Jerome K. Jerome

 Jerome K. Jerome (1859–1927) è stato uno degli scrittori umoristici più amati dell'Inghilterra vittoriana ed edoardiana, capace di trasformare la vita quotidiana in letteratura leggera solo in apparenza. 
Nato a Walsall in una famiglia segnata da difficoltà economiche e lutti precoci, Jerome conobbe fin da giovane l'instabilità: lasciò presto la scuola e svolse i lavori più disparati, dal commesso all'attore di teatro. Proprio il palcoscenico, con il suo ritmo e il suo senso del dialogo, influenzò profondamente la sua scrittura, sempre attenta al tempo comico e alla voce narrante. 
La fama arrivò nel 1889 con Tre uomini in barca (per non parlar del cane), resoconto fittizio di una gita sul Tamigi che divenne un classico immediato. Sotto la superficie comica, il libro rivela una sottile ironia sull'amicizia maschile, sull'ossessione moderna per la salute e sul desiderio di evasione da una società sempre più frenetica. Jerome seppe rendere universali le debolezze dei suoi personaggi, facendo dell'autoironia una forma di eleganza morale. 
Giornalista, direttore di riviste e autore prolifico, Jerome continuò a scrivere romanzi, racconti e saggi, mantenendo uno stile limpido e colloquiale che gli garantì un vasto pubblico. Dopo l'esperienza traumatica della Prima guerra mondiale, il suo umorismo si fece più malinconico, senza però perdere la capacità di osservare l'assurdo umano con indulgenza. 
Jerome K. Jerome resta oggi un autore capace di parlare al presente: il suo sorriso non è mai fragoroso, ma nasce dal riconoscimento — affettuoso e un po' crudele — di ciò che siamo quando cerchiamo di prenderci troppo sul serio. 

Bibliografia