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Al centro del disegno c'è un uomo, un gigante con un paio di corna sulla testa. È girato di spalle, la faccia non gli si vede. Tra le mani stringe un cane nero e lo solleva come se non pesasse niente. Rispetto all'uomo, il cane è piccolo, sembra addormentato. Tutto il resto sono rovi.
Il disegno, su un vecchio foglio a scacchi strappato da un quaderno di scuola, arriva per posta ad un carabiniere. Non c'è scritto nulla, neanche una parola, eppure il Comandante Boscolo, una vita in sordina, solitaria e forse triste, sa bene di cosa si tratta. Aspetta quella busta da mezzo secolo: i segni a matita lo trascinano all'istante in un campetto di periferia, dove sei ragazzini di molti anni prima stanno giocando a pallone, prima di rintanarsi alla Base, un ex bunker della guerra, dove gli adulti non arrivano. Con loro c'è sempre anche Narciso, detto Houdini perché crede di essere un mago, il fratellino rompiscatole di Ercole. I ragazzi vorrebbero liberarsi di lui, che rallenta le corse in bicicletta, è scarso col pallone, li limita quando spiano di nascosto le ragazze seminude, ma non c'è verso.Ma un giorno, durante una partita, Narciso sparisce. Lo cercano ovunque fino a sera, e tutto quello che trovano è un cagnetto che gli somiglia e vuole seguirli. Parte l'allarme, tutto il paese si muove, vengono dragati i canali. Niente, Narciso è sparito, e non tornerà.E nella mente del lettore si insinuano dubbi sempre più tremendi sugli abitanti del paese, che sembrano tutti nascondere qualcosa.

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