Senza coda
Feltrinelli, 2017
156 pagine
Pietro si svegliò e si sentì travolgere da una pesantezza lenta e vigile. Proprio quella che il sonno sembrava essersi portato via e che invece ritornò viva appena aprì gli occhi.
Rimase rannicchiato, a cullarsi mentre il cuore continuava a urlargli dentro come un tamburo impazzito.
Rimase rannicchiato, a cullarsi mentre il cuore continuava a urlargli dentro come un tamburo impazzito.
Come molti bambini anche Pietro ha una vera e propria passione per la caccia alle lucertole. Passa i pomeriggi, insieme al suo compagno di classe Luigi e al giardiniere, complice delle loro avventure, nel cortile che circonda la sua grande casa, a catturare lucertole e tagliare loro la coda con l'obiettivo di riempire fino all'orlo un grande barattolo di vetro. La vita di Pietro non è diversa da quella dei suoi coetanei se non fosse che, ogni tanto, il padre lo chiama nel suo studio privato e gli porge sempre la solita, retorica, domanda: “Fra tre giorni ci vai da Carmine, a papà?”. A Pietro non piace andare da Carmine, ha paura di arrivare in ritardo, ha paura di sbagliare qualcosa, ha paura che qualcosa vada storto e, se accade anche una sola di queste cose, quella che ne paga le conseguenze è la madre di Pietro. Il compito di Pietro è quello di consegnare a Carmine una busta bianca che tiene nascosta in mezzo alle pagine del libro di matematica. Una giorno, durante una di queste spedizioni, Pietro incontra Luigi che muore dalla curiosità di sapere cosa quelle lettere nascondono. E così Luigi convince Pietro ad aprire, senza farsi scoprire, la misteriosa missiva. La scoperta cambierà la vita di entrambi.
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