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La mia mano era finita esattamente sopra un'altra mano, come se questa fosse rimasta sempre lì in attesa. […] Era una mano, per forza; infatti, proseguiva in un braccio che si congiungeva in una spalla, e da lì, risalendo ancora un po', si arrivava a un collo e infine a una testa.
Frankie, figlio di un poliziotto della squadra Omicidi, scopre che il capo ha fatto retrocedere il padre al lavoro, che rischia quindi di finire chiuso in ufficio a compilare scartoffie: solo una buona opportunità, un caso scottante da risolvere, potrebbe salvarlo agli occhi del capo. Frankie non vuole stare con le mani in mano, così decide di mettersi alla ricerca di un nuovo caso per suo padre, ma come si fa a scoprire un omicidio se non c'è ancora stato, se il cadavere non è stato trovato e non è stata denunciata la scomparsa di nessuno? Serve un indizio, qualcosa che sembri fuori posto, si dice ricordando le parole di suo padre; così ci prova e inizia un'indagine partendo dall'unico oggetto che possiede: un occhio di vetro scambiato durante un baratto con un altro ragazzo. Da dove viene? A chi apparteneva? Ma soprattutto sarà davvero l'indizio giusto per trovare un cadavere?

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