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Avatar Shirley
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Il giorno del mio tredicesimo compleanno, alla festa dell'oratorio Luca Tuân scrive NEGRA col pennarello sul mio bicchiere di plastica: non lo vede nessuno e io lo butto subito, ancora pieno di aranciata. La professoressa di inglese mi fa i complimenti per l'ultimo compito: Brava, dice, sei proprio migliorata, peccato che quelli come te non ci vanno al liceo.
Da un po' di tempo mi dico Queste cose tienile tutte per te Sara, ed è quello che voglio fare. 
Saranostra, è così che viene chiamata. Sembra quasi che lei esista solo perché è la “figlia” del prof del liceo e della cuoca dell'asilo. Fin da piccola le viene chiesto da dove viene, chi è la sua “vera” mamma. E lei non ha parole, le parole non bastano mai a inventarsi un passato che non si conosce perché sembra esistere solo un eterno presente. Fino a quando, appena ventenne, si ritrova a fare l'insegnante; è stata scelta perché simile a quegli studenti. Forse il suo colore può innescare un'affinità, forse lei che viene da un'altra parte riuscirà a insegnar loro qualcosa, forse la ascolteranno… Tanti forse pieni di stereotipi. 
Nessuno sembra veramente interessato a quelle ragazze e a quei ragazzi e Sara comincia a chiedersi se anche lei, in fondo, non è stata mai vista veramente: "Ma Bonafede si avvicina e mi dice solo Io a volte non so se sono nero o se sono sbagliato".

Commenti

Avatar michelalombardi
15/03/2026 20:33
3ES - Liceo "Torricelli-Ballardini", Faenza (RA)
"Tutta intera" è un romanzo di Espérance Hakuzwimana che narra la storia di Sara Righetti, una ragazza di colore adottata e cresciuta da genitori bianchi, in una città divisa in due dal fiume Sele. Questo corso d'acqua separa la città dalla periferia di Basilici, che ospita tante persone di etnie differenti. All'età di ventitré anni viene affidato a Sara l'incarico di tenere un doposcuola per i ragazzi stranieri che hanno difficoltà. Questi, però, sono diffidenti, non collaborano, non svolgono le attività. Solo col tempo Sara riesce a conoscerli meglio, conquista la loro fiducia, e i ragazzi cominciano a raccontarle le loro storie. In particolare mi è rimasta impressa la storia di Giulio Abour, che racconta che a casa lui legge e traduce le bollette e le poesie a sua madre, e deve stare molto attento a non sbagliare. Mentre la situazione della classe migliora, Sara affronta però un periodo di crisi personale, che la porta ad essere insicura, titubante, e a tratti a perdere la fiducia dei ragazzi. Il libro tratta tematiche molto importanti quali il razzismo, le crisi d'identità, i pregiudizi e l'emarginazione. Nonostante ciò, non mi sono piaciute le scelte stilistiche adottate durante la narrazione. Sono presenti numerosi salti temporali tra l'infanzia e l'età adulta, che rendono la lettura meno scorrevole. Non ho apprezzato neanche la scelta di usare poco la punteggiatura: i dialoghi sono introdotti solo dalla lettera maiuscola, senza le virgolette: in questo modo, piuttosto che una narrazione, sembra di leggere un flusso di pensieri. Concludendo, posso dire che la storia e le tematiche sono molto belle, ma la lettura mi è risultata pesante a causa delle scelte stilistiche.
Avatar girasole
01/03/2026 20:40
2ASA - Liceo "Andrea Maffei", Riva del Garda (TN)
Tutta intera è un libro che mi ha fatto riflettere molto, nonostante non sia sempre riuscita a capirlo fino in fondo. A volte ho fatto fatica a trovare un vero collegamento tra un capitolo e l'altro, mi sembrava che i pensieri cambiassero velocemente e che non ci fosse sempre un filo continuo nella narrazione. Questo mi ha un po' confusa, ma forse è il modo dell'autrice di raccontare la sua identità, che non è lineare ma fatta di tanti pezzi, ricordi ed emozioni. La cosa che mi è piaciuta di più è stato il cambio di prospettiva. Attraverso il libro ho potuto vedere il razzismo con gli occhi di una ragazza nera cresciuta in Italia. Non è il razzismo “evidente” degli insulti, ma quello quotidiano, fatto di frasi piccole che però feriscono. Il dialogo che mi ha colpito di più è il seguente, tra la protagonista, Sara, e suo padre: "A scuola dicono che non ho la faccia da Sara. Chi lo dice? Denise. Devi dire a Denise che i nomi non si danno in base alla faccia. Voi perché mi avete chiamata così? Era il nome perfetto quando sei arrivata da noi. Non ne avevo uno prima? Tu eri Sara anche prima, solo che nessuno lo diceva. Pa'. Dimmi Saranostra. Al posto di faccia volevo dire pelle." Dire che non ha “la faccia da Sara” significa dire che non ha la pelle “giusta” per essere considerata italiana e chiamata con un nome italiano. Questa parte mi ha fatto riflettere molto, perché mostra quanto il razzismo possa essere nascosto in frasi che, all'apparenza, sembrano quasi innocenti. Ho capito che sentirsi “tutta intera” significa riuscire ad accettare ogni parte di sé, senza vergognarsi e senza farsi definire dagli altri. Inoltre mi ha fatto ragionare su quanto possa essere difficile crescere sentendosi sempre osservati o giudicati per il proprio colore della pelle, un aspetto su cui non avevo mai ragionato a fondo. Il libro mi ha aiutato a guardare la realtà da un altro punto di vista, da un'altra prospettiva, quella di chi subisce il razzismo.
