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«... avevo quasi dimenticato com'era stare da solo in un bosco, o immergermi nudo in un torrente, o correre sul filo di una cresta dopo cui c'è soltanto il cielo. Quelle cose le avevo fatte ed erano i miei ricordi più felici. Il giovane uomo urbano che ero diventato mi sembrava l'esatto contrario di quel ragazzo selvatico, così nacque in me il desiderio di andare a cercarlo. Non era tanto un bisogno di partire, quanto di tornare; non di scoprire una parte sconosciuta di me quanto di ritrovarne una antica e profonda, che sentivo di avere perduto.»
Cosa succede se la vita che hai non ti piace più? E poi te la sei veramente scelta quella vita, o forse, semplicemente, hai paura di vivere quella che davvero vorresti? Il protagonista di questo romanzo, probabilmente autobiografico anche se non viene mai esplicitato, è stanco della vita nella metropoli, della routine quotidiana, e vuole tentare di vivere come ha sempre desiderato. In una baita, in montagna, isolato dal mondo.Paolo Cognetti ci racconta, in questo brevissimo romanzo giovanile, una storia di montagna e di solitudine, con tutta la freschezza della sorpresa e dell'incanto delle prime volte. La scoperta delle tracce di una lepre nella neve, l'incontro con la spavalderia degli stambecchi e con la riservatezza dei pochi vicini di baita, e con la difficoltà di far crescere un orto in alta quota. Un diario asciutto, cristallino, senza fronzoli. Come la montagna.

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