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«La più bella applicazione del principio “della gabbia all'inverso” la escogitò mia moglie quando il nostro primogenito era molto piccolo. Tenevamo allora alcuni animali grossi e potenzialmente pericolosi: dei corvi imperiali, due cacatua dal ciuffo giallo, due maki e una scimmia cappuccina, tutti soggetti, soprattutto i corvi, che non era opportuno lasciare soli con il bambino. Così mia moglie sistemò in giardino una grossa gabbia, e vi pose dentro… il pargoletto!»
Una leggenda racconta che il Re Salomone aveva un anello magico che gli permetteva di parlare con tutti gli animali. Konrad Lorenz non possiede alcun anello eppure riesce a fare lo stesso (anche se, ammette lui, solo con alcune specie). Amante degli animali fin da piccolo, Lorenz accetta a malincuore di non poter diventare un uccello acquatico e in cambio convince i genitori a regalargli delle oche. Inizia così a coltivare lo sguardo che lo farà diventare il padre dell'etologia moderna. La rabbia verso i libri che trattano di animali, scritti da chi non ha la pazienza di osservare e dunque non conosce davvero il loro carattere, lo porta a creare una storia che, con aneddoti e fatti scientifici, sfata una serie di luoghi comuni sul comportamento animale e ne approfondisce l'affinità con quello umano.Si scoprirà per esempio tra le varie storie che il lupo e il cane sono molto più furbi della volpe, che è bene non essere “sani come pesci”, tormentati come sono da numerose malattie infettive, che una taccola può letteralmente innamorarsi della domestica e che “Bambi” è uno degli assassini più disinibiti e crudeli tra gli animali. 

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