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“Fermi un attimo”, disse papà, e continuò a tirare.
Poi mi resi conto che non era erba, ma capelli. E sotto quei capelli una faccia grossa e tonda come la luna, bianca come un lenzuolo e gonfia come un cuscino di piume. Fu solo quando vidi il vestito che capii di chi si trattava.
Sue Ellen, Terry e Jinx non vedono l'ora di crescere per andarsene da quel buco di paese. Una vera palude, in cui gli adulti sono nel migliore dei casi dei cadaveri ambulanti, senza luce negli occhi. Quando l'amica May Lynn sparisce senza lasciare traccia, pur dispiaciuti, sperano in cuor loro che ce l'abbia fatta, e sia fuggita di nascosto in cerca di un futuro migliore, magari a Hollywood, come sognava da tempo.
Ma quando un corpo, ormai irriconoscibile, riemerge dal fiume in cui stanno pescando, il vestito a fiori che lo copre non lascia spazio a dubbi. Distrutti dal dolore, informano la polizia, che però dopo un'indagine sommaria archivia subito il caso: cose che capitano. May Lynn viene chiusa in una cassa e seppellita senza troppe cerimonie. I tre non ci stanno, capiscono che c'è del marcio sotto, e in una notte di follia decidono di esaudire il più grande desiderio dell'amica: la porteranno ad Hollywood. Rubate le sue ceneri, e venuti in possesso dei quattrini che lei aveva nascosto per il suo sogno, iniziano un viaggio impossibile, risalendo il Texas degli anni Trenta, pronti a qualsiasi cosa. 
Ma sulle tracce loro e di quei soldi che mancano all'appello si mettono ben presto un manipolo di avidi parenti e poliziotti corrotti. E soprattutto, pare, Skunk, un personaggio da leggenda nera che che si dice viva nei boschi come un animale, con un cappello a bombetta e collane fatte con dita umane.

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