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La variante di Lüneburg
Adelphi, 2003
168 pagine
Se mi si chiedesse quando esattamente ho imparato a giocare a scacchi, non saprei rispondere. A me sembra di aver sempre saputo giocare, anzi di aver giocato in tempi e in luoghi assai remoti. Ciò che dovevo ancora apprendere semmai erano le regole imposte in questo secolo, e su questo pianeta.
È un giallo molto particolare e intelligente, che mette in scena bambini prodigio, geniali duelli psicologici e tremendi avvenimenti storici. Sin dall'inizio un uomo ci confessa di essere il responsabile della morte di un anziano appassionato di scacchi, che noi sappiamo però essere morto suicida. L'uomo solitario si trova al centro di un duello a scacchi che va oltre la pura competizione: è lo scontro di due vite consumate dall'ossessione. L'arrivo di un avversario enigmatico riapre ferite antiche e riporta in superficie rancori e segreti sepolti, mentre battute laconiche e piccole tracce svelano indizi sul passato dei due sfidanti.
La partita, fatta di mosse lente e ponderate, diventa il mezzo attraverso cui emergono segreti nascosti e vecchi conti in sospeso: ogni mossa scopre un pezzetto di storia, ogni sacrificio sul tavolo di gioco riflette scelte e tradimenti vissuti fuori dalla scacchiera, fino a trasformare il confronto in una resa dei conti totale.
Commenti
23/01/2026 22:32
1F - IIS "Adolfo Venturi", Modena
La variante di Lüneburg é un romanzo storico, giallo, che racconta di oscuri passati di maestri degli scacchi, raccontando di strategie, misteri e sopravvivenza. Questo romanzo l'ho trovato molto interessante e coinvolgente, grazie allo stile dell'autore che riesce a portare il lettore fino alla fine della storia, piena di mistero e suspance. Infine perciò se siete degli appassionati di gialli o thriller penso che questo libro possa piacervi.
Il voto che do a questo romanzo è: 7.5
06/01/2026 21:49
2S - IIS "Cesare Battisti", Bolzano
È un racconto super raffinato ma anche un po' triste, che fa riflettere su tutto quello che perdiamo senza rendercene conto. Mi è rimasta impressa l'idea che ogni mossa fatta sulla scacchiera sia in realtà una scelta che cambia la vita vera. Come dice l'autore: "Ogni mossa ha una conseguenza che va oltre i confini della scacchiera". Un altro passaggio bellissimo è quando scrive che "La vita, come il gioco, non concede mai una seconda occasione per la stessa mossa".
15/01/2026 00:00
3ES - Liceo "Torricelli-Ballardini", Faenza (RA)
Il libro "La variante di Lüneburg" di Paolo Maurensig inizia come un giallo per poi svilupparsi in uno stupendo romanzo psicologico.
Il libro si apre con la morte di Dieter Frisch, un ricco signore appassionato di scacchi.
Prima dell'incidente, percorrendo un tratto in treno, l'abituale partita viene interrotta dall'entrata in scena di un passeggero sconosciuto: Hans Mayer. Anche se all'inizio la sola presenza del ragazzo infastidisce Frisch, basterà uno scambio di parole per scoprire che i due hanno molto in comune. Dopo aver scoperto che il protagonista si ritrova davanti un ex campione di scacchi, invita l'avversario a giocare una partita. Mayer però è obbligato a rifiutare e l'unico modo per spiegarne il comportamento è quello di raccontare il suo passato.
Con un gioco di continui flashback, colpi di scena e cambi di narratore nel lettore cresce la voglia di conoscere i personaggi.
Il linguaggio è chiaro e fluido, la storia è breve ma intensa e ricchissima di particolari.
Ho apprezzato molto i dettagli e il continuo stupore che cresce con lo scorrere delle pagine. Anche chi non ha un interesse per gli scacchi verrà fin da subito trasportato dagli avvenimenti dei protagonisti. In questo libro gli scacchi non sono solo un gioco ma una metafora di vita. Lo consiglio fortemente.
06/01/2026 19:13
2S - IIS "Cesare Battisti", Bolzano
Il libro La variante di Lüneburg mi è piaciuto moltissimo. Per me è stato un libro molto appassionante. Il libro racconta la vita di diversi personaggi del dopoguerra che, da giovani, sono stati campioni di scacchi. Il libro cambia spesso il punto di vista e racconta la storia di vari personaggi coinvolti, passando dall'Olocausto al dopoguerra fino a quarant'anni dopo la fine della guerra. La storia è ricca di intrecci e colpi di scena. Personalmente, ho apprezzato molto gli intrecci tra i racconti dei vari personaggi. Durante la lettura ho fatto un po' di fatica a seguire il filo conduttore del libro a causa dei continui cambi di punto di vista. Verso la fine del testo, uno dei protagonisti racconta la sua esperienza con gli scacchi durante il nazismo spiegando come questi abbiano avuto un ruolo importante, salvandogli la vita. Consiglierei questa lettura a chi interessano gli scacchi o a chi non si distrae facilmente, perché leggendo questo libro non si deve mai perdere il filo conduttore onde evitare di fare confusione.
