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Avatar Shirley
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Il giorno del mio tredicesimo compleanno, alla festa dell'oratorio Luca Tuân scrive NEGRA col pennarello sul mio bicchiere di plastica: non lo vede nessuno e io lo butto subito, ancora pieno di aranciata. La professoressa di inglese mi fa i complimenti per l'ultimo compito: Brava, dice, sei proprio migliorata, peccato che quelli come te non ci vanno al liceo.
Da un po' di tempo mi dico Queste cose tienile tutte per te Sara, ed è quello che voglio fare. 
Saranostra, è così che viene chiamata. Sembra quasi che lei esista solo perché è la “figlia” del prof del liceo e della cuoca dell'asilo. Fin da piccola le viene chiesto da dove viene, chi è la sua “vera” mamma. E lei non ha parole, le parole non bastano mai a inventarsi un passato che non si conosce perché sembra esistere solo un eterno presente. Fino a quando, appena ventenne, si ritrova a fare l'insegnante; è stata scelta perché simile a quegli studenti. Forse il suo colore può innescare un'affinità, forse lei che viene da un'altra parte riuscirà a insegnar loro qualcosa, forse la ascolteranno… Tanti forse pieni di stereotipi. 
Nessuno sembra veramente interessato a quelle ragazze e a quei ragazzi e Sara comincia a chiedersi se anche lei, in fondo, non è stata mai vista veramente: "Ma Bonafede si avvicina e mi dice solo Io a volte non so se sono nero o se sono sbagliato".

Commenti

Avatar Laura_Mongardi
09/01/2026 18:09
3ES - Liceo "Torricelli-Ballardini", Faenza (RA)
Il libro "Tutta intera" di Espérance Hakuzwimana racconta la storia di Sara, una ragazza con molte qualità che è stata adottata quando era piccola da una famiglia che vive in una città definita da lei "divisa in due dal fiume Sele": da un lato la parte più benestante e dall' altro un quartiere multiculturale di periferia chiamato "Basilici" dove vivono famiglie definite "di criminali" da pregiudizi del luogo(del tutto infondati). Sara ha dovuto combattere fin da piccola con i pregiudizi e le domande scomode come ad esempio chi fosse la sua vera mamma, perciò quando viene assunta a lavorare come insegnante per i corsi pomeridiani ai ragazzi di basilici ne è entusiasta e la prende come una battaglia personale. Fortunatamente Sara sembra riuscire a conquistare il cuore dei ragazzi anche se un po' diffidenti. Tuttavia la giovane si trova in un periodo di crisi personale e questo la porta ad essere titubante e, a volte, a perdere la fiducia dei ragazzi. Il libro tratta tematiche importanti come razzismo, pregiudizi e crisi di identità, con un linguaggio molto semplice e colloquiale. Tuttavia non ho apprezzato molto questo testo, in quanto credo che il modo di descrivere gli avvenimenti e il linguaggio con cui sono esposti non porti il lettore a immergersi nel libro e a immedesimarsi nel personaggio. Inoltre credo anche che svariate parti siano superficiali e irrilevanti, rallentando molto il ritmo della lettura senza una reale utilità. Riassumendo: le tematiche del libro sono molto importanti e toccanti, ma il linguaggio e le storie raccontate no, perciò non lo consiglierei.