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L'anno in cui compii dodici anni imparai a mentire. E non mi riferisco alle piccole frottole che raccontano i bambini. Intendo proprio bugie vere, alimentate da vere paure ˗ cose che dissi e feci e che mi strapparono alla vita che avevo conosciuto fino a quel momento scaraventandomi in una nuova esistenza.
Mentre la guerra infuria al di là dell'Atlantico, e cambia la vita a tutti anche nel suo paese, Annabelle è alle prese con un altro terrore da affrontare quotidianamente: l'arrivo di Betty, una ragazza grande e grossa, terribile di carattere, sul cui passato si raccontano leggende inquietanti. Betty non vuole amicizie, non ha nessun timore degli adulti, spaventa e maltratta chiunque, sembra avere un cuore di pietra. In classe punge con spilloni i compagni, e fuori fa ben di peggio. Un giorno Annabelle se la trova sul sentiero di casa con un bastone: se non vuole essere picchiata, o per evitare che prenda a sassate i fratellini, deve portarle ogni giorno qualcosa. Lei prova a rifiutarsi, o ad accontentarla con pochi centesimi, ma Betty è implacabile, e diventa sempre più incontrollabile e perfida fino a compiere atti raccapriccianti e gravissimi. Ma la vera tragedia non è ancora incominciata...

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Commenti

Avatar Ak
Ak
29/01/2024 18:46
3D - Scuola Media Casadio, Piangipane (RA)
Questo libro mi è piaciuto molto perché racconta di una ragazza di dodici anni che impara ad affrontare le sue paure e ad avere il coraggio anche nei momenti più difficili .
Avatar Libri_10
20/01/2024 17:09
3X - scuola media "Marco d'Oggiono", Oggiono
Premetto: questo libro è bello ma non mi è piaciuto fino in fondo. La storia è ben strutturata, magari l'inizio è più noioso, ma nel completo la storia è carina. Gli eventi sono inaspettati e mi è molto piaciuto l'intensificarsi di queste piccole coincidenze che hanno poi portato all'evento clou. È molto bello anche il prologo che ti lascia col fiato sospeso dall'inizio della storia alla fine. Di piacevole lettura, non troppo lungo (275 pagine) e molto scorrevole (fate conto che ne ho letto metà in un pomeriggio). Ho letto un altro libro della stessa autrice (Al di là del mare) ma non mi era piaciuto, quindi ho visto la lettura di questo libro come una possibilità di riscatto per l'autrice. Direi che ho fatto bene a concedergliela. Però ora passiamo ai lati negativi. A parer mio ci sono dei punti in cui l'autrice avrebbe potuto ampliare maggiormente il testo mentre invece si è limitata a scrivere il minimo. Mi sono rivista molto nella protagonista che è convinta delle sue idee e che non guarda in faccia a nessuno. È un libro adatto da leggere nel passaggio tra scuola primaria e scuola secondaria perchè fa capire che non si è più ragazzini e che bisogna iniziare a prendere le proprie decisioni e le proprie responsabilità. Nel complesso bello e interessante anche se può sembrare noioso inizialmente. P.S. La canzone allegata mi ha ricordato la storia di Toby, ma in particolare l'ultimo capitolo, a parola mia, il più significativo.

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Avatar Ali_resma
26/03/2023 12:53
3C - Scuola media Farini, Bologna
"L'anno in cui imparai a raccontare storie" è un racconto molto interessante perché tratta argomenti attuali osservati dal punto di vista della protagonista. All'inizio potrebbe sembrare una storia molto semplice ma, proseguendo con la lettura, si può cogliere il grande significato che trasmette. Consiglio questo libro a tutti!
Avatar Al_piroli
22/02/2023 18:53
3B - Scuola media Rita Levi Montalcini, Bologna
“L' anno in cui imparai a raccontare storie” è un libro molto interessante. Affronta diversi temi, dal bullismo all' amicizia, tutto raccontato attraverso gli occhi di una ragazzina. La trama mi ha affascinato e, anche se all' inizio mi sembrava noioso, in realtà è molto scorrevole. Il finale mi ha stupito positivamente per la morale e l' insegnamento che trasmette al lettore. Un libro che consiglio a tutti!