torna a scuola, nel pomeriggio, con un occhio nero e il montoncino insanguinato. È stato picchiato.
I ragazzi si fanno intorno e sembrano molto preoccupati e decisi a vendicarsi, ma Baldo inizia a farsi delle domande che lo portano a sfidare tutto il consigli studentesco, Preside compreso, i compagni, "finti" pacifisti e chi decide del suo futuro scolastico. Nell'inconsapevolezza dei suoi gesti c'è tutta la voglia di essere pienamente autentico, senza orpelli o simboli alla moda, senza costrizioni o condizionamenti. Baldo vuole essere un uomo libero, senza scorciatoie e compromessi!
Inutile Tentare Imprigionare Sogni nasce dalla condanna a cinque anni di ITIS che Cristiano Cavina ha dovuto scontare, e rivela più che mai la sua voce ironica, forte e chiara e il suo sguardo solare e autentico.

Commenti

Avatar Mors
03/06/2022 07:47
2ATC - I.I.S.T.A.S Lazzaro Spallanzani, Castelfranco
Il libro parla di un ragazzo che, sotto consiglio della madre continua gli studi anche dopo le scuole medie. Al ragazzo in questione però non piace molto andare a scuola e non va molto bene infatti, ogni volta che torna a casa da scuola si inventa i voti da dire a sua madre per farla felice. Il libro parla di cosa fa il ragazzo durante il primo anno di scuola. Un episodio divertente del libro potrebbe essere quando, ad un passo dalla sospensione si presenta in presidenza un suo professore. Questo suo professore comincia a difenderlo fino a quando anche lui viene sospeso una settimana. Il libro utilizza un linguaggio molto divertente e abbastanza giovanile, infatti come libro è molto simpatico. Verso la fine del libro però si comincia anche a dare importanza alla famiglia del protagonista. Non trovo libri già letti simili siccome questo libro non segue una vera e propria storia (a parte per introduzione e finale) ma le peripezie compiute dallo studente.
Avatar Terminus
27/05/2022 19:25
1i - Liceo Galvani, Bologna
A mio parere la storia è ottima per un ragazzo/a delle superiori perché spiega esattamente e con tanta ironia il momento che sta vivendo senza però perdere neanche un po 'della satira che usa per far riflette sulla società e sulla scuola attuali. Penso che dal punto di vista della trama il protagonista possa essere valorizzato un po' di più perché fa soltanto qualcosa verso la fine del racconto passando le restanti pagine a prenderle. Nonostante ciò apprezzo molto la caratterizzazione del personaggio già a partire col rapporto con la madre e i professori.
Avatar elisa_ragno
29/03/2022 20:32
1E - Liceo Nomentano, Roma
La scuola, dalla prospettiva di noi adolescenti, è un passaggio obbligato. Sofferto. Creonte, nonché protagonista del libro, si definisce un genio incompreso dai professori di un istituto tecnico. I suoi insuccessi sono dovuti dal fatto che è innamorato di una ragazza. Nonostante le prime pagine del libro siano lente e non scorrevoli, il finale mi ha lasciata sorpresa e nello stesso tempo emozionata e sembrerebbe proprio quello che l'autore vuole trasmettere ovvero sensibilizzare il lettore al rapporto complicato e difficile che c'è tra i genitori e i figli. Si ritorna al gruppo sociale per eccellenza; la famiglia. Questo romanzo, molto semplice e dotato di un linguaggio “di noi giovani”, mi ha fatto riflettere su diversi punti di vista come per esempio la visione dei genitori rispetto a quella degli adolescenti e proprio per questo penso che ne valga la pena leggerlo.
Avatar Ianne
01/05/2022 19:10
2 ASA - Liceo Andrea Maffei, Riva del Garda
Trovo questo libro una lettura molto interessante per un ragazzo o una ragazza delle superiori. Questo racconto parla dei problemi che un qualsiasi adolescente potrebbe dover affrontare. Questo libro ti fa infatti rivivere le stesse emozioni che probabilmente hai già provato nella tua vita da studente. Cavina riesce molto bene a farti immedesimare nel protagonista, che ha l'impressione di andare in una giungla invece che in una scuola. L'autore riesce in modo ottimale ad esagerare tutto quello che accade all'interno dell'Istituto Tecnico Alberghetti utilizzando diverse similitudini e metafore. Utilizza anche diversi stereotipi che aggiungono ironia a tutto il racconto. La vera bellezza del libro si trova infatti nell'ironia dell'autore, che raccontando fedelmente la vita di uno studente, riesce ad esserci in quasi ogni momento della narrazione. Ma questo non è solo un libro ironico, perché fa anche riflettere sulla nostra società, sulle nostre scelte e su quanto siamo influenzati dagli altri. La mamma di Baldo ha un ruolo fondamentale in questo, infatti lei non ha mai preso un diploma e non vuole che Baldo finisca come lei, ma lui vuole andare a lavorare e non passare il tempo sui libri. Questo libro è veramente di semplice lettura ed è lungo poco più di 200 pagine, il che lo rende un racconto molto veloce da leggere e per questo lo consiglio a tutti.