Avatar Mella
26/02/2026 17:09
1B Grafica - ITS per Geometri "Camillo Morigia", Ravenna
Sara è una ragazza di ventitré anni ed è la protagonista della storia. Lei cerca di unire due mondi diversi, cioè persone di etnie differenti, che sembrano lontane tra loro. Le viene dato l'incarico di fare una specie di doposcuola a ragazzi considerati “difficili” e di colore. Sara spera di riuscire ad aiutarli e a creare un legame con loro anche perché è di colore pure lei, quindi si sente in qualche modo parte del loro stesso mondo. Si parla dei suoi rapporti con i compagni e le amiche, ma anche del rapporto con i suoi genitori adottivi.
Avatar Tyma
06/02/2026 12:25
4A - I.I.S.S. "Angelo Consoli", Castellana Grotte (BA)
È un racconto potentissimo sulla forza di rialzarsi dopo aver affrontato cose terribili. L'autrice ti prende per mano e ti porta dentro la sua storia con una sincerità che fa vibrare l'anima. Non è solo dolore, c'è una luce fortissima di rinascita e di riscoperta di sé. Fa pensare a quanto siamo resistenti e a quanto sia importante ritrovare la propria interezza. Una lettura che commuove e ispira.
Avatar aliforna
24/01/2026 17:35
1E - Liceo "Laura Bassi", Bologna
"Tutta intera" è un romanzo della scrittrice ruandese Esperénce Hakuzwimana. Questo libro racconta la storia di Sara, una ragazza di colore che diventa insegnante proprio come suo padre e prova ad aiutare i suoi alunni nel corso pomeridiano di cui è insegnante. Questo romanzo viene raccontato contemporaneamente sia dalla Sara bambina sia dalla Sara adulta, in modo che il lettore possa comprendere a pieno tutte le emozioni che prova la protagonista. Inizialmente questo libro non mi intrigava molto, faticavo a leggerlo, ma poi man mano che continuavo a sfogliare pagina dopo pagina ho capito quanto fosse interessante. Quindi io consiglio questo libro.
Avatar evaaaaaaaa
22/01/2026 17:42
3ES - Liceo "Torricelli-Ballardini", Faenza (RA)
Il libro “Tutta intera” di Espérance Hakuzwimana, racconta la storia di Sara, una giovane donna di colore adottata che cresce tra le diversità sociali e culturali. La città in cui vive é divisa in due parti: da un lato il centro “rispettabile”, dall'altra la periferia di Basilici, un quartiere multiculturale, spesso giudicato. Questa divisione non è solo geografica, bensì c'è anche una distanza culturale e mentale difficile da colmare. Fin da piccola Sarà ha dovuto combattere contro tutti i giudizi e gli stereotipi che le venivano assegnati e nonostante sia una ferita aperta nonostante sia cresciuta, decide di iniziare a lavorare come insegnante proprio a Basilici e vede questa cosa come una possibilità per dimostrare che i pregiudizi non definiscono le persone. Inizialmente i ragazzi a cui insegnava erano diffidenti nei suoi confronti, ma con il tempo si riesce a instaurare un rapporto di fiducia, dove vengono dimostrate anche le fragilità altrui. Al tempo stesso però Sara affronta un periodo di crisi che la rende insicura e titubante sul legame di fiducia ostruito con fatica, ma questo fa sì che la protagonista sia più reale e credibile, mostrando quanto sia difficile aiutare gli altri senza prima aver fatto chiarezza dentro se stessi. Il romanzo affronta tematiche molto importanti e austriaci, come il razzismo, l'emarginazione e la ricerca alla propria identità. Inoltre il messaggio è chiaro: andare oltre le etichette e riconoscere la complessità delle persone e delle loro storie. Il linguaggio é semplice e chiaro, rendendo la lettura accessibile e immediata. Le situazione quotidiane descritte contribuiscono a dare realismo alla storia e a mostrare come i grandi problemi sociali si manifestino nei gesti e nelle relazioni di tutti i giorni. “Tutta intera” è un libro che che invita a guardare oltre le apparenze e a mettere da parte i giudizi affrettati.
