2018 - 2019

Xanadu

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L'uomo che cadde sulla terra

Walter Tevis

beat, 1963


SPAESAMENTO IDENTITÀ METAMORFOSI SOLITUDINE dipendenza alieni
“Non era un uomo, eppure era molto simile a un uomo. Le unghie erano artificiali, i piedi avevano soltanto quattro dita, era privo di appendice intestinale e dei denti del giudizio. Però aveva ciglia e sopracciglia, i pollici opponibili, e mille altre caratteristiche fisiologiche. Era un essere umano, insomma, ma non esattamente un uomo. Come gli uomini poteva provare amore, paura, intenso dolore fisico e un senso di autocommiserazione”.
Thomas Newton è un alieno capace di confondersi con gli esseri umani, proveniente da un lontano pianeta e con uno scopo ben preciso. E' intelligente, di un’intelligenza superiore a quella dell’uomo, però è debole, fisicamente ma anche moralmente, perché schiacciato da un forte senso di solitudine, consapevole di essere circondato da esseri estranei alla sua realtà. Il suo potere sarà quindi il denaro, ottenuto grazie alla sua mente brillante, speso per portare a termine il suo progetto segreto. Solo un semplice e poco noto professore di Chimica, Bryce, si insospettisce studiando le brillanti scoperte scientifiche di Newton e comprende che si basano su logiche mai viste, logiche non umane. Inizierà una lunga ricerca per capire chi sia Thomas Newton e quali siano i suoi progetti che lo hanno portato a esiliarsi in un mondo avulso e lontano

Qualcosa sull'autore

Walter Tevis nasce il 28 febbraio del 1928 a San Francisco.
All’età di dieci anni una malattia reumatica al cuore lo costringe a rimanere in ospedale un anno intero; nel frattempo la sua famiglia si trasferisce nel Kentucky, lasciandolo a San Francisco. La degenza, le terapie e gli esami spesso dolorosi, il senso di abbandono trasformano l’ospedale in un’autentica camera delle torture; e una volta dimesso, non è meno difficoltoso integrarsi nella tranquilla provincia kentuckiana quando si proviene da una grande città. Da questi ricordi trarrà spunto per creare l’alieno Newton, protagonista de L’uomo che cadde sulla terra. Inoltre Walter è timido, gracile, impacciato, buffo (deve portare un apparecchio per i denti) e ha trovato un precoce rifugio nei libri: tutto questo fa di lui il bersaglio naturale dei bulli della scuola, che non gli risparmiano beffe e pestaggi.
Al liceo cambia scuola per ben tre volte, poi si arruola in marina in tempo per prestare servizio alla base di Okinawa, in Giappone, negli ultimi due anni della seconda guerra mondiale; una volta congedato riesce finalmente a diplomarsi e si iscrive all’università. Trova anche lavoro, in una sala da biliardo. Da questa esperienza scrive il suo primo romanzo Lo spaccone (1959), che è subito un successo; due anni dopo verrà portato sullo schermo dal regista Robert Rossen, con la sceneggiatura dello stesso Tevis e Paul Newman e Jackie Gleason nei panni dei protagonisti.
Mentre termina L’uomo che cadde sulla terra Tevis sta diventando schiavo dell’alcol, come il suo personaggio. Lo rimarrà per diciassette anni, durante i quali non scriverà nulla di notevole, ad eccezione di pochi racconti e articoli.
Non si è mai considerato un autore “serio”, si definiva “un bravo scrittore americano di secondo livello”.
Nel 1975, però, la svolta: Walter decide di smettere di bere ed entra in psicoterapia. Due anni dopo spinge ancora oltre la decisione di cambiare radicalmente la propria vita: si dimette dall’università e si trasferisce a New York, risoluto a dedicarsi soltanto alla scrittura.
Walter Tevis se ne va per una crisi cardiaca nel 1984, a causa del tumore ai polmoni, appena cinquantaseienne.

Rilanci

Bibliografia
Solo il mimo canta al limitare del bosco, Nord, 1983
Futuro in trance, Mondadori, 1983
Il colore dei soldi, Sperling & Kupfer, 1987
A pochi passi dal sole, Mondadori, 1992
L’uomo che cadde sulla terra, Minimum fax, 2006
La regina degli scacchi, Minimum fax, 2007
Lo spaccone, Minimum fax, 2008

Perché lo consigli

per capire cosa significa essere diversi da tutti.
per ricordare: uno scrittore grandissimo; un film psichedelico; David Bowie, che reso perfettamente Newton
ha ispirato, anche Mechanical Animals di Marilyn Manson