Avatar Sofia07
03/04/2022 16:35
1G - Liceo Laura Bassi, Bologna
“Inutile tentare di imprigionare sogni” è una lettura leggera e divertente, ma capace, alla fine, di lasciarti degli spunti di riflessione non banali. Il protagonista Baldo è un adolescente che all'inizio dell'anno scolastico si trova catapultato in una nuova realtà, l'Istituto Tecnico Alberghetti di Imola. Cavina raccontando le vicende esilaranti del protagonista e dei suoi compagni di classe riesce a evidenziare alcuni aspetti tipici del periodo adolescenziale: la ricerca di una propria identità, un difficile rapporto con la madre e con i coetanei e la mancata motivazione nello studio. Ho trovato molto interessante e spiritoso il personaggio di Baldo: la scuola, i professori, i compagni ci vengono tutti descritti sempre dai suoi occhi e dalla sua prospettiva. Ci troviamo infatti sempre coinvolti nei pensieri del protagonista, che però, secondo me, riusciamo a conoscere e capire meglio solo nelle ultime pagine. Arrivata all'ultima pagina mi sarebbe piaciuto sapere come continua la storia di Baldo, cosa accadrà alla sua carriera scolastica e come evolverà il rapporto conflittuale con la madre. Consiglio questo romanzo a chi ha voglia di ridere, ma allo stesso tempo anche di pensare e immergersi nella vita di un proprio coetaneo. Una canzone che mi è venuta in mente leggendo le avventure di Baldo e dei suoi compagni è una canzone abbastanza vecchia, “gente che spera” degli articolo 31. Parla infatti della gioventù e del modo di affrontare le problematiche di tutti i giorni. Se invece dovessi pensare a un luogo direi i corridoi del mio liceo. L'intero romanzo infatti si svolge all'interno delle mura scolastiche e nel cortile dell'ITIS. Per me, la scuola, come luogo fisico, è un'occasione (purtroppo in questo periodo non scontata) per fare nuove conoscenze, vivere nuove esperienze e per crescere come persone.

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Avatar aleee_e
01/05/2022 18:05
2 ASA - Liceo Andrea Maffei, Riva del Garda
ITIS, un libro sicuramente alla portata di tutti per il linguaggio molto semplice e di lettura veloce. Non bisogna però farsi ingannare, perché non tutti potrebbero capire la situazione di Baldo, di altri ragazzi, l'atmosfera che si respira in quelle scuole o in quella casa, le emozioni che passano per la testa di questi studenti. Uno studente come me e i miei coetanei, a differenza di persone adulte, conoscono queste emozioni, nessuno capisce Baldo meglio di noi. Lui pensa che non gli serva andare a scuola ed è già pronto per lavorare. Invece la sua mamma vuole che continui la sua carriera scolastica. Baldo rappresenta un po' tutti noi studenti, imprigionati parecchie volte in decisioni prese dai nostri genitori, loro dicono sempre di volere il meglio per noi, ma spesso distruggono i sogni di noi ragazzi. Loro hanno già fatto il loro percorso, ora tocca a noi fare le nostre scelte, crearci un futuro. Ci hanno dato dei consigli per indirizzarci bene, ora sta a noi decidere se seguirli o prendere un'altra strada. Questa potrà rivelarsi una scorciatoia per il successo oppure potrà essere ostacolata da imprevisti e tutta in salita, l'unica cosa da fare è credere nelle proprie capacità e raggiungere gli obiettivi che ognuno di noi si è prefissato, a qualunque costo, chi si tira indietro ha già fallito. Non possiamo prevedere il futuro, solo quando sarà ora vedremo se abbiamo fatto bene ad ascoltare i genitori o percorrere una strada diversa, pensata con la nostra testa. Questo libro è molto interessante perché puoi vedere scene che sono già successe a noi adolescenti, magari litigi con la tua mamma; puoi immaginare te al posto di Baldo, e guardando il litigio in terza persona magari capire i tuoi sbagli. Mi è piaciuto molto questo libro perché, essendo un coetaneo il protagonista, mi sono potuto immedesimare molto bene nel personaggio. Inoltre il romanzo è anche divertente e simpatico. Lo approvo pienamente, leggero, comico, ma letto con un po' più di attenzione può anche farti riflettere.
