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La mamma e il papà trovavano strano che volessi stare così tanto sull'isola con il nonno. Io trovavo strano che non capissero.
«Che farai lì per un'estate intera?» diceva la mamma. «E se piove tutto il tempo?»
Ma non avrebbero dovuto preoccuparsi. Adesso ho da fare. Passo le mie giornate a lavorare sulla barca. E non piove mai.
 
Vinga non vede l'ora di arrivare sull'isola per passare un'intera estate da sola con il nonno, l'unico pensiero che ha reso tollerabile la sua vita in città. A scuola non ha molte amicizie, per non dire nessuna, e a casa è anche peggio: il padre se n'è andato, la madre è sempre triste e, come se non bastasse, c'è in arrivo un nuovo fratellino che potrebbe costringerla a rientrare prima dalla sua vacanza. La cosa migliore di stare dal nonno è che non prova mai a consolarla dicendole che andrà tutto bene, ma piuttosto che «ci si abitua a tutto, tranne che a un sasso nella scarpa». Quest'anno però si è persino superato, regalandole una snipa, una barca tutta sua. È tutta da sistemare, ma Vinga non ha molto altro da fare... Ed è proprio mentre carteggia lo scafo e ripara la vela sulla spiaggia che conosce Rut che, al contrario suo, è tutta vestita di nero ma piena di amici in città, tanto che non ha nessuna voglia di rimanere su quell'isola con la sua famiglia. Eppure, tra la due inizia a crearsi un legame speciale. 

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