Un libro tutto nero, che già prima di essere aperto crea un'atmosfera cupa e ansiogena. All'interno si alternano due storie che corrono parallele fino poi ad intrecciarsi, una tutta disegnata, raccontata da una sequenza di immagini senza nemmeno una parola, l'altra tutta scritta. La prima è la storia di Ella, che dopo la morte della mamma si è trasferita in una nuova casa, e che mentre svuota gli scatoloni del trasloco guarda con interesse la grande villa disabitata al di là del giardino; la seconda è il diario di una ragazza, scritto trentacinque anni prima proprio in quella villa, che era un orfanotrofio. Mary sembra terrorizzata da qualcosa, che poi scopriamo essere qualcuno. Le settimane passano, gli ospiti della casa, destinata presto alla chiusura, vengono mandati in affido uno dopo l'altro a diverse famiglie, e lei rimane lì sola, proprio con quella persona, senza nemmeno il conforto dell'assistente sociale cui era così legata…

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