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A un tratto si ricordò dov'era: in una fuga senza speranza. Si trovò gli occhi pieni di lacrime. Il tempo nel suo quartiere era finito. A meno che il mistero di quella stanza non lo portasse altrove. Sentì uno scricchiolio di passi. Le voci dei suoi genitori si erano fatte più vicine. Stavano per entrare in camera da letto quando Nico si decise: impugnò la chiave, la infilò nella serratura della porticina, aprì.
I genitori di Nicodemo hanno deciso improvvisamente di lasciare la casa in cui hanno sempre vissuto e di trasferirsi lontano. Per lui è un colpo durissimo, perché significa lasciare, oltre a tutti i ricordi d'infanzia, anche il suo amato quartiere, in cui scorrazza liberamente con i suoi tanti amici. È infatti da sempre il motore di ogni avventura, seguito da tutti, lui che è un pozzo di fantasia e idee. Mentre l'auto sta per partire verso una nuova vita, Nico si volta indietro e vede un ragazzo che gli somiglia moltissimo entrare in casa. Scende in fretta, corre a controllare, e mentre i genitori gli sono alle calcagna, pronti a riportarlo a forza al suo destino, decide di nascondersi dentro un armadio. E lì scopre un piccolo buco, che si rivela essere un passaggio segreto verso una minuscola camera oscura. Ci si chiude dentro, guarda le centinaia di vecchie fotografie appese sui muri. E quando prova a toccarne una ci precipita dentro, scoprendo di essere in grado di passare da una foto all'altra

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