Avatar Sofia_
16/04/2022 11:13
1C - Liceo artistico Nervi-Severini, Ravenna
Confittoni è preoccupato , si deve vedere con una ragazza di ragioneria e non può certo presentarsi con una felpa piena di simboli e scheletri. La ragazza insegna catechismo, Oscar rosini , sultano dei pluriripetenti , si impietosisce e si sfila il montoncino e lo da a Confittoni. Con il Montoncino e un sorriso immenso, confittoni va verso il suo appuntamento. Crediti e pigna lo guardano invidiosi dal cancello , predestinato al rientro ,Montoncino fa ritardo e rientra in classe con un occhio nero e sporco di sangue. Cerotti voleva vendicarsi e andare contro i suoi coetanei ,professori e al preside . Questo libro è un romanzo, racconta la vita scolastica, le amicizie ,gli amori e i disguidi tra compagni e professori, mi è piaciuto abbastanza per il linguaggio semplice e quindi si legge il libro molto volentieri, la storia è realtà quindi potrebbe riguardare chiunque e nello scrivere questo libro Cavina utilizza l'ironia .
Avatar Edomarras
05/04/2022 20:57
2L - Liceo Scientifico “A.Pacinotti” di Cagliari
Ho trovato interessante la lettura del libro “Inutile Tentare Imprigionare Sogni” in quanto affronta temi importanti, in particolar modo riguardanti la scuola, e anche piacevole, infatti sono presenti vari personaggi e situazioni divertenti. In questa storia il lettore si immedesima nei panni di un giovane ragazzo, chiamato Creonti, che frequenta l'istituto tecnico Alberghetti più perché obbligato dalla madre che per propria volontà. La scelta dello scrittore Cristiano Cavina di avere come narratore proprio Creonti ci aiuta ad entrare nella testa e nei pensieri del protagonista, facendoci vivere le sue emozioni e le sue avventure come se fossimo dentro il romanzo. Mi hanno colpito molto l'ironia e il sarcasmo, e anche l'utilizzo di alcuni stereotipi (come quello della mancanza dii ragazze all'interno della scuola), per descrivere un sistema scolastico retrogrado che non permette ai ragazzi volenterosi che frequentano scuole di questo genere di poter aspirare ad un futuro migliore. Cavina, attraverso questo libro, vuole trasmettere anche la propria infanzia; infatti, come Creonti, l'autore ha frequentato un liceo tecnico industriale contro la propria volontà. Consiglio questa lettura soprattutto a chi frequenta la scuola superiore e a chiunque abbia voglia di una lettura non impegnativa che faccia ridere e riflettere allo stesso tempo.
Avatar MichelaZ-06
31/03/2022 14:55
seconda o - Liceo Scientifico “A.Pacinotti” di Cagliari
Il romanzo racconta in prima persona la vita scolastica di un adolescente, Baldo, i suoi stati d'animo, i momenti di sconforto, le amicizie, gli amori, le incomprensioni tra compagni e professori, le mille emozioni contrastanti che un semplice ragazzo come lui prova durante la propria adolescenza. Ad esempio il non sentirsi capiti: la madre, infatti, in un certo senso costringe il protagonista ad andare a scuola, nonostante lui non voglia, perché vede in lui la possibilità di rimediare agli errori che ha commesso in passato. In questo lo scrittore è stato perfettamente capace di raccontare come un adolescente possa non sentirsi compreso dalla propria famiglia e come questo possa, poi, influenzare le proprie scelte e il modo in cui affrontare determinate situazioni. Il linguaggio non è per niente complesso, anzi, molto giovanile e a tratti volgare, il che permette di poter comprendere la storia senza nessuna difficoltà, anzi, spesso riesce a strappare una risata. Questa storia è in grado di farci immedesimare nei pensieri del protagonista ma anche di farci riflettere su situazioni che viviamo ogni giorno, a partire dal contrastante rapporto con i genitori fino ad arrivare alla comprensione di ciò che vogliamo e che non vogliamo diventare.
