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"È così che il mondo finisceè così che il mondo finisceè così che il mondo finiscenon con uno schianto ma con un gemito."I capolavori della fantascienza sono in realtà dei saggi di filosofia, e indagano, ambientandoli in un lontano futuro, i nodi più importanti del presente. Questo è uno dei casi più brillanti.Nel 2467 gli umani sono poco più che animali senza coscienza che vagano senza scopo, ad un passo dall'estinzione: non ci sono più bambini, non ci sono famiglie, non si formano nemmeno coppie, secondo una logica di individualismo spinto e di culto della privacy. Per decenni sono stati i robot a prendere le decisioni, a curare le città, a tenere in ordine. Ora anche loro sono pochi, e quasi tutti di livelli base, meccanismi che perpetuano i propri movimenti senza sapere perché e senza più guida. Le città stanno cadendo a pezzi, e a nessuno verrà in mente di porre rimedio. L'unico che potrebbe è Spofforth, il robot più perfetto della storia, con capacità smisurate inserite nello splendido corpo, instancabile, di un uomo nero. Però Spofforth da anni non vuole più vivere, gli è chiaro che non ha più senso. Ma il suicidio, che tenta più volte dalla cima di un grattacielo, gli è proibito dal suo software. C'è poi Bentley, un uomo che ha imparato a leggere da solo, ed è l'unico al mondo che sappia farlo: i libri lo portano a desiderare una vita migliore. E c'è Mary Lou, testarda, anarchica, che vive in un gabbia dello zoo, rifiuta le droghe di stato, disobbedisce a ogni ordine, e vuole cambiare il mondo.

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