Ai carabinieri basta un esposto anonimo per avviare l' indagine. A me no. Ho deciso che lo firmerò, sigillando con nome-e-cognome la decisione di denunciare il mio presidente. Quando sarà il momento, voglio guardarlo negli occhi, il "ladro", in un'aula di tribunale. Deve sapere che sono stato io a parlare. Altro che esposto anonimo! "Gridato" lo farei, se potessi. Farmi convocare come una persona informata sui fatti? Chi, io? "Puah". Scuoto il capo. No no no. Questo significherebbe recitare una parte che non è la mia.
C'è un uomo che ha passato quasi dieci anni nei carabinieri, ha arrestato assassini, rapinatori, pedofili, spacciatori, e che a un certo punto, forse perché non è convinto che quella sia la sua strada, decide di passare del tempo tra i monaci trappisti. Con loro si alza al mattino presto, coltiva l'orto, munge le mucche, prepara i pranzi e le cene, prega, sempre e comunque in silenzio. Passa il tempo e di nuovo sente che non è la via giusta, e allora un amico gli porge una mano. «Vieni qui a Ferrovie Nord Milano che ti ho trovato un lavoro, devi controllare se nell'azienda ci sono dei buchi finanziari.» E allora lui si mette al lavoro e il suo lavoro lo fa così bene che non solo scopre che il capo dell'azienda ruba ma che da anni lo fa anche il suo amico. Cosa fare? Denunciare o pensare alla carriera? Girarsi dall'altra parte oppure rischiare di perdere tutto? Lui non ha dubbi, ha sempre saputo qual è la cosa giusta. Questa è la sua storia, la storia di Andrea.  

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