Avatar Fava
31/03/2022 15:44
2 ASA - Liceo Andrea Maffei, Riva del Garda
Questo libro mi è piaciuto molto per vari motivi: - ha un linguaggio davvero semplice, che rende il libro molto leggero e quindi lo si legge più volentieri; - contiene dell'ironia che lo rende divertente e ulteriormente leggero alla lettura; - la storia è di vita quotidiana, quindi una storia che potrebbe riguardare chiunque, e questo aiuta l'immedesimazione del lettore nel personaggio (fattore aiutato ancora di più dalla narrazione in prima persona). Secondo me l'autore, con questo libro, voleva toccare un tema molto importante: il fatto che molti ragazzi oggi vanno a scuola controvoglia e perché obbligati dai genitori, proprio come il protagonista Baldo. Lo scrittore affronta questo argomento con leggerezza, scherzandoci sopra, e per rendere la sua idea della scuola fa delle esagerazioni: per esempio paragona la scuola ad un manicomio, quando dice che i due edifici si trovano uno accanto all'altro; rende i professori persone spregevoli e i bidelli figure che non svolgono il loro lavoro. Io a scuola ci vado più che volentieri, sia perché così mi trovo con alcuni dei miei amici sia perché so che è importante per il proprio futuro, anche se, ad essere sincero, è un po' noioso ripetere sempre le stesse azioni ogni settimana per molti mesi di fila. Consiglierei la lettura di questo libro a chiunque, visto che si tratta di un testo veloce e simpatico e con un linguaggio semplice.
Avatar Gabbo11
30/03/2022 14:12
2 ASA - Liceo Andrea Maffei, Riva del Garda
Questo libro mi è piaciuto molto sotto ogni punto di vista. La narrazione mi ha coinvolto molto, perché mi vedevo in questo ragazzino svogliato e senza motivazione per continuare la scuola. Oltre ad avermi coinvolto, la storia mi ha divertito molto, perché i personaggi sono descritti in maniera molto approfondita e Cavina riesce a dare una sfumatura colorata pure a una storia come questa. Mi è piaciuta molto la sua ironia, perché mi ha fatto apprezzare il contenuto del libro. Ho approfondito la vita dell'autore e ho scoperto che anche lui non voleva continuare gli studi, quindi ho subito capito che volesse descrivere la sua vita da giovane, e ci è riuscito perfettamente, dando anche un tocco allegro alla storia. La narrazione dei luoghi però è molto inquietante, perché la scuola vicino a un manicomio è una cosa molto strana, non ci ho dato tanto peso, ma mi sono concentrato maggiormente sulle altre narrazioni. Il libro lo consiglio soprattutto a ragazzi della mia età, ma anche a chi ha già finito la scuola, perché ci si può ritrovare in alcune situazioni.
Avatar Ghibby11
30/03/2022 15:23
2 ASA - Liceo Andrea Maffei, Riva del Garda
Il libro parla dei dubbi e delle difficoltà che un ragazzo può incontrare nella scuola. Si trovano temi come l'adolescenza, l'amore, la famiglia, l'amicizia e il rapporto fra professori e studenti. Baldo, il protagonista, racconta la sua esperienza scolastica alle medie e alle superiori, le sue difficoltà e i suoi stati d'animo: “ Io a scuola proprio non volevo continuare ad andarci”. ”Conclusi la mia carriera alle medie, presentandomi all'orale in perfetto ritardo”. “Passai la prima superiore a piangere dal nervoso nei gabinetti”. "Non riuscivo a capire di preciso cosa volessero da me i professori e l'odore dei libri mi dava la nausea“. La sua famiglia composta dalla mamma e dal nonno problematico, il padre vacante. La madre vuole che il figlio studi, “abbiamo già chi pulisce i pavimenti in casa” dice. “Ne ho già visto uno buttare nel cesso tutto quanto”. La figura del nonno non è una buona risorsa per il ragazzo, poiché a causa del gioco d'azzardo ora è ridotto come uno zombie. Il giovane si innamora, ma prova la delusione di non essere corrisposto: ”Avevo passato 4 mesi di fidanzamento fasullo a chiedermi come potevo limonare quella Veroli Wanda”. “ Una settimana dopo mi lasciò”. “Buon anno, le dissi. Grazie, da oggi non stiamo più insieme”. Mi è piaciuto il modo in cui l'autore ha descritto i compagni di scuola e i professori, con delle caratteristiche pittoresche, ad esempio Bigini “Era già stato bocciato 2 volte e praticamente era un ergastolano, lì al vecchio Mattei”. “Aveva una curiosa abitudine di parlare usando solo i verbi all'infinito”. Il vicepreside, prof. di ginnastica, che lo odia: ”Il problema era nell'ufficio, c'era anche la tuta verde smeraldo con il suo bel vicepreside Corvagli dentro". Il libro mi è piaciuto molto, il linguaggio è semplice e spontaneo. Ci sono molti dialoghi, alcuni sono anche umoristici. La lettura è veloce, comprensibile e la storia è raccontata in prima persona, quindi si riesce ad immedesimarsi nel personaggio.
