Tutto per una ragazza
TEA, 2025
Traduzione di Silvia Piraccini
288 pagine
L'età non è un concetto ben definito. Puoi raccontarti che hai diciassette anni, o quindici, o quel che vuoi, e magari è anche vero all'anagrafe. Ma la verità anagrafica è solo un aspetto della questione. Posso dire per esperienza che è un continuo sbandare da una parte e dall'altra. Si possono avere diciassette, quindici, nove e cent'anni lo stesso giorno.
Sam deve vedersela con una maledizione di famiglia: è figlio di una mamma giovane e bella, che l'ha concepito a soli sedici anni, e per lui ha abbandonato gli studi e tutti i suoi sogni. E lo stesso era capitato in precedenza ad altri famigliari. Ora che è vicino al compimento dei sedici anni, è terrorizzato dalla possibilità che lo stesso succeda a lui, e per non sbagliare gira alla larga dalle ragazze. Passa le sue giornate a skateare con gli amici Lepre (corpo da lepre, cervello da lepre) e Pessimo (inguardabile sullo skate); e soprattutto, ha una strana malattia tutta sua: parla con il poster a grandezza naturale di Tony Hawk che ha in camera, gli racconta la giornata e gli chiede consigli. E Tony gli risponde.
Una sera la madre cerca di svegliarlo dal torpore, e lo invita a cena a casa di una amica, che ha una figlia di diciassette anni: “Fidati. Vuoi conoscerla”. Sam fa di tutto per rifiutare, ma deve cedere. Appena vede Alicia sa di avere già perso, perché è la ragazza più bella della terra, e sembra sinceramente interessata a lui. Iniziano ad uscire insieme, e sempre più spesso si appartano in camera, dove il destino è in agguato…
Una sera la madre cerca di svegliarlo dal torpore, e lo invita a cena a casa di una amica, che ha una figlia di diciassette anni: “Fidati. Vuoi conoscerla”. Sam fa di tutto per rifiutare, ma deve cedere. Appena vede Alicia sa di avere già perso, perché è la ragazza più bella della terra, e sembra sinceramente interessata a lui. Iniziano ad uscire insieme, e sempre più spesso si appartano in camera, dove il destino è in agguato…
Commenti
11/01/2026 20:03
1A - Liceo "Andrea Maffei", Riva del Garda (TN)
Il libro racconta la vita di Sam, un sedicenne che diventa padre troppo presto, tutto dal suo punto di vista. Questo rende la storia facile da seguire e coinvolgente, come se la si vivesse insieme a lui. Lo stile è semplice e naturale, simile a quello di un adolescente, e rende il racconto realistico. Il romanzo è divertente e spesso ironico, ma fa anche riflettere sulle difficoltà di gestire sentimenti e relazioni. Alcuni momenti sono confusi o improvvisi, ma il filo della storia resta chiaro. Ci sono scene che fanno ridere e altre che suscitano tenerezza. In generale, la lettura è piacevole, leggera e riflessiva.
06/01/2026 11:41
2B - Liceo "Andrea Maffei", Riva del Garda (TN)
Il romanzo è scritto in prima persona e racconta tutta la storia dal punto di vista del protagonista. Questo rende la lettura molto facile e mi fa sentire più inclusa nella narrazione, come se stessi vivendo la vita di Sam, sedicenne che è diventato papà un po' troppo presto.
Hornby riesce a imitare bene il modo di parlare e di pensare di un adolescente, usando un linguaggio semplice e naturale, che fa sembrare la storia molto vera e come se l'avesse scritta proprio un adolescente.
Il libro mi è piaciuto anche perché, oltre ad essere divertente e con una trama che già dall'inizio mi ha colpita, si capisce che l'autore Hornby vuole far riflettere sul fatto che c'è molta libertà, ma poca educazione ai sentimenti e alle relazioni sia tra i giovani che tra gli adulti.
Il libro è scorrevole e spesso ironico, caratteristica tipica dello scrittore.
Alcune parti mi sono sembrate un po' confuse, soprattutto quando Sam immagina il futuro con dei salti temporali improvvisi, dove suo figlio è più grande e lui è adulto. Nonostante questo, la storia appare assolutamente chiara e fluida.
Durante la lettura mi sono sentita coinvolta e in alcuni momenti anche divertita, come quando Sam cerca consigli da Tony Hawk, una leggenda dello skateboard, oppure l'autoironia costante del protagonista, che non si prende mai sul serio neanche nei momenti pesanti.
A volte ho provato tenerezza per il protagonista, perché si trova ad affrontare situazioni troppo grandi per la sua età, che io non riuscirei mai a gestire.
Alla fine il romanzo mi ha lasciato una sensazione di riflessione, pur restando una lettura semplice e piacevole.