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Quindici anni è l' età del consenso. A quindici anni puoi decidere di cedere un pezzo della tua vita a qualcun altro. Un anno, due anni, dieci anni. Puoi darli via. Puoi promettere di morire. Andartene presto, prima che in ogni caso ti uccidano a settantaquattro anni. Non sono stupida, lo so che ci sono troppe persone sul pianeta, e che la Terra è troppo calda e che le persone si stanno spostando. Si spostano di continuo. Vanno a nord. E so che il nord non ce la fa più. Ma il fatto è questo: io voglio vivere.
Ci siamo riusciti, abbiamo distrutto il Pianeta e ora non ci resta che sopravvivere. È quello che cerca di fare Mhairi, una ragazzina di quattordici anni, che da un anno è in viaggio, partita dal Sudan verso un' isola scozzese, Arran, per salvarsi. Ha promesso ai genitori, morti durante la fuga, che ci sarebbe riuscita, lei avrebbe raggiunto la nonna nella sua terra natale, quel nord dove tutti stanno andando. Ma il mondo è cambiato, non si può più andare dove si vuole, ci sono regole, leggi da rispettare, frontiere da superare, confini da attraversare e se non hai i documenti in regola non lo puoi fare. La carta di identità diventa un passaporto che definisce chi sei, cosa hai fatto, se meriti di vivere o se devi morire, hai crediti vita o debiti e quando raggiungi i quindici anni diventi responsabile della tua vita, puoi decidere cosa farne.In questo futuro, forse non molto lontano, si è deciso che non si può vivere oltre un certo anno, un' iniezione ti porta via, ma puoi anche essere condannato per un reato e scontare la pena solo facendo ammenda con gli anni. E quando Mhairi decide di salvare un bambino che non parla e di cui non sa nulla, senza documenti ma che le si affeziona subito, sa già che dovrà mentire, fuggire, scoprire fino a che punto una vita è importante.

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