Avatar mazza
24/03/2022 19:33
2Z - Liceo Copernico, Bologna
Imola, anni '90. Baldo Creonti, un ragazzo che odia la scuola e che, se non avesse deciso al posto suo la madre di continuare le superiori, avrebbe lasciato la scuola già dopo la terza media, inizia nel triennio a frequentare l'ITIS Alberghetti, una scuola con esclusivamente maschi ripetenti e professori odiati dagli studenti. Il ragazzo vuole solo superare l'anno senza debiti, ma un giorno un suo compagno, che doveva uscire con una ragazza, torna in classe con un occhio nero e sporco di sangue. Creonti decide subito di vendicare il suo amico, andando contro a suoi coetanei, professori e al preside, riscattandosi anche di qualche torto passato Cavina utilizza, nello scrivere questo libro, principalmente l'ironia: l'utilizzo di questa tecnica permette al lettore di immedesimarsi completamente nel libro e, addirittura, gli sembra di essere un caro amico del protagonista. Infatti l'autore usa in particolare l'ironia del protagonista che commenta tutti coloro che gli sono intorno e tutto ciò che succede nella scuola; ad esempio raccontando di quando si dimenticò di presentarsi all'esame di terza media oppure parlando del vicepreside prof di ginnastica, che lo odia. La cosa che più ho apprezzato è stata la caratterizzazione del protagonista, infatti a partire dal rapporto con la madre, da come viene descritta la scuola e i professori, fino ai compagni, si riesce a capire il pensiero del ragazzo che, se inizialmente si approccia alla scuola e in generale alla vita con inerzia, con lo svolgimento della sua storia capisce che non bisogna vivere con rassegnazione ma è necessario reagire alle difficoltà. Un altro aspetto che ho gradito del libro e che ho scoperto una volta finito è la sua connotazione autobiografica; infatti così come Creonti, anche Cavina ha vissuto a Faenza con sua madre e i nonni materni, ha frequentato un istituto tecnico industriale e odiava la scuola; questo conferisce all'intero testo una "credibilità" maggiore, infatti non si tratta solo di una storia ma di un'esperienza vissuta in prima persona dall'autore Per concludere, nonostante il libro tratti di adolescenti e sia ambientato quasi completamente in una scuola, lo consiglio a chiunque, poiché semplice da leggere, divertente ma che fa anche riflettere, appunto perché ci si impersonifica facilmente in un adolescente coetaneo di Creonti.
Avatar ARI2008
16/03/2022 00:18
1i - Liceo Galvani, Bologna
COMMENTO XANADU DEL LIBRO “INUTILE TENTARE IMPRIGIONARE SOGNI” di CRISTIANO CAVINA 1) Il voto che do al libro è 7, perchè è un libro che non mi ha suscitato un particolare entusiasmo, anche se mi sono piaciuti il luogo dove si svolge la storia e le idee che ha il protagonista. 2) In questa storia l'aspetto che mi ha colpito particolarmente è la semplicità dei pensieri del protagonista : 1) Prima citazione: “Non infilare un verbo in una frase è una buona tecnica per non mettersi nei guai”. 2) Seconda citazione: ”I verbi non si sa mai dove possono portarti”. Non mi è piaciuto, invece, il personaggio del professor Serafino, perchè egli faceva preferenze tra gli alunni, cosa che un buon professore non dovrebbe mai fare: 1) Prima citazione: “Serafino Dal Re odiava Costa. Odiava due terzi della classe, in realtà, e quasi la totalità dell'istituto, corpo docente compreso”. 2) Seconda citazione: “ Usurpatore, su, ridai un attimo il cappotto al carissimo. Il carissimo era Oscar”. 3) Un luogo ricollegabile alla storia è l'Istituto d'istruzione superiore “Francesco Alberghetti”. Ho scelto l' istituto Alberghetti, perché la struttura della scuola mi ha ricordato la mia scuola media, in cui ho trascorso 3 anni che mi hanno fatto maturare molto. Il link è www.alberghetti.it 4) Il brano che si adatta a questo libro, per me, è quello dei Maneskin: ”Zitti e Buoni",perché in questa scuola sono tutti “ fuori di testa”, come dice il ritornello della canzone. Il link è www.teamworld.it

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Avatar ariiiiii
20/03/2022 15:36
2 ASA - Liceo Andrea Maffei, Riva del Garda
