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Era una bambina che non era stata educata a chiedere il permesso o a consultare i grandi. Tutto ciò che pensò fu che si trattava della chiave del giardino chiuso; ora avrebbe dovuto scoprire dov'era la porta, aprirla e vedere che cosa c'era dietro quei muri e cos'era successo ai rosai.
A dieci anni Mary Lennox rimane orfana dei genitori, ed è tutto fuorché una bambina gradevole: è antipatica, brutta e malaticcia. Talmente boriosa da pretendere che tutti siano a sua disposizione e la lascino libera di fare tutto ciò che vuole. “Magari, crescendo, migliora”, bisbigliano gli adulti che si occupano di lei. La cosa certa è che lei vorrebbe regnare, impresa che non le sarà consentita, su Misselwaith Manor, la fredda residenza inglese dell'altrettanto gelido zio Archibald, unico suo parente rimasto in vita. Nella dimora dello zio, al margine della brughiera, regna un'atmosfera cupa e opprimente: cento stanze, la maggior parte delle quali chiuse a chiave; vasti parchi e giardini, perlopiù inaccessibili; intorno, il vento selvaggio. Relegata a due sole stanze della casa Mary si vede costretta a trascorrere molto tempo nei parchi e nei giardini, sola e annoiata. Una mattina, la domestica che si prende cura di lei accenna a un giardino proibito. Com'è possibile che un giardino di rose sia chiuso? La curiosità di Mary per il giardino è tale da portarla a esplorare i giardini della dimora alla sua ricerca. Intanto, di notte, nel buio, le arrivano strani rumori, come un pianto di bambino. Quale mistero nasconde la casa? Quale, il giardino?

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