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"Dimmi come va a finire" è quello che si sente chiedere Valeria Luiselli da sua figlia. Valeria è un'interprete volontaria per il tribunale dell'immigrazione di New York. È il 2015 quando capisce che la situazione dei minori non accompagnati senza documenti richiedenti asilo è drammatica, decide quindi di collaborare con un'associazione di avvocati che si occupano delle cause dei minori gratuitamente o ad un bassissimo prezzo. Gli interpreti hanno il compito di porre ai migranti quaranta domande, le cui risposte determineranno la presa in carico o meno della causa legale. Le richieste son troppe, gli avvocati devono scegliere con cura quali sono i casi di vittoria certa, che senza difesa verrebbero rimandati indietro. Ed è così che Valeria si sente sperare che le risposte siano quelle giuste, consapevole che quelle "giuste" sono anche le più sbagliate di tutte perché implicano situazioni di violenza o assoluta povertà. "Dimmi come va a finire" vorrebbe rispondere che va a finire bene, ma spesso come andrà a finire proprio non lo sa.

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