Questo libro mi è piaciuto abbastanza. Il ritmo è veloce, ci sono molti dialoghi e, siccome si tratta di una storia adolescenziale, le parole - che soprattutto il protagonista usa - sono spesso volgari e giovanili. La storia è raccontata in prima persona, quindi il lettore riesce bene ad immedesimarsi nel personaggio. Si tratta di un maschio, quindi per me, essendo femmina, è stato forse un po' più difficile calarmi nei panni del protagonista, anche per come parla e per il suo carattere, molto diverso dal mio. Il registro lessicale è quindi molto semplice, come lo stile che il narratore adotta. La cosa che mi è piaciuta di più è stata l'ironia che Cavina usa, il modo così semplice ma realistico con cui racconta una vita adolescenziale fatta di molti dubbi e difficoltà. In particolare la difficoltà di integrarsi con gli altri e di scegliere cosa fare del proprio futuro. La storia, che è molto credibile e riconducibile ad una vera esperienza scolastica, racconta in modo molto chiaro le emozioni di Creonti (il protagonista). Si parla in maniera reale di come uno studente affronta le sue giornate scolastiche, i racconti sono molto simpatici e fanno strappare un sorriso, appunto per il tocco ironico che l'autore inserisce. La cosa che però non mi è piaciuta molto è stata l'esagerazione in ambito dei termini giovanili, mi è forse sembrato troppo esagerato l'inserimento di parolacce. So che ormai quasi tutti i giovani parlano in questo modo, ma preferisco le narrazioni che hanno un registro lessicale un po' più alto e raffinato. Complessivamente il giudizio è positivo, consiglio questo libro come una lettura facile ed estiva, che non impiega molto tempo, ma che può strappare un sorriso e far riflettere sulla nostra persona, le nostre scelte e i nostri obiettivi.
Avatar cece
23/03/2022 16:51
2A - IIS "Vittorio Bachelet", Oggiono
Inutile tentare di imprigionare i sogni di Cristiano Cavina. Questo libro è ambientato negli anni 90 racconta in prima persona le vicende di Baldo Creonti uno studente che odia la scuola e non ha voglia di studiare, se fosse di peso da lui avrebbe mollato la scuola dopo la terza media, ma mamma Creonti, che lava chilometri di pavimenti, vede nel figlio la speranza in un futuro migliore lo iscrive a sua insaputa all' Istituto Tecnico Alberghetti a Imola frequentato esclusivamente da maschi come dice Creonti "condannato a 5 anni" dove a scandire l'inizio delle lezioni non è la campanella ma una sirena. Baldo Creonti incontra Bizzarri compagni e insegnanti come Oscar Rosini il bello della classe con un sacco di ragazze pluri bocciato preferito dal prof. di saldatura Serafino Dal Re che odia quasi tutta la classe compreso il corpo docente soprattutto Corvaglia il prof. di educazione fisica e vicepreside ecologista pacifista indossa sempre una tuta verde con il vizio di succhiarsi lunghi baffi neri, il prof di meccanica dal soprannome Conte Vlad capisce che insegnare non fa per lui e decide di andare a scavare pozzi in Cambogia, il prof. Don Resta ha un modo speciale per fare il prete spiega tutte le religioni tranne la sua che ti fa venir voglia di fuggire in Tibet o farti monaco buddista, l' ingegner Baldelli uno dei professionisti più popolari rigidissimo come racconta Baldo "a settembre riusciva a segare in mezzo classi intere le sue interrogazioni erano alta macelleria se non avevi studiato quelli delle pulizie dovevano passare tutto il pomeriggio a raccogliere i tuoi brandelli sanguinolenti sul pavimento". Le giornate passano tutte uguali con compagni che si nascondono dietro i tabelloni per dormire o giocano a carte, battaglia navale, cercando di schivare le interrogazioni, fin che un giorno il compagno di classe Confittoni ha un appuntamento con una ragazza di ragioneria Oscar Rosini per nascondere la felpa malandata gli presta il suo giubbotto ma qualcosa va storto nel pomeriggio torna con un occhio nero e il giubbotto sporco di sangue è stato picchiato da quelli del liceo, decisi a vendicarsi Oscar e Tiro organizzano una spedizione punitiva a ragioneria dove partecipa anche Creonti, va a finire male vengono picchiati e derisi e Baldo viene sospeso da scuola. Questo libro è divertente ironico è facile immedesimarsi nelle giornate trascorse da Baldo Creonti.
