Jason .

Jason, pseudonimo di John Arne Sæterøy (nato nel 1965), è uno dei fumettisti europei più riconoscibili e coerenti degli ultimi decenni. Norvegese di origine, ma profondamente legato alla tradizione del fumetto franco-belga e al cinema d'autore, ha costruito un universo narrativo minimale, malinconico e ironico, popolato quasi esclusivamente da animali antropomorfi dal volto impassibile. 
Dopo gli studi alla Scuola di Arti Grafiche di Oslo e all'École supérieure des arts Saint-Luc di Bruxelles, Jason sviluppa uno stile essenziale: disegni puliti, colori piatti, dialoghi ridotti all'osso. Le sue storie sembrano semplici, ma sotto la superficie nascondono un forte senso di solitudine, di nostalgia e di desiderio inespresso. Il silenzio, nei suoi fumetti, conta quanto le parole. 
Il successo internazionale arriva nei primi anni Duemila con opere come Il ferroviare e Hey, Wait…, che lo impongono come autore capace di raccontare il dolore e l'assurdo dell'esistenza con una leggerezza solo apparente. Jason ama mescolare generi e riferimenti: noir, fantascienza, romanzo sentimentale, horror e soprattutto cinema (da Buster Keaton a Truffaut), spesso rielaborati in chiave straniante e affettuosamente citazionista. 
Premiato più volte, tra cui con l'Eisner Award, Jason è oggi considerato un maestro del racconto breve e del tempo sospeso. I suoi personaggi sembrano muoversi in un mondo fuori dalla storia, dove l'umorismo è sempre attraversato da una vena di malinconia. Un autore che racconta poco, ma lascia molto: come certe canzoni tristi che continuano a risuonare anche dopo essere finite. 

Bibliografia