2019 - 2020

Xanadu

2019 - 2020

Nuotare con un elefante tenendo in braccio un gatto

Yoko Ogawa

Il Saggiatore, 2015


Diventare grandi è una tragedia. Little Alechin incise queste parole nel suo cuore. Rappresentavano una ferita profonda e infetta che non guariva, ma anche una vena aurifera che attraversava tutta la sua vita.

Un bambino nato con le labbra sigillate. Un elefante incatenato sul tetto di un palazzo. Una bambina che si nasconde nell’intercapedine tra due case, e non ne esce più. Un uomo grassissimo, gran maestro di scacchi, che vive in un vecchio autobus con un gatto che si chiama Pedone. 

Sembra di essere in uno strano sogno, affascinante e spiazzante, con una logica tutta sua. Seguiamo il bambino e lo vediamo crescere (anche se solo mentalmente, visto che rimarrà fisicamente piccolo): grazie all’allenamento e ai consigli del suo enorme maestro, con gli anni, diventa un ottimo scacchista, al punto da essere soprannominato “Piccolo Alechin” per il suo gioco così simile al celebre poeta della scacchiera. Ma il ragazzo è ancor più bizzarro: ama giocare nascosto sotto il tavolo, con un gatto in braccio. Diventa un vero fenomeno, anche se nessuno nemmeno conosce il suo viso.

Questa storia mi è piaciuta molto: è coinvolgente, nonostante l'atmosfera quasi surreale che si delinea durante la lettura.
Consiglio questo libro ai giocatori di scacchi (come me): i riferimenti a questo meraviglioso gioco non mancano di certo; gli appassionati troveranno inoltre una serie di metafore che mostreranno loro quanto quel gioco sia presente nella vita quotidiana.
Non siete giocatori di scacchi? Non preoccupatevi! Questo libro non necessita di conoscenze del gioco; anzi, vi ci farà appassionare! Lo raccomando vivamente a tutti coloro che stanno leggendo in questo momento il mio commento.

Inventa un nuovo titolo

Diventare grandi è una tragedia. Non serve essere grandi per godersi un tuffo nell'illimitato mare degli scacchi.

La frase che ti è piaciuta di più

«L'annotazione della cronaca della partita si chiama registrazione delle mosse. Qualunque partita può essere riprodotta se viene messa per iscritto. E se ne può riassaporare non solo il risultato, ma ogni sua caratteristica: l'eleganza, la sagacia, la brillantezza, la scaltrezza, la magnanimità, la sontuosità delle mosse dei vari pezzi. Anche se il giocatore ormai è morto la registrazione delle mosse gli sopravvive. Nel gioco degli scacchi possiamo affidare ai vari pezzi le vestigia della nostra esistenza.»

La musica che metteresti come colonna sonora

Aria sulla quarta corda – Johann Sebastian Bach

Cosa pensi della copertina? Vuoi mandare un messaggio all’editore che l’ha scelta?

Secondo me la copertina è adeguata alla storia e fa riferimento alla metafora più ricorrente nella racconto.

Inventa una riga come “fascetta pubblicitaria” del libro

Per scacchisti e non: un romanzo veramente affascinante.

Se ti va scrivi un messaggio all'autore. Chissà, magari riusciamo a mandarglielo

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