Avatar EleDore
19/01/2026 10:57
2E - Convitto Nazionale "Vittorio Emanuele II", Cagliari
La protagonista del romanzo, opera prima di Hakuzwimana, è Sara Righetti. A dispetto del nome tutto italiano, Sara è una ragazza afrodiscendente, adottata fin da piccolissima da una famiglia del Nord Italia e cresciuta in un sereno contesto medio- borghese. Il padre è “il miglior professore di lettere” del liceo, la madre lavora come cuoca in una scuola dell'infanzia e lo zio possiede un frutteto di pesche, considerate “oro rosa” per il reddito che gli procurano nonché per la capacità di offrire opportunità di lavoro, seppure stagionale, soprattutto a tanti immigrati. Presa la decisione di non continuare gli studi dopo il liceo, Sara accetta la proposta di don Paolo di insegnare nei corsi pomeridiani di potenziamento di italiano per immigrati di seconda generazione. Secondo don Paolo, Sara è la persona giusta per questo incarico. Ma perché mai? Sara comprende subito che, pur se il colore della sua pelle è simile a quella dei suoi “alunni”, il suo percorso di vita è stato e è del tutto diverso, e lo capiscono immediatamente anche loro, che le dimostrano un'istintiva diffidenza. Con il tempo, tuttavia, il rapporto migliora e inizia un processo di conoscenza, accettazione e rispetto, che rischia però di interrompersi bruscamente quando una delle studentesse di Sara, Charlie Dì scompare, e nel quartiere di Basilici si moltiplicano le aggressioni. L'esperienza di Sara è formativa, perché si accorge di non essere “tutta intera” come pensava, ma di dover rimettere a posto tanti pezzi per capire a fondo la propria identità. Nonostante avessi trovato l'inizio della trama piuttosto avvincente, il suo sviluppo mi ha purtroppo deluso. Ho trovato la storia ripetitiva; il tempo del racconto e dei flashback sempre uguale e perciò disorientante, la totale mancanza di dialoghi, sempre filtrati dal discorso indiretto della protagonista, che è anche il narratore, ha reso la storia meno coinvolgente. La ricerca di identità di Sara mi è sembrata una tematica importante, ma mal sviluppata e inconclusa. Anche per quanto riguarda la scomparsa di Charlie Dì, secondo me l' episodio poteva essere raccontato in modo più interessante, descrivendo le ricerche della ragazza. La stessa Sara non mi è sembrata particolarmente turbata da questo evento. Il libro può comunque risultare interessante per coloro che hanno un forte interesse per tematiche come l'' immigrazione, l'' integrazione e la diversità culturale nella società contemporanea.
Avatar Laura_Mongardi
09/01/2026 18:09
3ES - Liceo "Torricelli-Ballardini", Faenza (RA)
Il libro "Tutta intera" di Espérance Hakuzwimana racconta la storia di Sara, una ragazza con molte qualità che è stata adottata quando era piccola da una famiglia che vive in una città definita da lei "divisa in due dal fiume Sele": da un lato la parte più benestante e dall' altro un quartiere multiculturale di periferia chiamato "Basilici" dove vivono famiglie definite "di criminali" da pregiudizi del luogo(del tutto infondati). Sara ha dovuto combattere fin da piccola con i pregiudizi e le domande scomode come ad esempio chi fosse la sua vera mamma, perciò quando viene assunta a lavorare come insegnante per i corsi pomeridiani ai ragazzi di basilici ne è entusiasta e la prende come una battaglia personale. Fortunatamente Sara sembra riuscire a conquistare il cuore dei ragazzi anche se un po' diffidenti. Tuttavia la giovane si trova in un periodo di crisi personale e questo la porta ad essere titubante e, a volte, a perdere la fiducia dei ragazzi. Il libro tratta tematiche importanti come razzismo, pregiudizi e crisi di identità, con un linguaggio molto semplice e colloquiale. Tuttavia non ho apprezzato molto questo testo, in quanto credo che il modo di descrivere gli avvenimenti e il linguaggio con cui sono esposti non porti il lettore a immergersi nel libro e a immedesimarsi nel personaggio. Inoltre credo anche che svariate parti siano superficiali e irrilevanti, rallentando molto il ritmo della lettura senza una reale utilità. Riassumendo: le tematiche del libro sono molto importanti e toccanti, ma il linguaggio e le storie raccontate no, perciò non lo consiglierei.