Avatar Rob06
24/03/2022 14:57
2A - IIS "Vittorio Bachelet", Oggiono
questo libro non mi è piaciuto molto, pensavo fosse molto più interessante. Baldo Creonti il protagonista è un ragazzo che è stato obbligato ad andare all'Itis da sua madre e quindi questa situazione penso sia capitata a molti giovani della nostra età che magari essendo indecisi sul percorso da scegliere abbiano scelto basandosi sulle decisioni dei genitori. comunque il libro è interessante in quanto l'autore cerca ti fa ridere molto a volte esagera un pochino. Il libro ha una lettura scorrevole lo consiglierei a persone che non vogliono leggersi un libro troppo complicato nella trama.
Avatar Frush_07
14/03/2022 17:06
1i - Liceo Galvani, Bologna
Già il titolo, scritto in un Italiano non molto corretto, è tutto un programma: “Inutile Tentare Imprigionare Sogni” rivela dal principio la sua essenza, il fulcro attorno cui gira tutta la storia. Infatti le parole del titolo formano un acronimo, ITIS (Istituto Tecnico Industriale Statale), la scuola in cui va Baldo Creonti, il protagonista. Questo libro mi è piaciuto abbastanza, non tanto per l'umorismo dal gusto dubbio presente costantemente: “All'ITIS l'unica cosa con cui potevi pensare di limonare era la vaschetta di olio lubrificante del tornio”, giusto per fare un esempio; bensì per come rappresenta la vita degli studenti e le varie tematiche dell'adolescenza. l'amore, la famiglia, la ricerca di se stessi, le stupidaggini, la scuola. Per quanto possa risultare stereotipata, questa rappresentazione del mondo adolescenziale mi ha fatto riflettere un po', anche su me stesso. In particolare mi è piaciuto il rapporto che Baldo ha con sua madre, la svolta che prende. Infatti Baldo inizialmente non si esprime minimamente con l'unico genitore che ha (la posizione del padre, come scritto nel libro, è “vacante”), e pensa che lei lo abbia costretto a studiare perché lei stessa aveva abbandonato la scuola molto presto: “Ma che pretendesse che fossi proprio io a cancellare certe macchie indelebili dal suo curriculum, non mi tornava affatto, Che colpa avevo io se non era riuscita a superare la prima media?”. Alla fine però Baldo si apre portando allo scioglimento della storia, lasciando spazio al finale. Consiglio di leggere questo libro quando si desidera una lettura poco impegnativa che faccia strappare un sorriso, sfogliando le pagine.

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Avatar Adem
23/03/2022 19:21
2 ASA - Liceo Andrea Maffei, Riva del Garda
Non mi è piaciuto appieno il libro "INUTILE TENTARE IMPRIGIONARE SOGNI". Inizialmente l'avevo scelto per la sua tematica centrata sull'argomento scolastico. In particolare parla di uno studente che frequenta l'ITIS, per lo più per obbligo e non per voglia. La storia è scritta con un lessico semplice che permette una buona lettura veloce e comprensibile. Si coglie il sarcasmo e l'ironia, a volte anche troppa, del narratore. Questo, però, mi ha aiutato davvero molto ad immedesimarmi nel protagonista e a capire a fondo i suoi pensieri. Ma l'esagerazione, ricorrente nella narrazione, già dopo poche pagine ci si accorge che è ridondante. Ciò rende davvero pesante il testo, che potrebbe iniziare realmente a stufare. In fin dei conti il libro non mi è dispiaciuto dato che i pensieri accuratissimi del protagonista ti permettono di vivere il racconto con i suoi occhi, di capire quale è il suo umore. Difatti penso che sia una persona che dentro di sé abbia in realtà molta voglia di fare. Sono riuscito ad immedesimarmi nella narrazione grazie anche alla mia esperienza personale: conosco infatti dei coetanei i quali, frequentando lo stesso istituto, mi raccontano la loro esperienza. Quindi mi sono identificato ancora di più nel testo e ho riconosciuto diversi stereotipi: forse uno dei più banali, l'inesistenza delle ragazze nella scuola. Consiglierei questo libro in particolare a chi tuttora frequenta la scuola o chi vuole rivivere i ricordi di quando era uno studente. Ciò è possibile grazie alle continue riflessioni del protagonista, ai suoi "commentini", dato che sono sempre pieni di sarcasmo. Oltre a ciò consiglierei questo libro a chi legge libri umoristici e che, ovviamente, apprezzi gli stereotipi accompagnati dall'ironia.