12/01/2026 18:49
2B - Liceo "Andrea Maffei", Riva del Garda (TN)
Leggere La variante di Lüneburg mi ha fatto provare fin dall'inizio un senso di angoscia difficile da spiegare. Era come se, già dalle prime pagine, sentissi che stava per succedere qualcosa di forte, qualcosa di inquietante. Non era paura vera e propria, ma una tensione continua che mi accompagnava mentre leggevo.
Ogni volta che penso a questo libro sento una specie di calore al petto, all'altezza del cuore, ma allo stesso tempo qualcosa di sinistro. È come se la storia mi avesse colpita dritta al centro lasciando segni indelebili.
Mi sono appassionata molto e spesso mi ritrovavo a leggere con il fiato sospeso, passando da un capitolo all'altro perdendo la cognizione del tempo. La narrazione, però, mi è sembrata anche un po' confusa, perché si intrecciano tre storie diverse che hanno come unico vero legame gli scacchi.
All'inizio questo mi ha disorientata, ma andando avanti ho capito che questa confusione rispecchia anche il caos interiore dei personaggi, come se ci trovassimo nella loro mente. Quello che mi ha colpito e spaventato di più è stato vedere come la vita segni profondamente gli anti-eroi del romanzo. Per questo motivo, in alcuni momenti, ho avuto persino paura di diventare come loro, paura di avere una passione così viscerale da distruggere tutto quello che mi circonda, compresa me stessa, come se il libro mi stesse mettendo davanti a uno specchio.
Secondo te c'è una colonna sonora perfetta?
10/01/2026 20:15
2ASA - Liceo "Andrea Maffei", Riva del Garda (TN)
Il libro all'inizio non mi è piaciuto molto, perché difficile da capire. Questo soprattutto per la struttura, perché non seguiva un ordine cronologico, ma mischiava presente e passato, quindi ogni volta dovevo collegare i vari eventi. Poi però ho iniziato a prenderci la mano.
La cosa che mi è piaciuta di più è che l'autore, Paolo Maurensig, ha usato gli scacchi come simbolo e non come solo un gioco in sé. Gli scacchi rappresentano il modo di pensare dei personaggi, ad esempio per Hans Meyer le persone sono delle pedine, alcune hanno importanza mentre altre possono essere sacrificate per vincere. Per questo Hans non è uno dei miei personaggi preferiti.
Quello che mi piace di più è Abel, perché ha vissuto momenti difficili e per questo fin dall'inizio mi ha fatto pena, ma allo stesso tempo l'ho ammirato, perché ha usato la sua intelligenza non per sminuire qualcuno, ma per difendersi e resistere; non potendo usare la forza, usa la mente per non farsi distruggere psicologicamente.
Riflettendo sul libro ho capito che l'intelligenza è un'arma e che può essere sfruttata per controllare e distruggere gli altri. Se però l'intelligenza diventa un'ossessione, può distruggere una persona, arrivando al punto di togliersi la vita.
Infine consiglierei questa lettura a chi vuole qualcosa di diverso dal solito, a chi piace quando il libro gioca con il tempo ed a chi è disposto a riflettere in particolare sulla psicologia delle persone.
07/01/2026 14:51
2ASA - Liceo "Andrea Maffei", Riva del Garda (TN)
Leggere questo libro è stato come finire in una trappola mentale. All'inizio, pensavo di trovarmi davanti a una semplice storia sul mondo degli scacchi, ma andando avanti, mi sono accorto che sotto la superficie c'era qualcosa di molto più profondo e un po' inquietante.
La sensazione principale che mi ha accompagnato è stata una tensione costante. Sembrava che fossi seduto al tavolo da gioco, e ogni parola sulla pagina rappresentasse una mossa decisiva su una scacchiera, dove l'errore non è ammesso. Il senso di ossessione che tormenta i personaggi mi ha colpito molto.
L'autore riesce a farti capire come una passione possa diventare una sfida spietata, dove l'altro non è un avversario ma un nemico da annientare. Questa lettura mi ha trasmesso uno strano freddo, un gelo interiore, vedendo come la logica e l'intelligenza possa diventare uno strumento di cattiveria. Verso il finale, ho provato un mix di malinconia e stupore.
È una storia che ti costringe a riflettere su quanto il passato, anche brutto, possa influenzare il presente su ogni nostra scelta.
Ho capito che la vita, proprio come una partita a scacchi, è fatta di sacrifici necessari e pazienza.
Mi ha lasciato la consapevolezza che, a volte, la vittoria finale non ti tranquillizza, ma ti porta in un circolo vizioso abbastanza negativo.