Avatar christiankruk
04/03/2022 17:55
2BT - I.I.S.S Cesare Battisti, Bolzano
Il libro personalmente non mi ha coinvolto molto, ma alla fine dei conti mi è piaciuto. Racconta la vita di uno studente di scuola superiore che, come ogni persona che ancora la frequenta, è avvolto da mille problemi e cerca in tutti i modi di risolverli e di trovare una via giusta. Il linguaggio è semplice e chiaro, e non particolarmente difficile. Questo libro lo consiglierei assolutamente ad un ragazzo o ad una ragazza che difatti frequenta ancora la scuola, specialmente le superiori.
Avatar Osservatore_306
23/02/2022 19:15
1C - Liceo artistico Nervi-Severini, Ravenna
Ho scelto questo libro perché mi interessava la copertina e la descrizione, Il libro in sé per sé non è molto interessante, il libro parla di un ragazzo che non ha voglia di andare a scuola; l'autore cerca di fare umorismo su lo stereotipo di scuola superiore, a parer mio l'autore usa umorismo abbastanza scadente. Il libro a lungo andare è ripetitivo, devo dire che sinceramente mi aspettavo qualcosa di più, il finale (per così dire) non è uno dei migliori. Consiglio questo libro a un pubblico dai 12 anni in su.
Avatar Frack
16/02/2022 13:21
4A - I.I.S. Andrea Gritti, Venezia
Non mi è piaciuto, l'autore voleva risultare spiritoso ma a mio avviso non c'è riuscito, inoltre il finale non è un vero e proprio finale.
Avatar Arab-_-
18/01/2022 13:32
2ATC - I.I.S.T.A.S Lazzaro Spallanzani, Castelfranco
Questo libro mi è piaciuto veramente tanto perché è una storia interessante. E ti fa capire 7 saco di cose sulla vita.
Avatar MatteoPruner
25/01/2022 10:54
2L - Liceo Scientifico “A.Pacinotti” di Cagliari
“Inutile tentare di imprigionare i sogni” è un romanzo che racconta in prima persona la vita scolastica di uno studente, Creonti, che manifesta disagi nell'ambiente scolastico, un istituto tecnico fatiscente, lontano da casa e dove gli studenti sono esclusivamente maschi. Il protagonista, sebbene non entusiasta della scuola, continua a frequentarla per assecondare il desiderio della mamma, che spera nel diploma del figlio, visto che lei non ha potuto conseguirlo. Una mamma che sogna il riscatto sociale della famiglia grazie alla carriera scolastica del figlio, senza conoscere le sue reali capacità, il contesto scolastico in cui vive con professori incapaci di stimolare e capire gli studenti. Sono rimasto molto colpito dalla capacità dello scrittore di immedesimarsi nei pensieri di un adolescente e di sottolineare come molti studenti vivano la vita scolastica con rassegnazione e senza trasporto. Inoltre un aspetto che ho apprezzato molto di questo libro è l'ironia che viene utilizzata. Il testo ha una connotazione autobiografica, infatti l'autore Cristiano Cavina, nato nel 1974 e vissuto con sua madre e i nonni materni, ha frequentato come Creonti un istituto tecnico industriale che non gli piaceva. Si può comprendere, quindi, come l'autore sia riuscito a descrivere nei minimi dettagli gli stati d'animo di un ragazzo nel periodo dell'adolescenza.
Avatar Tommasoo
23/01/2022 22:15
1E - Liceo Laura Bassi, Bologna
Questo libro mi è piaciuto perché già dal titolo si capisce che parla di giovani e del loro difficile rapporto con i sogni e la realtà. Baldo Creonti è un alunno ripetente senza la minima voglia di studiare, "condannato", come dice l'autore, a cinque anni di Istituto Tecnico. I racconti delle sue giornate tra i banchi di scuola scorrono in maniera veloce e divertente tra descrizioni di personaggi strambi (bidelli, compagni e professori), soprannomi che evocano timore (Il Conte Vlad) e compagni che parlano solo all'infinito (Bigini). La vita a casa non è migliore: mamma Creonti non ha potuto studiare perché è dovuta andare a lavorare da ragazzina per aiutare la famiglia in quanto nonno Creonti si era giocato la bottega di famiglia a scala quaranta, quindi riversa sull'unico figlio tutte le sue speranze di riscatto. Ma Baldo Creonti, nonostante il dispiacere, è consapevole di non poter realizzare quel desiderio sentendosi un incapace perdigiorno. Chissà se sarà bocciato anche quest'anno...